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Lo sai che? Appello: quanto tempo dopo la sentenza per impugnare?

Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 dicembre 2015

Mi è stata notificata una sentenza: quanto tempo ho per decidere se fare appello o meno?

Per impugnare la sentenza di primo grado, la parte interessata deve proporre appello entro dei termini perentori che variano a seconda che la sentenza di primo grado sia stata o meno notificata. In particolare il termine per appellare è il seguente:

1- se la sentenza è stata notificata, il termine per presentare appello è di 30 giorni dalla notifica stessa (cosiddetto termine breve).

Attenzione: si considera la data di notifica della sentenza effettuata nei confronti dell’avvocato della parte (se costituita) e non quella indirizzata alla parte stessa. Difatti, la notifica della sentenza viene eseguita tanto nei confronti della parte che del suo difensore, ma svolge due funzioni differenti:

  • la notifica indirizzata alla parte serve per anticipare l’esecuzione forzata: senza tale adempimento, infatti, non si può procedere al pignoramento;
  • la notifica effettuata all’indirizzo dell’avvocato serve per iniziare a far decorrere i termini dell’appello. È chiaro, quindi, che prima viene effettuato tale adempimento, prima decorre il termine per impugnare: ecco perché la notifica della sentenza di primo grado – ben potendo essere fatta da entrambe le parti – è normalmente eseguita da chi ha vinto il giudizio di primo grado proprio perché interessata a far sì che la controparte abbia meno tempo per decidere se appellare o meno e, nel caso, per approntare l’atto di appello;

2- se la sentenza non è notificata, il termine per presentare appello è di 6 mesi dal deposito della sentenza in cancelleria (cosiddetto termine lungo). La data di deposito è indicata alla fine della sentenza stessa. Tuttavia, per i procedimenti instaurati fino al 3 luglio 2009 il termine è di un anno e decorre sempre dalla pubblicazione della sentenza.

Sospensione ad agosto

Se entrambi tali termini (termine breve e lungo) cadono nel periodo che va dal 1° al 31 agosto, il decorso del termine si sospende e riprende a partire dal 1° settembre (cosiddetta sospensione dei termini nel periodo feriale). Per esempio: una sentenza notificata il 28 luglio dovrà essere appellata entro il 27 settembre (3 giorni di luglio + 27 di settembre, esclusi i 30 giorni di agosto).

È fatta eccezione per alcune materie particolari come lavoro, previdenza e assistenza obbligatorie, opposizione all’esecuzione.

In caso di sospensione feriale, l’ultimo giorno si computa sempre nel termine di impugnazione: ad esempio, se la sentenza è notificata il 5 agosto, il termine breve (60 giorni) per impugnare in cassazione inizia a decorrere dal 1° settembre e scade il 30 ottobre.

Che succede se la sentenza non viene appellata?

Se la sentenza non viene appellata si dice che “passa in giudicato” ossia diventa definitiva. Contro di essa, quindi, anche se macchiata da macroscopici errori, non c’è più nulla da fare.

Precisazioni sul termine breve

La notifica fa decorrere il termine breve sia per il destinatario della notifica sia per il notificante in riferimento ai capi della sentenza rispetto ai quali risultano soccombenti.

Caso eccezionale di proroga

La legge prevede un caso di proroga del termine lungo per l’impugnazione della sentenza: se la parte contumace (ossia non costituita durante il primo grado) dimostra di non aver avuto conoscenza del giudizio, a causa della nullità della citazione o della sua notificazione oppure per nullità della notificazione degli atti a lui diretti, la parte non decade dall’impugnazione e può quindi impugnare anche decorso il termine lungo per l’impugnazione.

La giurisprudenza esclude la proroga quando:

  • la parte, sebbene messa in grado di partecipare al giudizio o comunque costituitasi, è rimasta poi assente per vizi relativi allo svolgimento del giudizio;
  • il convenuto, sebbene contumace involontario, prima del decorso del termine lungo, ha comunque avuto notizia del procedimento attraverso la notifica della sentenza, effettuata a lui personalmente e idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione; oppure abbia avuto conoscenza in altro modo del processo ed in questo caso il termine lungo decorre da tale momento.

Impugnazione tardiva per vizi di notifica

Al contumace è consentita un’impugnazione tardiva tutte le volte in cui non abbia avuto conoscenza del processo a causa di un vizio della notificazione dell’atto introduttivo del giudizio.

A chi si presenta l’appello?

L’appello contro le sentenze di primo grado si propone al giudice di grado immediatamente superiore. Più precisamente per la sentenza di primo grado pronunciata:

  • dal giudice di pace (nei casi in cui è ammesso l’appello) è competente il tribunale, in composizione monocratica per l’intero giudizio;
  • dal tribunale, è competente la corte d’appello in composizione collegiale, per l’intero giudizio.

In entrambi i casi è competente per territorio il giudice nella cui circoscrizione ha sede il giudice di primo grado che ha pronunciato la sentenza appellata.

Se è in causa un’amministrazione dello Stato, l’appello contro la sentenza del tribunale deve proporsi alla corte d’appello dove ha sede l’avvocatura dello Stato nel cui distretto la sentenza è stata pronunciata.

Sentenze non definitive

Nel corso del giudizio di primo grado il giudice può pronunciare una sentenza che non definisce l’intero giudizio, come accade nei seguenti casi:

  • condanna generica a una prestazione o al pagamento di una provvisionale;
  • decisione su una o più questioni e definizione parziale del giudizio;
  • decisione su una questione di giurisdizione o competenza o su questioni pregiudiziali o preliminari.

In queste ipotesi la parte interessata può scegliere se impugnare la sentenza non definitiva in un momento successivo unitamente a quella definitiva, facendone espressa riserva (appello differito) oppure impugnare immediatamente la sentenza nei termini di legge.

Se la parte interessata intende differire la proposizione dell’appello in attesa della sentenza definitiva, deve formulare apposita riserva per evitare che sulla questione decisa con la sentenza non definitiva si formi il giudicato.

La riserva d’appello va fatta, a pena di decadenza, entro il termine di 30 giorni dalla notificazione della sentenza (termine breve) o comunque non oltre la prima udienza (se anteriore alla scadenza del termine) davanti al giudice istruttore successiva alla comunicazione della sentenza. La riserva può essere presentata con una delle seguenti modalità:

  • dichiarazione orale da inserirsi nel processo verbale;
  • dichiarazione scritta su foglio a parte da allegare al processo verbale;
  • atto notificato ai difensori delle parti costituite o, se queste non sono costituite, alla parte personalmente.

In mancanza di una tempestiva dichiarazione di riserva, la parte decade solamente dalla facoltà di impugnazione differita, ma non anche dal potere di impugnazione immediato [1]. Se invece la parte ha formulato la riserva, non può più promuovere l’appello immediato.

note

[1] Cass. SU sent. n. 7940/2008.

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. salve io ho preso una condagna di 6 mesi e o saputo di questa solo in data de 25:07:2016 a me non e notificato niente quanto tempo ho per fare apelo

  2. Coniuge viene citato dalla moglie con Ricorso di separazione-il patrimonio è in comunione-il marito non viene costituito dai suoi legali-la sentenza assegna la casa coniugale alla moglie “in proprietà”-non ci sono figli-il marito non trova un legale che appelli la sentenza x nullità-sentenza che gli viene notificata dal legale di controparte-passati circa 7 anni, il marito può chiedere la dichiarazione di nullità o non può superare la decadenza?

  3. salve, mio figlio ha subito un incidente stradale rimanendo danneggiato il ginocchio sn.,subendo in seguito operazione.
    Con l’avv. siamo andati in giudizio, con le valutazione medico legale, che non furono accetta, ma il giudice a accetta le valutazione del medico legale della assicurazione che il CTU HA VALUTATO, MA IL CTU DOVEVA ESSERE RIFATTO, ANSI NON DOVEVA ESSERCI STATO PERCHÉ MANCAVA LA NOSTRA MEDICO LEGALE, IL MIO AVV. NON HA AVVERTITA E LEI NON C’ERA, HO CHIESTO AL CTU DI NON PROCEDERE E IL MEDICO LEGALE DELLA ASSICURAZIONE HA DETTO IO CI SONO E VOGLIO FARE LA CTU IO HO RIBADITO CHE IL NOSTRO NON C’ERA E ALLORA IL MEDICO LEGALE DEL CTU MI HA DETTO NON PREOCCUPARTI CONOSCO LA VOSTRA MEDICO LEGALE E INFORMERÒ A LEI TUTTO QUANTO ACCADRA DURANTE LA CTU.
    MA COSI NON FU, VISTO CHE NELL’UDIENZA IN PRESENZA DEL MEDICO CTU E I MEDICI LEGALE DI ENTRAMBI PARTE, QUANDO LA NOSTRA MEDICO LEGALE HA PARLATO CIO’ CHE SAPEVA INFORMATA DA NOI IL CTU HA DETTO COME FAI A SAPERE CIO SE TU NON C’ERI AL CTU?, allora il dottore in sede CTU non ha informato niente alla nostra medico legale come aveva detto
    Bene, con questa domanda dal medico CTU li per li doveva essere sospesa l’udienza e richiesto un’altro CTU ma il nostro avvocato non solo non ha informato alla nostra medico legale del CTU ma nemmeno ha apperto bocca per richiedere un nuovo CTU., L’AVV NON HA ASCOLTATO MIO FIGLIO PER SAPERE COS’ERA ACCADUTO DURANTE LA SEDUTA DEL CTU, se i nostri avv. avesse ascoltato mio figlio come li ho questo, ho domandato allo avv. se dovevo portare da loro nostro figlio per relatane cosa’era accaduto in sede CTU l’avv. a risposto che non c’era necessita, e ha mandato allo sbaraglio nostro figlio senza consigliare come parlare. e se loro sapessero cos’era accaduto durante la CTU parlavano con più proprietà, anche se nelle udienze che ho presenziato parlavano poco niente, parlava sempre la controparte e mio figlio manco hanno fatto parlare perdendo cosi un permesso di lavoro.
    alla fine il valore complessivo che aspettava al danno di mio figlio fu valutato in 6 mila euro rotti…, invece di 23 mila… secondo preventivo dell’avv con base sulla valutazione medico legale.

    la sentenza é stata conclusa e posta in cancelleria il 5/07/2017, sono in tempo per l’appello?, visto che avendo pagato 300 euro di CTU, 40 euro per la cartella clinica di mio figlio a loro richiesta e non abbiamo avuto ancora indietro questi soldi che la nostra avv. ancora non ha pronunciato nulla a riguardo e ha già abbiamo pure pagata 🙁 perche lei ha detto se non pagavamo ci citava in giudizio e dovevamo pagare di più.
    secondo me lei non é stato un buon avv,
    la causa era gia vinta perche il conducente che ha provocato l’incidente ha firmato HO TORTO

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