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Bonus Giovani Genitori da 5.000 euro, sbloccate le iscrizioni

11 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 dicembre 2015



L’Inps ha ripristinato la possibilità di iscriversi alla banca dati per fruire del Bonus di 5.000 Euro.

L’Inps, con un recente messaggio [1], ha reso noto che sono state riaperte le iscrizioni alla Banca Dati Giovani Genitori, per fruire del Bonus da 5.000 Euro.

Il Dipartimento della Gioventù, difatti, con una nota del 18 novembre, ha rivisitato le vecchie linee guida sul bonus, permettendo l’iscrizione nonostante sia stato superato lo stanziamento dell’80% delle risorse. Un’ottima notizia, certamente, per la fascia under 35 dei genitori precari, che grazie all’incentivo avranno maggiori possibilità di essere assunti a tempo indeterminato.

Vediamo insieme come funziona l’incentivo, come si richiede, e chi può beneficiarne.

Bonus Giovani Genitori: beneficiari

Possono richiedere il Bonus tutti i genitori precari, con figli di età inferiore a 18 anni, che non abbiano compiuto il 36° anno d’età.

Per “precario”, la normativa intende chi abbia stipulato uno dei seguenti contratti di lavoro:

– contratto di lavoro subordinato a tempo determinato;

– contratto di somministrazione (ex interinale);

– contratto intermittente (altrimenti conosciuto come lavoro a chiamata);

– collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) o contratto a progetto (co.co.pro: dal primo gennaio 2016 non sarà più possibile collaborare con questa forma contrattuale);

lavoro occasionale accessorio (quello retribuito con i voucher, o buoni lavoro).

Se il contratto di lavoro è cessato, l’interessato deve registrare lo stato di disoccupazione presso un Centro per l’impiego, un Centro Servizi per il Lavoro, o presso il nuovo portale Anpal (Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro: il nuovo sistema informativo non è al momento disponibile, ma si ritiene che sarà operativo da gennaio 2016).

Bonus Giovani Genitori: perdita dell’incentivo

Il diritto al bonus, per gli iscritti alla banca dati, si perde nelle seguenti situazioni:

– compimento della maggiore età del figlio;

– compimento del trentaseiesimo anno d’età del genitore;

– assunzione a tempo indeterminato.

Se l’interessato è assunto a tempo indeterminato, ma poi viene licenziato, qualora possieda ancora i requisiti, potrà iscriversi alla banca dati di nuovo.

Banca dati Giovani Genitori: come ci si iscrive

L’interessato che voglia iscriversi alla banca dati, dovrà prima munirsi di un Pin personale dispositivo per l’accesso ai servizi dell’Inps: il Pin può essere richiesto online, all’interno del portale dell’Istituto, tramite Contact Center, al numero 803.164, oppure recandosi personalmente presso una sede Inps, ottenendo, in questo caso, il rilascio immediato.

Una volta ottenuto il codice, l’interessato dovrà accedere al sito dell’Inps utilizzandolo come password, ed utilizzando come Username il proprio codice fiscale.

Effettuato l’accesso, dovrà recarsi nella sezione “Servizi per il cittadino”, ed arrivare al form d’iscrizione alla Banca Dati tramite il seguente percorso: “Servizi per il cittadino” – “Autenticazione con Pin” – “Fascicolo previdenziale del cittadino” – “Comunicazioni telematiche” – “Invio comunicazioni” – “Iscrizione banca dati giovani genitori”.

L’interessato potrà accedere anche collegandosi al sito del Dipartimento della Gioventù, utilizzando comunque il Pin dell’Inps.

Bonus Giovani Genitori: aziende beneficiarie

Le aziende che potranno fruire di tale incentivo all’assunzione sono:

– le aziende private (comprese le imprese sociali);

– le società cooperative.

Sono invece esclusi dall’incentivo:

– gli enti pubblici (economici e non);

– i gruppi parlamentari;

– le associazioni;

– i datori di lavoro non imprenditori.

Per ottenere il bonus, le imprese devono essere in possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva, ossia del Durc (in parole povere, devono essere in regola con gli adempimenti previdenziali e possedere la relativa certificazione rilasciata dall’Inps e dall’Inail).

Inoltre non devono essersi verificate le seguenti situazioni:

licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o per riduzione del personale, nei 6 mesi precedenti;

sospensioni dal lavoro o riduzioni dell’orario di lavoro per crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione industriale;

– precedenti assunzioni di almeno 5 dipendenti beneficiando della stessa agevolazione.

Infine, il dipendente per cui si domanda l’agevolazione non deve essere stato licenziato dalla stessa impresa, o da una società controllata o collegata, nei 6 mesi precedenti all’assunzione. Il contratto di lavoro deve essere a tempo indeterminato o di apprendistato, e l’assunzione non deve essere obbligatoria ai sensi della Legge 68 [2].

Bonus Giovani Genitori: verifica del diritto

Le aziende possono sapere se il dipendente ha diritto al bonus controllando la regolare iscrizione alla Banca dati: è sufficiente collegarsi alla banca dati sul sito web dell’Inps o del Dipartimento della Gioventù, e digitare il codice fiscale del lavoratore interessato, per accertarsi in tempo reale della validità dell’iscrizione.

Bonus Giovani Genitori: come richiedere l’incentivo

Per richiedere l’incentivo, l’azienda deve assumere il lavoratore con le modalità ordinarie, inviando la Comunicazione Obbligatoria (Co) ai Servizi per il Lavoro della propria Regione, utilizzando il modello Unilav, ed inserendo nel form, nella sezione dedicata alle agevolazioni, il codice agevolazione Giovani Genitori.

In seguito, l’azienda, o l’intermediario incaricato, dovrà collegarsi al sito dell’Inps, sezione “Servizi per le aziende ed i consulenti”, “Cassetto Previdenziale”, “Comunicazioni Online”, accedere alla comunicazione con codice “GIOV-GE” e compilare la domanda online. L’Istituto comunicherà l’attribuzione dell’incentivo tramite Cassetto previdenziale.

Bonus Giovani Genitori: quando si riceve

L’Inps non invia direttamente assegni, ma offre uno sgravio contributivo pari a 5.000 Euro: questo significa che il datore può compensare i contributi dovuti mensilmente con l’incentivo spettante; indicherà poi il conguaglio effettuato nella dichiarazione UniEmens.

Il bonus non è riconosciuto in un’unica tranche, ma in quote mensili non superiori alla retribuzione del mese del dipendente.

L’agevolazione è comunque cumulabile con gli altri incentivi esistenti, come il Bonus per l’assunzione di disoccupati.


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