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News Pensione Anticipata Opzione Donna, proroga graduale

News Pubblicato il 16 dicembre 2015

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> News Pubblicato il 16 dicembre 2015

Possibile l’accesso alla pensione d’anzianità per le nate nell’ultimo trimestre 2015 solo nel limite delle risorse.

La Legge di Stabilità 2016, pur avendo consentito l’accesso alla pensione anticipata con Opzione Donna a chi matura i requisiti previsti entro il 31 dicembre 2015, taglia fuori, di fatto, le nate nell’ultimo trimestre, poiché la soglia di età da raggiungere entro la suddetta data è di 57 anni e 3 mesi, per le dipendenti, e di 58 anni e 3 mesi, per le autonome.

L’esclusione, tuttavia, dovrebbe essere soltanto temporanea: con un recente emendamento, difatti, il Governo ha stabilito che potranno accedere gradualmente al Regime sperimentale anche le nate nell’ultimo trimestre dell’anno, ma nei limiti delle risorse risparmiate grazie al “taglio” delle pensioni previsto nell’Opzione.

Visto che i risparmi generati da tale metodo di calcolo dell’assegno pensionistico sono consistenti, non è dunque difficile ipotizzare che l’accesso alla pensione sarà possibile anche alle “tagliate fuori”, magari non nel brevissimo periodo, in cui i risparmi sono azzerati dai nuovi ingressi, ma comunque non in tempi biblici.

Per capire meglio come funziona l’Opzione Donna, vediamo brevemente i requisiti per l’accesso, come si calcola il trattamento, e di quanto è più basso, rispetto agli assegni calcolati col metodo retributivo-misto.

Opzione Donna: che cos’è

L’Opzione Donna è un regime previdenziale sperimentale, che consente l’accesso alla pensione con requisiti meno rigidi, rispetto a quelli previsti dalla Legge Fornero, in cambio del calcolo contributivo dell’assegno, maggiormente penalizzante rispetto ai metodi di computo ordinari. Il regime è noto anche come Opzione Contributiva, ma non deve essere confuso con l’Opzione Contributiva Dini: quest’ultimo regime, difatti, prevede sempre il ricalcolo contributivo dell’assegno, ma con requisiti differenti, pari a 15 anni di contributi, ed all’età per il pensionamento di vecchiaia. L’Opzione Donna, invece, è una tipologia di pensione d’anzianità.

Opzione Donna: requisiti

I requisiti per accedere al Regime Sperimentale sono:

57 anni e 3 mesi di età, per le lavoratrici dipendenti;

58 anni e 3 mesi d’età, per le autonome;

35 anni di contributi.

La decorrenza del trattamento si colloca dopo una finestra di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti, per le dipendenti, e di 18 mesi, per le autonome.

Opzione Donna: calcolo dell’assegno

Il calcolo della pensione avviene col metodo contributivo: tale metodo si basa sull’effettiva contribuzione accantonata, rivalutata secondo il coefficiente di variazione quinquennale del Pil nominale.

La differenza nella quantificazione dell’assegno è marcata, rispetto a chi utilizza il retributivo (sino al 2011): quest’ultimo metodo, difatti, si basa sulle ultime annualità di stipendio, peraltro rivalutate secondo indici più favorevoli. In determinati casi, la pensione con Opzione Donna può arrivare a penalizzazioni che sfiorano il 50%. La differenza è meno marcata, invece, rispetto a chi utilizza il metodo misto (retributivo sino al 1995), con penalizzazioni medie di circa il 20%.

La decurtazione, tuttavia, dipende dalla peculiare situazione e dalla carriera della pensionata: impossibile, dunque, stabilire l’ammontare della penalizzazione a priori, ma occorre un confronto dei due assegni certificato da un professionista.


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