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Cartelle Equitalia: no alla prova della notifica in appello

16 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 dicembre 2015



Se il ricorrente eccepisce l’omessa notifica delle cartelle esattoriali, Equitalia e gli enti creditori che non si siano costituiti nel giudizio di primo grado non possono depositare le relate di notifica in appello.

Se Equitalia resta contumace nel giudizio di primo grado instaurato dal contribuente, non può puoi depositare in appello la prova documentale dell’avvenuta notifica delle cartelle esattoriali.

Tale preclusione è stata riconosciuta da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Napoli [1].

Anche nel processo tributario vige il divieto di nuove prove in appello. In particolare la legge [2] prevede che il giudice d’appello non può disporre nuove prove, salvo che non le ritenga necessarie ai fini della decisione o che la parte dimostri di non averle potute fornire nel precedente grado di giudizio per causa ad essa non imputabile. È fatta però salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti.

La norma in esame sembra contenere una contraddizione: da un lato vieta le prove nuove ma dall’altro ammette la produzione di nuovi documenti. Secondo i giudici si tratta però di una contraddizione solo apparente dovendosi ritenere che “è ammissibile in appello soltanto la produzione di documenti nuovi che non abbiano una valenza probatoria in quanto l’indiscriminata possibilità di produzione documentale si collocherebbe in palese violazione con il divieto di nuove prove in appello di cui al primo comma”.

In altri termini, è possibile produrre in appello nuovi documenti solo se questi ultimi hanno una funzione non propriamente probatoria ma solo di supporto delle difese già svolte dalle parti nel giudizio di primo grado.

Non è invece ammessa la produzione di documenti che, comportando la necessità di ulteriori contestazioni o deduzioni, instaurano un nuovo argomento di disputa e contraddittorio tra le parti.

I giudici hanno ritenuto inammissibile l’ipotesi specifica di produzione delle relate di notifica da parte di Equitalia per la prima volta in appello a fronte del giudizio di primo grado instaurato dal contribuente proprio sulla base dell’eccezione di mancata notifica delle cartelle.

Difatti, né l’ente creditore né Equitalia, rimasti contumaci nel giudizio di primo grado, potrebbero depositare tali prove per la priva volta in appello perché ciò violerebbe il principio di lealtà processuale e il diritto di difesa del contribuente. Quest’ultimo, infatti, dovendo affrontare un nuovo contraddittorio sulle produzioni documentali solo in appello “perderebbe un grado di giudizio per negligenza o slealtà processuale della controparte”.

 

note

[1] CTR Napoli, sent. n. 9755/33/15.

[2] Art. 58 D.Lgs. 546/1992.

Autore immagine: 123rf com

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