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Lo sai che? Accertamento fiscale nullo senza delega: ancora la Cassazione

Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2015

È nullo l’accertamento quando l’Agenzia delle entrate non prova la validità della delega e cioè che la sottoscrizione appartiene a un funzionario con la nona qualifica.

La Cassazione torna ancora sul tema dei falsi dirigenti dell’Agenzia delle Entrate: come dalla stessa chiarito nei giorni scorsi (sentenze di cui abbiamo dato atto in queste pagine), l’accertamento fiscale è nullo se firmato da funzionario privo di valida delega da parte del capo ufficio.La sottoscrizione dell’atto impositivo deve appartenere a un funzionario con la nona qualifica.

La prova della validità di tale delega spetta solo all’Amministrazione finanziaria, mentre al contribuente basta sollevare l’eccezione per tempo. Spetta dunque all’ufficio – per il principio di vicinanza della prova – dimostrare la nona qualifica funzionale di chi ha sottoscritto l’atto.  Inoltre la procura rilasciata dal capo ufficio al funzionario deve essere necessariamente scritta, motivata (deve cioè indicare le ragioni per le quali viene attribuito il potere di firma a un soggetto diverso del dirigente come, per esempio, nel caso di assenza per malattia di quest’ultimo), limitata nel tempo (con indicazione della data di inizio e fine della relativa validità) e, non in ultimo, deve specificare il nome e cognome del soggetto incaricato.

È questa la sintesi di una sentenza che la Cassazione ha pubblicato poche ore fa [1] confermando l’indirizzo pro contribuente: una decisione – ancora una volta – che mette a rischio non pochi atti impositivi emessi con leggerezza dagli uffici in tutti questi anni, prima che scoppiasse lo scandalo delle nomine illegittime a dirigenti dell’Agenzia delle Entrate.

La vicenda

Nel caso di specie, l’atto impugnato non era stato sottoscritto dal direttore dell’ufficio né da un funzionario della carriera direttiva (nona qualifica) dallo stesso validamente delegato.

La delega deve essere espressa

L’atto di delega – sottolinea la Corte – non può assolutamente considerarsi valido solo sulla base del suo tenore letterale, se mai parla di una delega in caso di accertamento. Sembra infatti che molte deleghe – come nel caso deciso dalla Corte – siano state conferite solo per le “richieste di atti e notizie o segnalazioni di elementi di accertamento”. Insomma, delega sì ma non per firmare gli accertamenti fiscali.

Da ciò deriva che “non soddisfa il requisito di sottoscrizione previsto, a pena di nullità, dalla legge [2], la firma di un soggetto non validamente ed efficacemente delegato, in quanto il soggetto istituzionalmente competente a sottoscriverli è solo il capo dell’Ufficio emittente”.

Fra l’altro, conclude Piazza Cavour, l’Ufficio non ha mai provato che chi ha firmato avesse la nona qualifica funzionale richiesta dalla normativa, cioè fosse un funzionario della carriera direttiva.

note

[1] Cass. sent. n. 25280 del 16.12.15.

[2] Art. 42, commi primo e terzo d.p.r. 600/73.


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