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Anche la banca deve rispettare alcune regole per pignorare la casa

28 Marzo 2012
Anche la banca deve rispettare alcune regole per pignorare la casa

Regole generali per la tutela dei debitori nei confronti delle banche e dei pignoramenti immobiliari, ipoteche, esecuzioni forzate, aste giudiziarie.

Principio generale del nostro ordinamento giuridico è che, in seguito – per esempio – alla sottoscrizione di un contratto – il debitore è obbligato a dare al creditore una somma di danaro o una cosa.

Il diritto del creditore si chiama diritto di credito, e l’obbligo di dare viene denominato debito. Tale obbligo di solito è realizzato attraverso l’adempimento spontaneo da parte del debitore. Qualora, invece, il debitore non esegua la prestazione dovuta, si verifica l’inadempimento dell’obbligazione, con conseguente possibilità che il creditore si avvalga dell’esecuzione forzata.

Il codice civile, all’art. 2910, espressamente prevede che il creditore, per conseguire quanto gli è dovuto, può far espropriare i beni (presenti e futuri) del debitore, secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile.

La prima di tale regole stabilisce un altro principio fondamentale: nessuno può iniziare un’esecuzione forzata se non in virtù di un titolo esecutivo, per esempio una sentenza di condanna, un contratto di mutuo, una cambiale, un assegno.

Altra regola fondamentale è che – prima dell’inizio dell’esecuzione forzata – il titolo esecutivo deve essere notificato al debitore. Contestualmente (oppure anche successivamente, ma sempre prima dell’inizio dell’esecuzione) deve essergli notificato l’atto di precetto, vale a dire un’intimazione ad adempiere all’obbligo risultante dal titolo esecutivo entro il termine di dieci giorni: si tratta di un atto notificato a mezzo dell’ufficiale giudiziario del tribunale, anche a mezzo posta (buste verdi).

In mancanza, non si può procedere ad esecuzione forzata.

Il codice di procedura civile stabilisce diverse regole che il creditore deve rispettare se vuole raggiungere forzatamente il suo scopo: nel caso che tali regole siano state violate, il debitore può rivolgersi al giudice dell’esecuzione per far valere il suo diritto ad una esecuzione forzata rispettosa delle norme di procedura, e spesso il creditore è costretto a far marcia indietro, pur mantenendo integro il suo diritto di credito.

di GIUSEPPE CALOMINO



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