Avvocati: dal 2016 la Cassa si paga con i crediti del gratuito patrocinio

16 dicembre 2015


Avvocati: dal 2016 la Cassa si paga con i crediti del gratuito patrocinio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 dicembre 2015



Compensazione dei crediti vantati a seguito della liquidazione di diritti, onorari e spese non solo con le tasse e l’Iva, ma anche con i contributi previdenziali dovuti alla Cassa Forense.

Se l’avvocato non ce la fa a pagare i contributi della Cassa Forense, può accettare cause di gratuito patrocinio e cedere poi i crediti relativi agli importi che, a fronte di ciò, gli deve lo Stato a titolo di spese, diritti e onorari compensandoli con quanto, invece, egli dovrebbe versare a titolo previdenziale. Non solo. È ammessa anche la compensazione dei medesimi crediti vantati a seguito della liquidazione del gratuito patrocinio anche per pagare tutte le tasse, Iva inclusa e, addirittura, anche i contributi del personale dipendente dello Studio. Lo prevede un emendamento alla legge di Stabilità 2016. Il testo del nuovo articolo è già stato approvato in Commissione Bilancio della Camera.

In questo modo, da un lato si agevola l’immediata liquidazione dei compensi dovuti a seguito della difesa dei meno abbienti, rendendo anche più appetibile – specie ai giovani avvocati – l’accettazione di incarichi di tale tipo e, nello stesso tempo, si consente a chi ha un reddito inferiore a 11.528,41 euro (così aggiornato ad agosto 2015) di potersi valere di una platea più ampia di avvocati da scegliere.

Al via anche la razionalizzazione delle procedure di liquidazione delle spese di giustizia nei processi: il decreto di pagamento degli onorari dei difensori, degli ausiliari del magistrato e dei consulenti tecnici dovrà essere emesso contestualmente al provvedimento che chiude la fase processuale interessata.

Il gratuito patrocinio

Come noto, l’avvocato che accetta di difendere un soggetto con scarse risorse economiche ottiene il pagamento dei propri diritti e onorari maturati, a seguito del giudizio, direttamente dall’Erario. Ma la convenienza di tale prestazione è sempre stata frustrata sia dai tempi di accettazione della richiesta di ammissione al beneficio, sia soprattutto dagli anni necessari per riscuotere materialmente il denaro dallo Stato. Proprio per ovviare a tale problema, la legge di Stabilità contiene un emendamento che dovrebbe sbloccare la soluzione della montagna di crediti incagliati.

Fino a un massimo di 10 milioni annui (stanziamento previsto per il 2016, salvo proroghe e/o eventuali ulteriori ampliamenti), gli avvocati potranno compensare spese, diritti e onorari, maturati in qualsiasi data e non saldati, con imposte, tasse, compresa l’Iva.

Un’altra misura consiste nella possibilità di pagare i contributi previdenziali dovuti alla Cassa Forense mediante cessione dei crediti per attività da gratuito patrocinio. Le cessione dei crediti, a loro volta, sono esenti da imposta di bollo e da tassa di registro.

L’avvocato potrà valersi della compensazione e/o della cessione dei crediti anche solo parzialmente, limitando cioè l’operazione a una parte del compenso, mentre per il residuo richiedendo il consueto bonifico sul conto. Compensazione e cessione dei crediti sono infine soggetti a due presupposti:

– potranno avvenire per un limite massimo pari all’ammontare dei crediti, aumentato dell’Iva e del contributo previdenziale;

– e sempre a condizione che non sia stata presentata opposizione contro la liquidazione degli stessi.

Bonus per la negoziazione assistita

Un secondo emendamento stabilizza l’incentivo fiscale per la negoziazione assistita e per l’arbitrato effettuato dagli avvocati. In particolare viene riconosciuto un credito di imposta pari a 250 euro per i compensi pagati, dai clienti, ad avvocati ed arbitri. La misura, già prevista per il 2015, viene estesa “a tempo indeterminato”. Da oggi, quindi, tutti coloro che metteranno fine alla controversia con un accordo siglato allo studio del proprio difensore potranno scomputare, dalle tasse, fino a 250 euro dimostrando l’avvenuto pagamento della parcella all’avvocato.

Il medesimo beneficio, anch’esso stabilizzato, riguarda il compenso per le cause che dai tribunali vengono spostate all’arbitrato, in caso di pronuncia del lodo.

Il voto

Passato il vaglio del Bilancio, l’emendamento alla Stabilità proposto dalla commissione giustizia è atteso ora in Aula per il voto assembleare.

note

Autore immagine: 123rf com


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