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Voltura del permesso di costruire

8 Dicembre 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 8 Dicembre 2015



Carattere reale del permesso di costruire e trasferimento a favore di terzi.

Il permesso di costruire non ha natura personale, ma reale, nel senso che suo presupposto è una situazione soggettiva attiva del richiedente in relazione ad un bene, mentre nessuna influenza esplicano su di esso le qualità o la capacità economica della persona medesima.

Dalla «realità» del permesso di costruire discende la possibilità di trasferimento dello stesso, insieme con l’area, sia per causa di morte (successione), sia per atto tra vivi o provvedimento della pubblica autorità (art. 11, 2° comma, del T.U. n. 380/2001).

Per il trasferimento deve, però, ritenersi la necessità di un provvedimento di voltura, su domanda del soggetto legittimato. Detto provvedimento non ha natura costitutiva, ma rappresenta un accertamento da parte dell’autorità comunale del fatto oggettivo del subingresso di un nuovo soggetto nel rapporto giuridico posto in essere dall’originario permesso.

La voltura, pertanto, non dà luogo ad una nuovo permesso, ma accerta una semplice novazione soggettiva del rapporto: essa consiste semplicemente nel cambiamento dell’intestazione dell’atto amministrativo già esistente e non incide in alcun modo sul contenuto dello stesso, che rimane del tutto identico ed invariato.

L’amministrazione (in persona del dirigente del competente ufficio comunale), quindi, non può addurre considerazioni di carattere personale per opporsi alla richiesta fatta da chi succeda (a qualsiasi titolo) al precedente intestatario. Essa deve limitarsi a verificare la sussistenza delle condizioni richieste dal regolamento edilizio comunale per procedere al trasferimento del permesso di costruire.

La sopravvenienza di una nuova normativa urbanistica non può, conseguentemente, influire sull’atto di voltura (C. Stato, sez. V, 17-3-1978, n. 353).

Quest’ultimo, comunque, non comporta, in mancanza di norme o di statuizioni amministrative che espressamente dispongano in senso diverso, la liberazione dell’originario titolare dagli obblighi già sorti a suo carico circa il pagamento degli oneri di urbanizzazione.

Allorquando, poi, per effetto di un trasferimento, venga meno il requisito soggettivo cui è correlata la gratuità del permesso di costruire già rilasciato, la voltura può essere legittimamente subordinata al versamento degli oneri (o dei maggiori oneri) di costruzione (vedi C. Stato, sez. V, 17 ottobre 2000, n. 5558, in Giur. it., 2001, 618).

Immutati rimangono i termini di decadenza per la realizzazione delle opere autorizzate.

Si ricordi che colui che edifichi senza la preventiva voltura, ma in conformità al titolo abilitativo rilasciato al dante causa, potrà rispondere di una infrazione di carattere amministrativo eventualmente prevista dal regolamento edilizio ed eventualmente del reato sanzionato dall’art. 44, lett. a), del T.U. n. 380/2001.

In giurisprudenza:

—              «L’atto di volturazione della concessione edi-lizia a favore del successore, a titolo universale o particolare, dell’originario concessionario, sebbene si caratterizzi come atto dovuto e privo di contenuto discrezionale (in quanto diretto solo a verificare che sussistano le condizioni richieste dall’art. 4, 6° com-ma, L. 28 gennaio 1977 n. 10 ed eventualmente, dallo strumento urbanistico locale vigente perché possa verificarsi il trasferimento della concessione), deve necessariamente materializzarsi in un provvedimento scritto, dal quale risulti compiuto l’accertamento delle condizioni necessarie all’attuarsi della novazione soggettiva nel rapporto concessorio; in difetto del formale atto di volturazione, la vicenda successoria resta confinata, rispetto alla p.a., in un ambito privato tra il titolare originario della concessione ed il suo avente causa, con la conseguenza che quest’ultimo è privo di legittimazione in ordine alle azioni giudiziali relative al rapporto concessorio, risultando legittima-to esclusivamente il titolare originario della conces-sione edilizia (nel caso di specie, il successore a titolo particolare aveva impugnato il provvedimento con il quale il sindaco aveva dichiarato la decadenza, per mancato inizio nell’anno dei lavori, della concessio-ne edilizia; enunciando il principio di cui in massima, le Sezioni Unite hanno cassato con rinvio la sentenza del Trìbunale Superiore delle acque pubbliche, la qua-le erroneamente aveva ritenuto sussistente detta legit-timazione, nonostante il successore fosse privo di un formale atto di voltura del titolo)» (Cass., sez. un. civ., 22 ottobre 2003, n. 15812).

—              «La sostituzione del titolare di una licenza edilizia, effettuata con atto di voltura, non dà luogo a nuova autorizzazione.

                  La voltura di una licenza non determina la sanatoria di eventuali vizi nel provvedimento né la ratifica di regolarità della situazione amministrativa, ma rileva esclusivamente sotto il profilo soggettivo, determinando la sopravvenuta carenza di interesse nei confronti dei motivi attinenti all’intestazione della concessione impugnata o, comunque, alla titolarità del concessionario originario» (T.a.r. Valle d’Aosta, 28 febbraio 1992, n. 19, in Trib. amm. reg., 1992, I, 1384).

—              «La voltura della concessione edilizia, consistendo in un atto di mera novazione soggettiva nel rapporto tra la P.A. (parte immutata) e il privato (parte mutata) non esplica alcuna incidenza sul contenuto precettivo della concessione stessa e sulla relativa utilizzazione del territorio; pertanto, essa non comporta la corresponsione dei contributi di costruzione e di urbanizzazione previsti dalla L. 28 gennaio 1977, n. 10» (C. Stato, sez. V, 28 ottobre 1988, n. 616, in Cons. Stato, 1988, I, 1223).

—              «La voltura della concessione edilizia in capo ad un nuovo soggetto, non comporta la liberazione dell’originario concessionario dagli adempimenti relativi all’obbligazione contributiva sorta con l’atto di concessione» (T.a.r. Puglia, 7 novembre 2000, n. 3502, in Finanza loc., 2001, 915).

—              «La mera voltura della concessione edilizia non è di per sé idonea a trasferire l’obbligazione relativa agli oneri contributivi per costo di costruzione ed oneri di urbanizzazione, che resta a carico dell’originario titolare dell’atto concessorio; salvo che il comune non abbia aderito alla convenzione tra debitore (concessionario) e terzo (accollante) espressamente dichiarando di liberare l’originario debitore» (T.a.r. Sicilia, sez. II, Catania, 12 novembre 1992, n. 939, in Giur. amm. sic., 1993, 194).

Diritto-Urbanistico


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