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Lo sai che? Come chiedere lo sgravio della cartella di Equitalia: fac simile

Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 dicembre 2015

Istanza in autotutela per ottenere l’annullamento totale o parziale della cartella di pagamento se le somme non sono dovute: come si presenta l’istanza per lo sgravio.

Se il contribuente ritiene che le somme richieste con la cartella di pagamento notificatagli da Equitalia non siano dovute, in tutto o in parte, può presentare istanza di autotutela all’ufficio che ha emesso il ruolo (ossia all’ente creditore) chiedendone lo sgravio ossia l’annullamento totale o parziale. Se, tuttavia, i vizi addotti riguardano non il merito del tributo, ma riguardano la cartella esattoriale l’istanza andrà indirizzata anche ad Equitalia stessa.

Bisogna, tuttavia, fare molta attenzione alla tempistica: infatti, la presentazione dell’istanza in autotutela non interrompe o sospende il termine (60 giorni dalla notifica della cartella) entro il quale il contribuente può:

– presentare il ricorso al giudice per l’impugnazione della cartella

– oppure effettuare il pagamento in via bonaria prima che inizi il pignoramento.

Come si presenta l’istanza autotutela per lo sgravio

L’istanza può essere presentata in carta semplice, in maniera autonoma oppure mediante dichiarazione messa a verbale durante un’audizione presso l’ufficio; può anche essere inclusa in un atto processuale relativo ad altra controversia con l’ufficio fiscale. Non è necessario che sia redatta da un avvocato o da un commercialista, ben potendo essere compilata e sottoscritta direttamente dal contribuente interessato. Peraltro non sono richieste formule particolari. L’importante è che venga indicato:

– il numero della cartella di pagamento per la quale si chiede l’annullamento;

– la data di notifica;

– il destinatario della cartella;

– le motivazioni per le quali si chiede lo sgravio;

– l’indicazione di un recapito via email (meglio se posta certificata), fax o indirizzo al quale inviare la risposta.

In ogni caso, dal sito dell’agenzia delle Entrate (seguendo il percorso: www.agenziaentrate.gov.it – Modelli – Modelli da presentare esclusivamente in ufficio), può essere scaricato e stampato un modello con le indicazioni.

Le richieste di annullamento o di rinuncia all’imposizione devono essere indirizzate agli Uffici competenti a procedere oppure al Garante del Contribuente.

Nel caso in cui la richiesta sia inviata a un Ufficio incompetente, questo è tenuto a trasmetterla all’Ufficio competente, dandone comunicazione al contribuente.

Quali effetti ha la richiesta di autotutela?

Secondo gli orientamenti più recenti, Equitalia e l’ente creditore hanno l’obbligo di verificare l’istanza presentata dal contribuente ed, eventualmente, di decidere in senso positivo alla stessa, accogliendola, anche se i termini per il ricorso sono scaduti. In pratica, il contribuente avrebbe la possibilità di chiedere lo sgravio anche se non sia più possibile presentare il ricorso al giudice per decorrenza dei termini.

L’amministrazione, infatti, è obbligata, per il principio di buon andamento e imparzialità, a considerare solo la correttezza del proprio operato, alla luce della legalità dello stesso, e non muovendosi sulla base di interessi di parte soggettivi, più tipici dei soggetti privati che non dello Stato.

Il silenzio rifiuto

In caso di mancato riscontro da parte di Equitalia, il silenzio si considera rigetto dell’istanza e quindi rifiuto all’autotutela. A questo punto al contribuente non resta che il ricorso al giudice.

In ogni caso, secondo la recente giurisprudenza della Cassazione, l’amministrazione finanziaria è tenuta al risarcimento del danno nei confronti del contribuente che sia stato costretto a ricorrere al giudice per ottenere l’annullamento di un provvedimento amministrativo viziato, non dichiarato illegittimo in via di autotutela (o dichiarato tale in grave ritardo). Infatti, è innegabile la responsabilità dell’Amministrazione finanziaria ove il provvedimento di autotutela non venga tempestivamente adottato, costringendo il privato ad affrontare spese legali e d’altro genere per proporre ricorso (es. compenso del commercialista o dell’avvocato) e per ottenere per questa via l’annullamento dell’atto [1].

FAC SIMILE: RICHIESTA DI ESERCIZIO DELL’AUTOTUTELA

Scarica il file in formato word

All’Agenzia delle Entrate

Direzione Provinciale di ___________________________

Ufficio territoriale di ______________________________

RICHIESTA DI ESERCIZIO DELL’AUTOTUTELA

Con questo modello il Contribuente può chiedere all’Amministrazione finanziaria il riesame di un atto che ritiene sia da correggere o annullare.

Io sottoscritt ___ __________________ nat ___ a____________

il ___________________ residente a ______________________

via/piazza___________________________________________ tel._________________________ email __________________ codice fiscale __________________

Questa parte deve essere compilata solo nel caso in cui la richiesta venga presentata per una ditta/società.

in qualità di titolare legale rappresentante altro (specificare) ________________________

della ditta/società _________________________________________

con sede in via___________________________città_________________ prov. ________codice fiscale/partita Iva _____________________

CHIEDO

di riesaminare e di procedere all’annullamento  totale /  parziale del seguente atto:

comunicazione di irregolarità

cartella di pagamento

rigetto istanza di rimborso

avviso di liquidazione

avviso di rettifica

avviso di accertamento

atto di contestazione

altro (specificare): ____________________________

con n. / prot. __________________________________ del __________ notificato il ______________________________________

relativo all’anno d’imposta________________________________________

che, con riferimento ai seguenti importi/recuperi: _____________________________________________

risulta illegittimo per questi motivi: ______________________________________________

Sono consapevole che questa richiesta non sospende i termini per la proposizione del ricorso alla Commissione tributaria (in caso di atti impugnabili).

Allegati:

 _______________________________________________________

 _______________________________________________________

 _______________________________________________________

 

delego

(compilare se interessa)

alla presentazione questa richiesta __ signor __ ____________________________________, tipo documento di riconoscimento ________________________, n° _______________, rilasciato il _____________________ da ________________________ .

o Allego la fotocopia del documento di riconoscimento

Luogo e data ______________________       Firma (leggibile) __________________________________

SEZIONE COMPILATA A CURA DELL’ADDETTO DELL’UFFICIO

 

Identificazione del ÿ   Richiedente ÿ   Delegato (a cura dell’addetto che riceve l’istanza)

Nome __________________ Cognome _____________________

Documento: tipo _________________________ n°_______________________________

Rilasciato il ____________________ da _____________________

Firma leggibile dell’addetto _________________________________

note

[1] Cass. sent. n. 6283/12, n. 21963/11, n. 5120/11, n. 698/10, n. 10151/07, n. 13801/04.


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