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Gli effetti della sentenza di adozione

13 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 dicembre 2015



Il procedimento di adozione dei minori: requisiti, procedura, gli effetti della sentenza che dichiara l’adozione.

Secondo quanto dispone l’art. 27, co. 1, L. 184/1983, così come modificato dal D.Lgs. 154/2013, l’adottato, per effetto dell’adozione, acquista lo stato di figlio «nato nel matrimonio» degli adottanti, dei quali assume e trasmette il cognome .

Se, tuttavia, l’adozione è disposta — ai sensi dell’art. 25, co. 5, della legge 184 cit., — nei confronti della moglie separata, l’adottato assume il cognome della famiglia di lei.

Peraltro occorre ricordare che, secondo quanto dispone l’art. 299, co. 1, c.c., così come modif. dal D.Lgs. 154/2013, se il figlio adottato è maggiore di età, quest’ultimo assume il cognome dell’adottante, anteponendolo al proprio, anche nel caso in cui la filiazione sia stata accertata o riconosciuta in epoca successiva all’adozione (art. 299, co. 2, c.c.). Se poi l’adozione è compiuta dai coniugi, l’adottato assume il cognome del marito (art. 299, co. 3, c.c.); infine, se l’adozione è compiuta da una donna maritata, l’adottato, che non sia figlio del marito, assume il cognome della famiglia di lei (art. 299, co. 4, c.c.).

L’acquisizione dello status di figlio nato nel matrimonio degli adottanti è, ovviamente, un effetto molto importante dell’adozione: il minore come vedremo a breve più specificamente rompe ogni legame con la famiglia di origine (salvi i divieti matrimoniali) e stringe rapporti di parentela con tutti i parenti dei suoi nuovi genitori (art. 27, co. 3, L. 184/1983).

L’identificazione dello stato di figlio adottivo con quello di figlio nato nel matrimonio comporta dunque che — sul piano personale e patrimoniale — gli adottanti e l’adottato hanno doveri e diritti reciproci, identici a quelli che si rinvengono nella famiglia di sangue.

Vi è da notare che la disciplina precedente a quella della legge n. 184 in esame escludeva l’instaurazione di un rapporto di parentela tra adottato e i parenti collaterali degli adottanti: era possibile, quindi, identificare una famiglia adottiva che si differenziava da quella biologica sotto il profilo della parentela; ora, invece, l’adozione conferisce, per così dire, uno stato di famiglia.

Si discute, peraltro, se la normativa della L. adoz. possa applicarsi anche ai soggetti adottati prima dell’entrata in vigore della stessa legge: alcuni , partendo dal principio che la legge non ha efficacia retroattiva (salvo che non lo si indichi espressamente) lo negano. Altri , basandosi sull’esigenza di evitare un’inammissibile disparità di trattamento tra soggetti portatori dei medesimi fondamentali interessi e sull’affermazione della Corte Costituzionale in forza della quale nella materia degli status familiari — contrassegnata da una forte incidenza di esigenze pubblicistiche — sarebbe veramente strano dare applicazione ad una normativa abrogata, lo ammettono.

Abbiamo visto come, dunque, per l’effetto cd. estintivo dell’adozione, l’adottato rompa ogni legame con la famiglia di origine, salvo i divieti matrimoniali.

Quanto sopra detto implica, dunque:

a) l’estinzione — senza la necessità di un apposito provvedimento — della responsabilità dei genitori biologici, già sospesa a seguito della dichiarazione di adottabilità.

b) la rottura di ogni rapporto dell’adottato anche con i fratelli; si tratta — è stato osservato — di una scelta particolarmente dolorosa per cui, se anche i fratelli sono dichiarati in stato di abbandono, si dovrà cercare, per quanto possibile, di salvaguardare il rapporto fra i germani, agevolando le adozioni di più fratelli;

c) la perdita, da parte del minore adottato, di ogni diritto successorio nei confronti della famiglia di origine: egli, ovviamente, conserva i beni pervenutigli per successioni apertesi prima della sentenza definitiva di adozione.

Molti e validi motivi sono stati prospettati per spiegare la logica delle conseguenze che abbiamo sopra, sommariamente, enunciato; dubbi e riserve, altrettanto seri, sono stati espressi al riguardo: a noi sembra da condividere l’osservazione per la quale «vi è un nesso inscindibile e teleologicamente necessario tra costituzione (della nuova famiglia) ed estinzione (del preesistente rapporto di filiazione). «Tale collegamento, però, non va inteso in termini meramente formalistici, aprioristici ed astratti siccome dipendente da esigenze di mera simmetria. Esso ubbidisce ad una ratio ben precisa ed è strettamente dipendente dalla funzione stessa dell’adozione, in quanto finalizzata a realizzare il diritto del minore ad una famiglia esclusiva ed unica e ad assicurargli, altresì, un ambiente familiare stabile e armonioso» .

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