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Autocertificazioni e attività edilizia

8 dicembre 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 8 dicembre 2015



Semplificazione amministrativa e titoli abilitativi: il permesso di costruire e la denuncia di inizio attività.

L’edilizia è uno dei settori in cui la semplificazione documentale e procedimentale è più tangibile. Uno degli aspetti più innovativi del D.P.R. 380/2001, infatti, è ravvisabile nella «riduzione dei titoli abilitativi a due soltanto: il permesso di costruire e la denuncia di inizio attività, con conseguente soppressione dell’autorizzazione» (FIALE).

In realtà, la denuncia di inizio attività, d.i.a., è oggi sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività, Scia, la cui disciplina è rinvenibile nell’art. 19 L. 241/1990 (su cui v. retro).

Una precisazione è però necessaria.

La Scia, invero, è stata introdotta nella legge sul procedimento amministrativo dall’art. 49, comma 4bis, D.L. 78/2010, conv. in L. 122/2010, il quale, però, non ha, nel contempo, modificato le disposizioni del D.P.R. 380/2001 in materia di d.i.a. — denuncia di inizio attività — creando così un dubbio interpretativo in ordine alla sua portata applicativa.

L’utilizzo della Scia in materia edilizia è stato controverso fino all’approvazione del D.L. 70/2011 (cd. decreto sviluppo), conv. in L. 106/2011, che, all’art. 5, comma 2, lett. c), ha fornito la corretta interpretazione delle disposizioni di cui all’art. 19 L. 241/1990, precisandone l’ambito di applicazione. La novità più rilevante contenuta nel decreto citato è sicuramente rappresentata dalla estensione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) agli interventi edilizi in precedenza compiuti mediante denuncia di inizio attività (DIA).

In particolare, il legislatore ha stabilito che le dette disposizioni:

– si applicano alle denunce di inizio attività in materia edilizia disciplinate dal D.P.R. 380/2001, con esclusione dei casi in cui le denunce stesse, in base alla normativa statale o regionale, siano alternative o sostitutive del permesso di costruire (ipotesi di cd. «super d.i.a.»);

– non sostituiscono la disciplina prevista da leggi regionali ampliative dell’ambito di applicazione delle disposizioni di cui all’art. 22, comma 3, D.P.R. 380/2001, relativo alle ipotesi di interventi che possono essere realizzati mediante denuncia di inizio attività in alternativa al permesso di costruire.

 

Inoltre, nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, la Scia non sostituisce gli atti di autorizzazione o nulla osta, comunque denominati, delle amministrazioni preposte alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale.

Con il D.L. 12-9-2014, n. 133, conv, in L. 164/2014 cd. decreto sblocca-Italia, è arrivato finalmente il giusto riconoscimento alla SCIA, proiettata direttamente nel D.P.R. 380/2001.

Lo sportello unico per l’edilizia

L’art. 5 del T.U. 380/2001 demanda alle Amministrazioni comunali il compito di costituire, anche in forma associata, uno sportello unico per l’edilizia.

A tale ufficio il cittadino fa capo per le iniziative e le informazioni in materia edilizia: si tratta infatti della struttura di raccordo operativo tra le Amministrazioni e gli organi chiamati ad esprimersi nel corso dei procedimenti di rilascio del permesso di costruire e del certificato di agibilità, con conseguente notevole semplificazione per gli interessati, che non dovranno rivolgersi ad uffici diversi e presentare più domande distinte in relazione ad un medesimo procedimento.

Il ruolo dello sportello unico è stato chiarito e rafforzato dal D.L. 83/2012 conv. in L. 134/2012, che ha aggiunto i commi 1bis e ter all’art. 5, stabilendo che lo sportello unico per l’edilizia costituisce l’unico punto di accesso per il privato interessato in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti il titolo abilitativo e l’intervento edilizio oggetto dello stesso, ed ha il compito di fornire una risposta tempestiva in luogo di tutte le pubbliche amministrazioni comunque coinvolte.

 

La disciplina applicabile

Per quanto concerne, in primo luogo, le tipologie di interventi, sono realizzabili mediante Scia edilizia (art. 22 D.P.R. 380/2001, da ultimo mod. dal D.L. 133/2014) quelli non riconducibili all’elenco di cui all’art. 10 e all’art. 6 (relativi, rispettivamente, a permesso di costruire e attività edilizia libera), che siano conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente: in sostanza, gli interventi di edilizia minori.

Sono, altresì, realizzabili mediante Scia, e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione di eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli e dalle altre normative di settore.

Ai fini dell’attività di vigilanza urbanistica ed edilizia, nonché ai fini del rilascio del certificato di agibilità, tali segnalazioni certificate di inizio attività costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruzione dell’intervento principale e possono essere presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori.

In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante SCIA (cfr. il comma 3 dell’art. 22 cit.):

– gli interventi di ristrutturazione di cui all’art. 10, comma 1, lettera c);

– gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti;

– gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.

Ai sensi dell’art. 23 T.U. (novellato dal D.L. 83/2012, conv. in L. 134/2012), pure la SCIA deve essere presentata dall’interessato almeno 30 giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori, allo sportello unico del Comune, accompagnata da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali; il progettista deve asseverare la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici adottati o approvati ed ai regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza ed igienico-sanitarie.

La legge prevede che i lavori oggetto della Scia, regolarmente presentata e corredata dalle autorizzazioni settoriali occorrenti (come l’autorizzazione paesaggistica nei territori vincolati), possono essere iniziati dalla data della presentazione della segnalazione all’amministrazione competente.

Tuttavia, tale amministrazione può vietare l’esecuzione di lavori non consentiti entro trenta giorni e resta fermo, comunque, il potere di autotutela, cioè di annullamento del titolo abilitativo illegittimamente formatosi.

La Scia ha validità per tre anni e l’interessato ha l’obbligo di comunicare al Comune la data di ultimazione dei lavori.

Le autorizzazioni preliminari alla segnalazione certificata di inizio attività e alla comunicazione dell’inizio dei lavori: il nuovo art. 23bis D.P.R. 380/2001

Ai sensi del nuovo art. 23bis D.P.R. 380/2001, introdotto dal D.L. 69/2013, come convertito, nei casi in cui si applica la disciplina della segnalazione certificata di inizio attività di cui all’art. 19 della legge sul procedimento amministrativo, prima della presentazione della segnalazione, l’interessato può richiedere allo sportello unico di provvedere all’acquisizione di tutti gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l’intervento edilizio, o presentare istanza di acquisizione dei medesimi atti di assenso contestualmente alla segnalazione.

Lo sportello unico comunica tempestivamente all’interessato l’avvenuta acquisizione degli atti di assenso. Se tali atti non vengono acquisiti entro il termine di cui all’art. 20, comma 3 (60 giorni), si applica quanto previsto dal comma 5bis del medesimo articolo (il responsabile indice la conferenza di servizi).

In caso di presentazione contestuale della Scia e dell’istanza di acquisizione di tutti gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l’intervento edilizio, l’interessato può dare inizio ai lavori solo dopo la comunicazione da parte dello sportello unico dell’avvenuta acquisizione dei medesimi atti di assenso o dell’esito positivo della conferenza di servizi.

Tali disposizioni si applicano anche alla comunicazione dell’inizio dei lavori di cui all’art. 6, comma 2, in caso di attività edilizia libera, qualora siano necessari atti di assenso, comunque denominati, per la realizzazione dell’intervento edilizio.

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