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Guida in stato di ebbrezza: revoca della patente per il tamponamento

16 dicembre 2015


Guida in stato di ebbrezza: revoca della patente per il tamponamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 dicembre 2015



Al volante da ubriachi: non si applica la lieve entità del fatto nel caso di semplice tamponamento.

Basta anche un tamponamento per la revoca della patente nel caso in cui si venga trovati con il tasso alcolemico superiore alla soglia consentita dalla legge. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Nel caso di guida in stato di ebbrezza la legge prevede l’aggravante qualora il conducente sotto i fumi dell’alcol abbia provocato un incidente stradale. Tale aggravante, oltre a un inasprimento di pena, prevede anche la revoca della patente e non la semplice sospensione. Ebbene, secondo la Suprema Corte, la norma va interpretata nel senso ampio: pertanto, nella nozione di incidente va ricompresa qualsiasi collisione tra auto. Anche un lieve tamponamento che non abbia procurato gravi danni ai mezzi o lesioni alle persone fa quindi scattare l’aggravante e, di conseguenza, la revoca della patente.

È vero: la legge penale, per come riformata quest’anno, prevede che per i fatti di particolare tenuità non si applica più la sanzione penale e il procedimento viene archiviato, ma in questo caso – a giudizio dei giudici supremi – non può scattare alcuno sconto perché il provocare un incidente in stato di ebbrezza costituisce fatto grave in sé per sé.

Secondo la sentenza in commento, l’aggravante di aver provocato un incidente va intesa come “qualsiasi avvenimento inatteso che, interrompendo il normale svolgimento della circolazione stradale, possa provocare pericolo alla collettività!. Non rileva, quindi, l’avvenuto coinvolgimento di terzi o di altri veicoli.

La vicenda

La Cassazione ha condannato un uomo che era risultato positivo all’alcol test con un tasso alcolico di 1.86 g/l alla prima misurazione e 1.74 g/l alla seconda. L’automobilista, tuttavia, aveva urtato solo in uno spigolo l’auto avanti a lui: un fatto ritenuto sufficiente dai giudici sia per applicare l’aggravante “di aver cagionato un incidente”, sia per negare il beneficio della tenuità del fatto.

note

[1] Cass. sent. n. 49352/2015 del 15.12.2015.

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 26 novembre – 15 dicembre 2015, n. 49352
Presidente Brusco – Relatore Gianniti

Ritenuto in fatto

1. Il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Trieste, con sentenza 26/06/2014 resa ad esito di giudizio abbreviato a seguito di opposizione a decreto penale di condanna, dichiarava V.M. colpevole dei reato di guida in stato dì ebbrezza per abuso di sostanze alcoliche (g/l 1,86 al primo accertamento e g/l 1,74 al secondo accertamento), con l’aggravante di aver cagionato un incidente, accertato in Trieste il 4/12/2013.
In punto di trattamento sanzionatorio, previa concessione delle attenuanti generiche prevalenti sulla contestata aggravante, l’imputato era condannato alla pena di giustizia, con concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena e del beneficio della non menzione. All’imputato era applicata la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per anni uno e veniva ordinata la confisca dell’autoveicolo di proprietà dell’imputato.
2. Avverso la suddetta sentenza proponeva ricorso il Procuratore generale della Repubblica di Trieste deducendo violazione di legge.
In particolare, secondo il P.M. ricorrente, la sentenza di primo grado avrebbe errato nel disporre la sospensione della patente per la durata di anni uno mentre avrebbe dovuto disporre la revoca del titolo abilitativo, avuto riguardo al disposto di cui all’art. 186 comma 2 bis CdS (nel testo introdotto dalla legge 29 luglio 2010, n. 120, applicabile ratione temporis all’episodio in esame, verificatosi il 4 dicembre 2013).
3.In data 10 novembre 2015 l’imputato, a mezzo del proprio Difensore di fiducia, presentava un foglio di deduzioni, nel quale faceva presente che, perché sussista l’aggravante di cui all’art. 186 comma 2 bis C.d.S., non sarebbe sufficiente essere rimasti coinvolti in un incidente (come indicato nel verbale di accertamento dal personale di pg), ma sarebbe necessario aver provocato l’incidente (e, quindi, che sia stato accertato che la propria condotta ha rappresentato un coefficiente causale rispetto al verificarsi del sinistro); d’altronde, il concetto di incidente stradale si identificherebbe con “qualunque situazione che esorbiti alla normale marcia del veicolo in area aperta alla pubblica circolazione, con pericolo per l’incolumità altrui e dello stesso conducente”, mentre tale situazione non si sarebbe verificata nel caso di specie, in cui vi sarebbe stato un microscopico sinistro (urto dello spigolo anteriore del mezzo con quello posteriore). Pertanto, il ricorso dovrebbe essere respinto o, in via subordinata, si dovrebbero rimettere gli atti al giudice di merito per nuovo esame.

Considerato in diritto

1. Il ricorso del P.G. è fondato.
2.1. Invero, il Giudice di primo grado è incorso in violazione di legge laddove ha applicato la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per la durata di anni uno, mentre l’art. 186 comma 2 bis C.d.S. (nella formulazione già vigente all’epoca del fatto, verificatosi nel dicembre 2013) prevede espressamente la revoca della patente per colui che, circolando in stato di intossicazione alcolica superiore ad 1,5 g/l (come per l’appunto l’odierno ricorrente), abbia cagionato un incidente stradale.
2.2. Questa Sezione della Corte ha avuto modo di precisare che l’aggravante dell’aver provocato un incidente va intesa come qualsiasi avvenimento inatteso che, interrompendo il normale svolgimento della circolazione stradale, possa provocare pericolo alla collettività, senza che assuma rilevanza l’avvenuto coinvolgimento di terzi o di altri veicoli (Sez. 4, sent. n. 47276 del 06/11/2012, Marzano, Rv. 253921). Pertanto, il Giudice dell’udienza preliminare ha correttamente ravvisato l’aggravante nel caso in esame, nel quale il V., a bordo della sua autovettura, provenendo da via Brigata Casale con direzione verso via Forlì, nel percorrere via Grego, aveva urtato con lo spigolo anteriore destro quello posteriore sinistro dell’autovettura Hyundai Lantra tg. AT 532 EX, in sosta dinanzi al civico n. 10
2.3. D’altronde nessun rilievo ha il fatto che nella sentenza impugnata siano state riconosciute all’imputato le attenuanti generiche in misura prevalente sulla contestata aggravante. Invero, questa Sezione ha da tempo chiarito che il giudizio di comparazione tra le circostanze del reato opera unicamente sulla pena, ma non modifica la configurazione giuridica e le relative conseguenze (sent. n. 9428 del 14/02/1979, Migliore, Rv. 143387).
3. Ne consegue che la sentenza deve essere annullata limitatamente al punto in cui non ha applicato al V. la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente, revoca alla quale può provvedere direttamente la Corte di cassazione, trattandosi di sanzione amministrativa accessoria da applicarsi obbligatoriamente (Sez. 4, sent. n. 8022 del 28/01/2014, Giannella, Rv. 258622).

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla omessa revoca della patente di guida, revoca che dispone in sostituzione della sospensione della patente di guida

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