Professionisti SCIA: demolizioni, scavi e rinterri

Professionisti Pubblicato il 10 dicembre 2015

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Autorizzazioni urbanistiche, permesso di costruire e segnalazione di certificata di inizio attività.

Le demolizioni senza ricostruzione — ove non espressamente vietate dagli strumenti urbanistici e, in genere, dalla normativa urbanistico-edilizia — possono essere realizzate mediante semplice SCIA.

L’attività di demolizione, comunque, non deve essere finalizzata a conferire un diverso assetto plano-volumetrico al manufatto cui inerisce.

—              «Non costituisce demolizione, per la quale non è necessaria la concessione edilizia, la materiale eliminazione di una parte di uno stabile (nella specie per realizzare una terrazza), quando tale lavoro comporti una modifica dell’assetto plano-volumetrico dell’immobile ed una sua diversa sistemazione» (Cass., 13 marzo 1991, in Mass. Cass. pen., 1991, fasc., 3, 93).

Deve intendersi per scavo l’attività di perforazione del terreno che produce la realizzazione di una cavità nel suolo previa asportazione di parte del terreno stesso.

Tale attività può essere oggetto di SCIA allorquando:

a) non sia finalizzata alla realizzazione di costruzioni edilizie (poiché, in questo caso, deve essere preceduta dal rilascio del permesso di costruire avente ad oggetto il nuovo edificio);

b) non riguardi la coltivazione di cave e torbiere (regolamentata dalla legislazione regionale).

—              «La realizzazione di uno scavo in assenza del-la prescritta concessione sindacale è penalmente rilevante solo se è diretto alla costruzione di opere che trasformano il suolo in via permanente e rientrano tra quelle elencate dall’art. 3, 1° comma, lett. e), d.p.r. n. 380 del 2001» (Cass., pen. sez. III, 21 gennaio 2004, Perani, in Giust. pen., 2005, II, 435).

—              «Atteso il concetto unitario di “costruzione”, che non si presta a trattamenti diversi e separati, anche lo scavo effettuato per eseguire le fondazioni di un fabbricato costituisce, sotto il profilo logico e tecnico-giuridico, attività edilizia e necessita, pertanto, di previa concessione» (Cass., sez. III, 28 febbraio 1994, in Riv. pen., 1995, 176).

Attività di rinterro, invece, è quella diretta al riempimento di una cavità o di una depressione del suolo ovvero di uno scavo precedentemente eseguito.

Opere siffatte, comunque, restano pur sempre soggette a permesso di costruire quando siano finalizzate ad interventi di «nuova costruzione».

Diritto-Urbanistico


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