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Lo sai che? Un contratto di comodato tra padre e figlio per lo studio professionale

Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2015

Indendo concedere, gratuitamente, a mio figlio una parte di un immobile per adibirlo a studio professionale, con proprio recapito e sede: devo redigere un contratto e registrarlo?

Certamente il modo migliore per mettere al riparto da possibili contestazioni tanto il proprietario (padre) quanto il comodatario (figlio) dell’immobile è stipulare e registrare un regolare contratto di comodato.

Infatti, benché la dichiarazione ai fini fiscali relativamente alla concessione in comodato di un immobile, debba essere effettuata solo dal proprietario, sul quale graveranno i relativi oneri impositivi, la sottoscrizione di un contratto di comodato gioverà anche al comodatario, posto che tale immobile risulterà la sede e il recapito ufficiale dello studio per la relativa attività professionale. Quest’ultimo, infatti, potrebbe essere chiamato in qualsiasi momento a documentare il titolo di godimento dell’immobile e, quindi, in quell’occasione, sarà necessario esibire un contratto di comodato validamente registrato, e quindi con data certa, onde evitare possibili contestazioni.


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