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Lo sai che? Da che importo Agenzia Entrate Riscossione può fare pignoramento?

Lo sai che? Pubblicato il 7 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 luglio 2018

So che esistono limiti di importi ben precisi al di sotto dei quali Agenzia Entrate Riscossione non può effettuare pignoramento: quali sono?

Per quanto riguarda il pignoramento, Agenzia Entrate Riscossione è tenuta a rispettare limiti di importo minimo solo nel caso di pignoramento immobiliare e (per quanto riguarda le misure cautelari) per la previa (e obbligatoria) fase di iscrizione di ipoteca. Invece, per quanto riguarda le altre procedure esecutive non vi sono limiti quantitativi ma solo procedurali. Vediamoli uno per uno, in questa sintetica scheda.

Prima del pignoramento: i termini

Innanzitutto, prima di avviare il pignoramento Agenzia Entrate Riscossione deve rispettare dei termini:

– in caso di notifica di cartella di pagamento devono decorrere almeno 60 giorni dalla notifica stessa; a detto termine non si applica la sospensione feriale nel periodo 1/31 agosto;

– in caso di notifica di accertamento esecutivo, ordinariamente, decorso il termine complessivo di 270 giorni (60 giorni, termine per il ricorso, 30 giorni, termine dilatorio per l’affidamento in carico all’AdR, 180 giorni, sospensione legale della riscossione).

L’Esattore deve iniziare l’esecuzione forzata (con la notifica dell’atto di pignoramento) non oltre un anno dall’avvenuta notifica del titolo esecutivo (cartella o accertamento esecutivo) e comunque non oltre il termine di prescrizione.

Se non notifica l’atto di pignoramento entro un anno dall’avvenuta notifica del titolo esecutivo, può ugualmente procedervi ma prima deve notificare al debitore un’intimazione ad adempiere con l’intimazione a pagare quanto risulta dal titolo entro 5 giorni.

Pignoramento mobiliare

Non esistono limiti minimi di importo da rispettare per intraprendere il pignoramento mobiliare. Sicché Agenzia Entrate Riscossione può procedervi anche per piccoli crediti.

L’esecuzione mobiliare ha ad oggetto beni mobili del debitore. Sono mobili tutti i beni che non sono considerati immobili e dunque quelli diversi da: il suolo, le sorgenti e i corsi d’acqua, gli alberi, gli edifici e le altre costruzioni, anche se unite al suolo a scopo transitorio, e in genere tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo.

Si applicano le regole del pignoramento mobiliare fatto da privati, salvo le seguenti differenze:

– a casa del debitore non arriva l’ufficiale giudiziario ma l’ufficiale della riscossione che è un delegato di Agenzia Entrate Riscossione;

– non può essere eseguito prima che decorrano 60 giorni dalla notificazione della cartella di pagamento, salvo che il giudice competente autorizzi l’esecuzione immediata per pericolo nel ritardo, e non oltre un anno dalla notifica della stessa;

– la custodia dei beni diversi dal danaro, dai titoli di credito o dagli oggetti preziosi, è affidata (fino alla fase della vendita forzata) al debitore o ad un terzo, e in mancanza, i beni sono presi in consegna dal Comune; EquiAgenzia Entrate Riscossione non può essere nominato custode;

– il verbale del pignoramento non è depositato nella cancelleria del tribunale ma notificato al debitore mediante consegna a quest’ultimo di una copia;

– il pignoramento perde efficacia trascorsi 200 giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto.

Sebbene non esistono, nel caso di pignoramento mobiliare, limiti di importi per procedere al pignoramento, la legge indica una serie di beni che non possono essere pignorati:

– anello nuziale, vestiti e biancheria, letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli      , in quanto indispensabili al debitore e alle persone della sua famiglia con lui conviventi, cose sacre e cose destinate all’esercizio del culto, beni commestibili e combustibili    se necessari per un mese di mantenimento del debitore e dei suoi familiari conviventi, armi ed oggetti che il debitore ha l’obbligo di conservare per l’adempimento di un pubblico servizio, decorazioni al valore, lettere, registri e in generale gli scritti di famiglia e i manoscritti eccetto che appartengano ad una collezione.

Sono pignorabili i mobili (esclusi i letti) di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato.

Sono pignorabili i gioielli anche se hanno un valore personale commemorativo (per esempio, una collana in ricordo della nonna deceduta).

Gli strumenti (v. automobili), oggetti e libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore possono essere pignorati nei limiti di un 1/5, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale della riscossione o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito; il limite, in deroga a quanto previsto nella riscossione ordinaria, si applica anche per i debitori costituiti in forma societaria e in ogni caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro.

Fermo auto

Agenzia Entrate Riscossione può iscrivere il fermo quando è scaduto il termine:

– di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, entro il quale l’obbligato è tenuto ad effettuare il versamento delle somme richieste;

– di 30 giorni decorrenti dal termine per il pagamento delle somme dovute in base all’accertamento esecutivo, dopo i quali le predette sono affidate in carico all’AdR, anche ai fini dell’esecuzione forzata.

L’iscrizione deve essere obbligatoriamente preceduta da un preavviso di fermo inviato al debitore, contenente l’avviso che se nel termine di 30 giorni non si provvederà al pagamento delle somme iscritte dovute, avrà luogo l’iscrizione del fermo.

Inoltre si può iscrivere il fermo anche decorso un anno dalla notifica dell’accertamento (o della cartella): qui infatti non è necessaria la preventiva notifica dell’intimazione di pagamento applicabile solo nel circoscritto ambito dell’esecuzione forzata.

Non è previsto che Agenzia Entrate Riscossione effetti altra successiva comunicazione, neppure dell’avvenuta iscrizione del fermo.

Ipoteca sull’immobile

Il pignoramento immobiliare può iniziare solo previa iscrizione di ipoteca. È quindi necessario verificare prima il funzionamento di quest’ultima misura.

L’ipoteca può essere iscritta solo per debiti a partire da 20mila euro. Nel rispetto di tale limite, Agenzia Entrate Riscossione è legittimata a iscrivere ipoteca a prescindere da ogni valutazione circa l’opportunità della misura, quindi ben potendo ipotecare, per un debito di 21 mila euro, un immobile che, invece, ne vale 200 mila. Tuttavia, tale discrezionalità non può però tramutarsi in arbitrarietà: infatti, secondo alcuni giudici, l’eccessiva sproporzione tra debito e valore del bene è causa di annullamento dell’ipoteca.

L’ipoteca può essere iscritta anche sull’unica casa del debitore (a differenza, invece, del pignoramento che – come si vedrà – non può avvenire sull’unico immobile, in presenza di ulteriori condizioni).

Quanto alla procedura per l’iscrizione dell’ipoteca, Agenzia Entrate Riscossione può procedervi solo se è scaduto il termine:

– di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, entro il quale l’obbligato è tenuto ad effettuare il versamento delle somme richieste;

– di 30 giorni decorrenti dal termine per il pagamento delle somme dovute in base all’accertamento esecutivo, dopo i quali le predette sono affidate in carico da Agenzia Entrate Riscossione, anche ai fini dell’esecuzione forzata.

L’iscrizione ipotecaria deve essere obbligatoriamente preceduta da un preavviso di ipoteca inviato al debitore da parte di Agenzia Entrate Riscossione, contenente l’avviso che se nel termine di 30 giorni non si provvederà al pagamento delle somme iscritte dovute, avrà luogo l’iscrizione ipotecaria.

Non è previsto che l’Esattore effetti altra successiva comunicazione, neppure dell’avvenuta iscrizione dell’ipoteca.

Pignoramento di immobili

Il pignoramento dell’immobile (e, quindi, la vendita all’asta dello steso) invece, è consentito solo se il debito supera 120mila euro. Tuttavia esso è impossibile se ricorrono le seguenti condizioni:

– il bene è l’unico immobile di proprietà del debitore,

– tale immobile deve essere adibito a civile abitazione,

– e, inoltre, in esso il debitore vi deve aver fissato la propria residenza.

Se anche manca una delle seguenti condizioni, l’immobile è pignorabile (fermo restando il limite minimo di 120mila euro).

Anche in questo caso, secondo alcuni giudici il rispetto del limite anzidetto non deve tradursi in un abuso di potere per il caso di eccessiva sproporzione tra il debito contratto e il valore dell’immobile messo in vendita.

Pignoramento presso terzi

Neanche nel caso di pignoramento presso terzi (stipendio, conto corrente, pensione, crediti verso terzi) esistono limiti minimi di importi sotto i quali è vietato il pignoramento. Sicché Agenzia Entrate Riscossione può procedere a bloccare la parte di conto pari al proprio credito.

Lo stipendio e le altre somme relative al rapporto di lavoro o impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, sono pignorabili, se lo stipendio mensile:

  • – non supera 2.500 euro, per la quota di 1/10;
  • – è compreso tra 2.500 e 5.000 euro, per la quota di 1/7;
  • – supera i 5.000 euro, per la quota di 1/5, in conformità a quanto stabilito dalla normativa ordinaria.

Agenzia Entrate Riscossione non può includere nel pignoramento l’ultimo stipendio affluito sul conto corrente del debitore, che resta quindi nella sua piena disponibilità.

L’Esattore intima al terzo pignorato (per es. la banca) di pagare gli importi pignorati entro 60 giorni dalla data della notifica del pignoramento se il debitore, entro tale termine, non avrà alternativamente:

– chiesto rateazione e pagato la prima rata

– oppure pagato spontaneamente l’intero importo.

Nel caso di pignoramento presso terzi avente ad oggetto canoni di affitto, il termine per il pagamento è di 15 giorni per fitti e pigioni scaduti e non corrisposti.

note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. ma riguardo i conti correnti, non vi era un circolare Equitalia che stabiliva la non pignorabilita del conto nel caso di stipendio o pensione inferiore a 5000 euro? oppure sono solo chiacchiere sparate in aria visto che questa circolare non appare su nessun sito internet? peggio dei cravattari,anzi quelli sono meglio

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