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Protezione internazionale: come presentare la domanda di asilo?

9 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 dicembre 2015



Il rifugiato politico è l’individuo che, per ragioni politiche, religiose e sociali è costretto ad abbandonare il paese di provenienza per cercare rifugio in un altro Stato.

Il cittadino straniero entrato in Italia in maniera irregolare può presentare domanda di protezione internazionale allo Stato italiano qualora sia vittima di persecuzioni, torture e guerra nel proprio paese di origine [1].

La domanda di protezione internazionale può essere presentata all’ufficio di polizia di frontiera, al momento dell’ingresso in Italia oppure presso la Questura dove il richiedente intende fissare domicilio.

L’ufficio di polizia provvederà a redigere il modello c3 e acquisire la domanda di asilo. Sarebbe opportuno corredare la domanda con una memoria scritta anche nella propria lingua e presentare documenti comprovanti le dichiarazioni rese (articoli di giornale, foto, documenti sanitari, documenti anagrafici).

La Questura, una volta presentata la richiesta di protezione internazionale rilascia un attestato nominativo, in attesa del rilascio del permesso di soggiorno per richiesta asilo, rinnovabile sino al termine della procedura amministrativa.

La domanda, verrà trasmessa alla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, autorità deputata a decidere sulla richiesta di asilo. La Commissione competente sarà quella del luogo nel quale è stata presentata la domanda. Le Commissioni sono distribuite su tutto il territorio nazionale -attualmente sono venti [2] – e sono composte da quattro membri, un funzionario dell’Ufficio Territoriale di Governo (Prefettura) come presidente, un funzionario della Polizia di Stato, un rappresentante di un ente territoriale, e un rappresentante UNHCR.

La Commissione Territoriale, dopo l’audizione personale dello straniero può riconoscere la protezione internazionale o una protezione sussidiaria, non riconoscere alcuna forma di protezione, rigettare la domanda per manifesta infondatezza, valutare la domanda inammissibile, oppure, per gravi motivi umanitari, può chiedere alla Questura il rilascio di un permesso per protezione umanitaria.

Avverso la decisione della Commissione Territoriale è ammesso ricorso innanzi il Tribunale che ha sede nel capoluogo di distretto di Corte d’Appello in cui ha sede la Commissione Territoriale, a pena di inammissibilità, entro 30 giorni dalla notifica della decisione. Il termine diventa di 15 giorni se il richiedente asilo è accolto all’interno di un CARA (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) o trattenuto in un CIE (Centro di identificazione e espulsione) [3].

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