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Equitalia, ultime sentenze sulla notifica presso la Casa Comunale

10 dicembre 2015


Equitalia, ultime sentenze sulla notifica presso la Casa Comunale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 dicembre 2015



Notifica della cartella esattoriale per via telematica: la PEC e la camera di commercio sostituiscono il postino, il messo notificatore e il Comune.

È di stamattina un chiarimento della Cassazione [1] secondo cui, tutte le volte in cui, nell’effettuare la notifica della cartella di pagamento, il messo notificatore si accorge che il contribuente si è trasferito in sede ignota deve innanzitutto compiere ulteriori ricerche presso il luogo di residenza della persona fisica o dove è situata la sede dell’azienda. Se tali indagini non evidenziano alcuna informazione utile ove rintracciare il destinatario, il messo deposita la cartella di pagamento presso il Comune e la notifica si considera compiuta.

La sentenza potrebbe essere una delle ultime in cui si parlerà di vizi di notifica di cartelle esattoriali per irreperibilità e di conseguente obbligo di deposito presso la Casa Comunale. Come infatti abbiamo anticipato questa mattina nell’articolo: “Addio deposito in Comune, ora in Camera di Commercio”, dal prossimo primo giugno sarà obbligatorio, per Equitalia, notificare le cartelle di pagamento unicamente attraverso la PEC, la posta elettronica certificata, tutte le volte in cui il destinatario sia:

– un’azienda, sia sotto forma di ditta individuale, che di società di persone o di capitali;

– un professionista iscritto all’albo.

In entrambi i casi, infatti, Equitalia reperirà i relativi indirizzi PEC presso il registro Ini-Pec e lì spedirà l’email con l’allegato della cartella. Se la casella di posta elettronica risulterà non attivo o non valido, non ci sarà più il deposito cartaceo in Comune bensì:

– deposito presso la Camera di Commercio

– pubblicazione di avviso sul sito della medesima Camera di Commercio

– comunicazione al destinatario con raccomandata a/r.

È chiaro, quindi, che non servirà più trasferirsi in altri luoghi e non comunicare il nuovo indirizzo per evitare la notifica degli avvisi di pagamento. Allo stesso modo non porterà alcuna utilità non aprire la casella di posta elettronica certificata o lasciare che la stessa sia “piena”, in modo da rispedire l’email con l’atto al mittente. La notifica, anche in questi casi, potrà essere compiuta per via telematica, salvo il rispetto delle tre predette formalità.

Finisce quindi l’era delle ricerche dell’ufficiale giudiziario, delle visure, dei certificati. Finisce l’era dei familiari o dei portieri che ritirano l’atto per conto del destinatario ma che poi disconoscono la firma o il rapporto che li lega al contribuente. Finisce l’epoca di tutta una serie di stratagemmi sino ad oggi usati per evadere – in modo più o meno lecito – le notifiche del postino o del messo notificatore.

note

[1] Cass. sent. n. 24958 del 10.12.15.

Autore immagine: 123rf com

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