Facebook e social network: ora vietati ai minori di 16 anni

17 Dicembre 2015


Facebook e social network: ora vietati ai minori di 16 anni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Dicembre 2015



Passa da 13 a 16 anni il limite di età fissato dall’Unione Europea per l’utilizzo dei socials; previsto da una norma il diritto all’oblio.

L’Unione europea si scaglia contro l’utilizzo indiscriminato dei social network e, in particolare di Facebook, stabilendo nuovi limiti minimi di età per il loro utilizzo: in particolare, Bruxelles ha portato dagli attuali 13 a 16 anni l’età al di sotto della quale i ragazzi non potranno più iscriversi a Facebook o Twitter. Se lo vorranno fare dovranno ottenere prima il consenso dei genitori ossia la loro supervisione nel momento della registrazione e, presumibilmente, l’indicazione – all’atto dell’iscrizione dell’account – delle generalità di chi esercita, in quel momento, la responsabilità genitoriale.

Non solo: le nuove norme sanciscono anche il diritto all’oblio, che permetterà ai cittadini europei di chiedere e ottenere la rimozione dal web di informazioni obsolete che li riguardano personalmente.

Negli Stati Uniti il limite di età è tutt’ora fermo a 13 anni e a lungo l’Europa ha fatto lo stesso, recependo di fatto la stessa impostazione di oltreoceano. Senonché i fatti di cronaca che ogni giorno parlano di alienazioni, bullismo, abusi, furti di identità e sottrazioni di dati personali, violenze psicologiche e forme di emarginazione hanno portato i governi nazionali a ragionare su un più stretto uso di Facebook, Twitter & soci, al fine di adeguare la qualità della protezione dei dati personali ai più recenti casi di violazione tecnologica. Il dibattito ha portato il Parlamento Europeo a partorire il nuovo emendamento alla direttiva sulla tutela dei dati personali che prevede appunto i 16 anni come limite di età, salvo esplicito consenso dei genitori o di chi ne fa le veci.

Le statistiche parlano di dati sconvolgenti: 70% dei bambini tra i 9 e 12 anni ha già un profilo Facebook, in barba alle norme vigenti. Le associazioni di tutela dei minori, tuttavia, sono molto scettiche sulla nuova era di proibizionismo varata dall’UE: secondo la loro opinione, elevando l’età del consenso informativo ai 16 anni, si creano le premesse per indirizzare i più giovani verso siti meno sicuri, che riescono a sfuggire a ogni forma di controllo.

Le nuove regole dovranno ora essere confermate in via definitiva dall’Europarlamento e dai governi nazionali prima di divenire effettive, con votazioni attese per l’inizio della prossima settimana.

Secondo le nuove norme Ue, le compagnie tecnologiche dovranno avere dunque il consenso esplicito degli utenti, prima di usare i loro dati e dovranno nominare un funzionario predisposto alla gestione delle questioni riguardanti la privacy. La violazione delle nuove norme comporterà sanzioni pesantissime fino al 4% del fatturato delle aziende che violano le regole.


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