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Assegno ordinario di solidarietà 2016, come funziona

17 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 dicembre 2015



Assegno di solidarietà per i non beneficiari di cassa integrazione: quando spetta, a quanto ammonta, come si richiede.

L’Inps, con una recente circolare [1], ha fornito importanti chiarimenti sul nuovo Assegno Ordinario 2016: si tratta di un’integrazione salariale, erogata grazie ai Fondi Bilaterali di Solidarietà, che spetta ai lavoratori non rientranti nel campo della Cassa integrazione.

Vediamo in che cosa consiste la nuova integrazione salariale, come si richiede, chi sono i beneficiari ed a quanto ammonta.

Assegno ordinario: beneficiari

Il Decreto di riordino degli ammortizzatori sociali [2] ha apportato importanti innovazioni in tema di Fondi di Solidarietà: in primo luogo, ha stabilito che l’adesione a un Fondo è obbligatoria, per tutti i settori che non rientrano nell’ambito della cassa integrazione, in relazione alle aziende che occupano mediamente più di cinque dipendenti, inclusi gli apprendisti; sono invece esclusi dalla prestazione i dirigenti, salvo trattamento di miglior favore.

Il preciso campo di applicazione dei Fondi è comunque precisato nei decreti istitutivi degli stessi.

Assegno ordinario: causali

Le motivazioni per cui l’azienda può chiedere l’Assegno Ordinario al Fondo sono:

– situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti;

situazioni temporanee di mercato;

riorganizzazione aziendale;

crisi aziendale, ad esclusione, a decorrere dal primo gennaio 2016, dei casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa;

contratto di solidarietà;

procedure concorsuali con continuazione dell’attività di impresa (fino al 31 dicembre 2015).

Nel dettaglio, per regolamentare la concessione dell’ammortizzatore, in presenza di eventi temporanei o transitori, si dovrà fare riferimento ad un decreto ministeriale, ancora da emanarsi.

Nel caso della riorganizzazione aziendale, perché l’impresa abbia diritto al beneficio è necessario presentare un programma d’intervento, volto a superare le inefficienze nella gestione e nella produzione, anche mediante la formazione e la riqualificazione dei lavoratori: ad ogni modo, deve essere finalizzato al recupero dell’occupazione, e non al taglio del personale.

Lo stesso vale per il programma da presentarsi nell’ipotesi di crisi aziendale, che deve essere volto al massimo recupero occupazionale possibile.

Per quanto concerne i contratti di solidarietà, si tratta di pattuizioni che devono essere stipulate dall’impresa attraverso contratti collettivi aziendali, nelle quali è stabilita una riduzione dell’orario di lavoro per evitare esuberi del personale.

La riduzione media oraria non può essere superiore al 60% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati; inoltre, per ogni dipendente, la percentuale di riduzione complessiva dell’orario non può superare il 70% nell’intero periodo per cui il contratto di solidarietà è stipulato.

Gli accordi devono specificare le modalità in cui possono essere operati eventuali aumenti dell’orario, comunque nei limiti dell’orario pieno ordinario.

Assegno ordinario: ammontare

L’assegno ordinario, nella sua misura minima, deve corrispondere alla normale integrazione salariale.

Questa, secondo il Decreto di Riordino degli ammortizzatori sociali, è pari all’80% della retribuzione globale spettante al dipendente per le ore non prestate, comprese tra le zero ore e l’orario contrattuale.

La prestazione si calcola secondo l’orario di ciascuna settimana, indipendentemente dal periodo di paga. Se la riduzione oraria è ripartita su periodi ultra-settimanali predeterminati, l’integrazione è dovuta sulla durata media settimanale dell’orario, nel periodo ultra-settimanale considerato.

I Fondi di solidarietà possono comunque derogare le previsioni del Decreto, stabilendo un ammontare più alto: in questo caso, difatti, l’interesse dei lavoratori non si scontra con i imiti alla spesa pubblica, poiché i fondi di solidarietà sono finanziati dai versamenti di datori e dipendenti.

Assegno ordinario: durata

La durata della prestazione è differente a seconda della causale della sua richiesta:

– per gli eventi transitori e non imputabili, la durata è di 13 settimane, fino ad un massimo di 52 settimane nel biennio mobile;

– per le situazioni temporanee di mercato, la durata è di 13 settimane, fino ad un massimo di 52 settimane nel biennio mobile;

– per la riorganizzazione aziendale, la durata massima è di 24 mesi in un quinquennio mobile;

– per crisi aziendale, la durata massima è di 12 mesi; una nuova domanda può comunque essere accolta, ma non prima che sia decorso un periodo pari a 2/3 di quello della precedente autorizzazione;

– in caso di stipula di un contratto di solidarietà, la durata sarà pari a 24 più 12 mesi in un quinquennio mobile.

Nell’ipotesi in cui l’assegno si sommi ai trattamenti concessi per Cassa Integrazione Ordinaria e Straordinaria, la durata massima di entrambe le prestazioni non può superare i 24 mesi nel quinquennio mobile, eccetto i seguenti casi:

36 mesi complessivi: 12 mesi di Cassa Integrazione Ordinaria più 24 mesi di Contratto di Solidarietà;

36 mesi complessivi: 12 mesi di Cassa Integrazione Straordinaria più 24 mesi di Contratto di Solidarietà;

36 mesi di Contratto di Solidarietà;

– per 6 mesi di Cassa Integrazione Ordinaria più 12 mesi di Contratto di Solidarietà: è possibile fruire di altri 12 mesi di Cassa Integrazione Straordinaria oppure altri 18 mesi di Contratto di Solidarietà.

Assegno ordinario: domanda

La domanda di Assegno ordinario deve essere inviata all’Inps, da parte dell’azienda, non prima di 30 giorni dall’inizio della sospensione o della riduzione dell’attività, e non oltre 15 giorni dall’inizio della stessa.

Per quanto concerne le modalità operative, l’Inps rinvia alla precedente circolare sull’argomento [3].

note

[1] Inps Circ. 201/2015.

[2] D.lgs 148/2015.

[3] Inps Circ. 122/2015.

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