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Lo sai che? Al di sotto di quale reddito non si pagano le tasse?

Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2015

Part Time, reddito annuo, detrazioni e credito d’imposta: in quale ipotesi si pagano meno tasse?

 

Per decidere se richiedere il part time al 50%, vorrei sapere qual è il reddito per il quale sono dovute meno imposte.

La normativa fiscale italiana prevede la cosiddetta No Tax Area: si tratta di una soglia di reddito al di sotto della quale non sono dovute imposte, poiché le detrazioni sul reddito superano l’Irpef (l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche); per i redditi da lavoro dipendente, la No Tax Area è pari a 8.145,32 Euro annui.

Tale soglia mediamente si supera, anche se di poco, con un contratto Part Time al 50%, anche se la quantificazione del reddito annuo dipende dal Contratto collettivo applicato e, soprattutto, dal livello nel quale è inquadrato il lavoratore; possono poi influire altre componenti, come indennità aggiuntive, ricorso al lavoro supplementare, ed ulteriori emolumenti.

Vediamo ora alcuni esempi pratici, per comprendere meglio quale paga mensile può comportare, a seconda delle situazioni, un minore esborso di oneri fiscali.

Superamento No Tax Area di circa 1.000 Euro

Prendiamo la situazione di un dipendente, assunto con Contratto Collettivo Commercio Terziario al quinto livello (di per sé abbastanza basso), che percepisce una retribuzione mensile pari a Euro 1.461,29: qualora opti per un part time al 50%, la retribuzione lorda sarà pari a 730,65 Euro mensili.

Dalla retribuzione deve essere tolto il 9,19% di contributi previdenziali a carico del lavoratore, per trovare l’imponibile Irpef mensile, che sarà pari a Euro 663,50.

L’imponibile, moltiplicato per 14 mensilità (perché tali sono le mensilità dovute nell’anno, per le aziende del settore), porterà ad un reddito annuo di 9.288,98 Euro.

Dunque, in questo caso, si supera la soglia di 8.145,32 Euro, e le imposte sono dovute: in particolare sarebbe dovuta un’imposta lorda pari a Euro 2136,47, la quale, però, abbassata dalle detrazioni, pari a 1.821,87 Euro dà luogo ad un’imposta netta di 314,60 Euro. Tuttavia, proprio in quanto è superata la soglia della no tax area, e non sono superati 24.000 Euro annui, è dovuto in misura piena il credito d’imposta pari a 960 Euro annui (cioè i “famosi” 80 Euro mensili “di Renzi”): ciò vuol dire che, tolti i 314,60 Euro d’Irpef, il lavoratore non solo non paga tasse, pur essendo oltre la soglia, ma guadagna 645,40 Euro in più all’anno.

Stipendio al di sotto della No Tax Area

Nel caso in cui la paga, con un part time, ammonti a 600 Euro mensili, per 14 mensilità, avremo 8.400 Euro lordi annui; tolti i contributi Inps, si avrà un imponibile Irpef pari a 7.628,04 Euro annui, sui quali il lavoratore non pagherà tasse, ma non riceverà nemmeno il credito d’imposta. Dunque otterrà una paga netta di 544,86 Euro.

Stipendio poco al di sopra della No Tax Area

Prendiamo ora il caso-limite, nel quale la soglia della No Tax Area è superata di pochissimo, e vediamo che cosa succede:

– lordo mensile, con part-time, pari a 641 Euro mensili che, per 14 mensilità, porta ad un lordo di 8.974 Euro annui;

dedotti i contributi Inps a carico del lavoratore, si arriva ad un imponibile annuo di 8.149,29 Euro, dunque si supera la No Tax Area, e si ha diritto al credito di 960 Euro mensili;

– l’imposta lorda è pari a Euro 1.874,27 Euro, e la detrazione a 1.873,29: pertanto il contribuente non arriverà a pagare 1 Euro di tasse (poiché la differenza è pari a 0,99 centesimi), e riceverà in misura piena il bonus di 960 Euro, per cui il netto mensile sarà pari a 650 Euro, superiore addirittura all’imponibile Inps (cioè al reddito lordo).

Questa è dunque l’ipotesi di “massima convenienza” per il contribuente. Ovviamente si tratta di esempi semplici, che non prendono in considerazione l’addizionale regionale e comunale, che vengono trattenute in busta paga in rate mensili, e quantificate sul reddito prodotto l’anno precedente; inoltre, non sono prese in considerazione ulteriori ed eventuali detrazioni per carichi di famiglia (coniuge a carico, figli a carico), che renderebbero più convenienti ipotesi con redditi più alti, né è considerata l’esistenza di redditi ulteriori rispetto a quello di lavoro dipendente ed al possesso dell’abitazione principale.

Logicamente, in presenza di altri redditi imponibili (di terreni, fabbricati, di capitale, d’impresa…) in capo al contribuente, occorrerà prenderli in considerazione ai fini del calcolo dell’imponibile annuo, così come devono essere considerate ulteriori deduzioni e detrazioni, per valutare l’opportunità di un part time, ed in quale percentuale.

Part Time con contribuzione piena

Un altro vantaggio da tenere in considerazione, nel valutare il passaggio al part time, per gli over 63, è il diritto al pagamento dei contributi in misura piena, come se il lavoratore fosse full time, grazie alle nuove disposizioni della Legge di Stabilità 2016: grazie a tali previsioni, il dipendente potrà valutare un’uscita graduale dall’impiego, senza essere penalizzato nel trattamento pensionistico.

note

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Salve, a metà settembre 2017 sono stato assunto come dipendente e facendo un veloce calcolo con il responsabile contabilità della ditta, a fine anno dovrei avere un reddito lordo da dipendente massimo pari a circa 6800 euro – prima dell’assunzione ho svolto anche una prestazione occasionale di 960 euro lordi; per un totale di circa 7760 euro. Per non perdere/restituire il bonus Renzi potrei svolgere un’altra prestazione occasionale da 500 euro (o anche più per essere sicuro di superare la soglia no tax area)? Grazie.

  2. salve, avrei una domanda: Ho una pensione di 500€
    al mese e moglie a carico mi tocca pagare le tasse della spazzatura. Grazie

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