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Disabili: se le fermate bus sono inaccessibili…

2 Aprile 2012 | Autore:
Disabili: se le fermate bus sono inaccessibili…

Il Comune deve rimuovere le barriere che ostacolano la libera circolazione ai disabili.

I disabili hanno pieno diritto alla libera circolazione: pertanto il Comune di residenza deve rimuovere le eventuali barriere architettoniche che la ostacolano, pena la responsabilità per discriminazione e il risarcimento del danno nei loro confronti.

È quanto deciso dal Tribunale di Roma [1] che, accogliendo il ricorso di un malato di SLA, ha ordinato al Comune capitolino di rimuovere le barriere architettoniche presenti su alcune fermate degli autobus che attualmente impediscono ai disabili di salire sui mezzi pubblici.

L’esistenza di barriere alla libera circolazione dei disabili costituisce un caso di “discriminazione indiretta” [2] nei loro confronti e li legittima ad adire l’autorità giudiziaria. Il giudice può così ordinare alla Pubblica Amministrazione di adottare le misure necessarie alla cessazione del disagio arrecato.

Nel caso in esame, la misura ordinata al Comune di Roma è consistita nella realizzazione, entro dodici mesi dalla sentenza, di un piano per la regolarizzazione dei marciapiedi che presentano fermate inaccessibili alle persone con disabilità. Inoltre, il Comune è stato condannato a un risarcimento nei confronti del ricorrente (pari a 5000 euro) e alla pubblicazione, a proprie spese, della sentenza di condanna sul quotidiano romano “Il messaggero”.

 


note

[1] Tribunale di Roma, sent. n. 4928 del 5 marzo 2012.

[2] La nozione di “discriminazione indiretta” è spiegata dall’art. 2 della L. 1 marzo 2006, n. 67 (“Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilita’ vittime di discriminazioni”) secondo cui “Si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un
criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone”.


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