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Pensione anticipata 2016, prepensionamento con solidarietà espansiva

17 dicembre 2015


Pensione anticipata 2016, prepensionamento con solidarietà espansiva

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 dicembre 2015



Anticipo della pensione anche oltre 24 mesi, per i beneficiari dei nuovi contratti di solidarietà espansiva.

 

Gli ultimi ritocchi alla Legge di stabilità 2016 hanno portato una buona notizia per chi è vicino alla pensione e vorrebbe uscire dal lavoro anticipatamente: la possibilità di pensionamento con anticipo di oltre 2 anni, per i dipendenti delle aziende con contratto di solidarietà espansiva.

Il prepensionamento per i beneficiari di contratti di solidarietà espansiva era già stato previsto dal Decreto di riordino degli ammortizzatori sociali [1]: la misura consiste, nel dettaglio, in un anticipo della pensione pari a 2 anni, rispetto ai requisiti ordinari previsti dal Decreto Salva Italia, meglio noto come Legge Fornero. Ora l’agevolazione è stata ampliata, prevedendo un anticipo del trattamento superiore ai 24 mesi.

Vediamo, nello specifico, come funziona questa nuova tipologia di prepensionamento, e quali sono i lavoratori e le aziende che possono richiedere la misura.

Prepensionamento solidarietà: beneficiari

Possono richiedere la pensione anticipata per contratto di solidarietà i lavoratori che possiedano un minimo di 20 anni di contribuzione (eccetto alcune ipotesi in cui bastano 15 anni), per i quali l’accesso alla pensione debba avvenire entro 2 anni: grazie alle ultime modifiche della Legge di stabilità 2016, però, il prepensionamento potrà essere richiesto anche da coloro i cui requisiti per l’accesso alla pensione maturino dopo 2 anni.

Ricordiamo che i requisiti di età per la pensione di vecchiaia sono, sino al 31 dicembre 2015:

66 anni e 3 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche;

63 anni e 9 mesi per le dipendenti del settore privato;

64 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome.

Dal primo gennaio 2016, i requisiti diverranno:

66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche;

65 anni e 7 mesi per le dipendenti del settore privato;

66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome.

I requisiti per la pensione anticipata, invece, dal 2016, saranno:

41 anni e 10 mesi per le donne;

42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Prepensionamento solidarietà: come funziona

Per fruire dell’uscita anticipata dal lavoro, i dipendenti devono essere destinatari di un contratto di solidarietà espansiva, che preveda una riduzione oraria pari ad almeno la metà dell’orario di lavoro (in pratica, il contratto deve contemplare un part time al 50% o in percentuale inferiore).

L’Inps, al posto dell’integrazione salariale (stabilita normalmente nella misura dell’80% dello stipendio mancante), erogherà direttamente la pensione al lavoratore interessato dalla misura: il dipendente, così, cumulerà stipendio ridotto e pensione, e potrà uscire dal lavoro gradualmente, senza brusche ripercussioni sul reddito.

Prepensionamento: quando bastano 15 anni di contributi

Il requisito di 20 anni di contributi, per ottenere la pensione di vecchiaia, è quello minimo previsto dalla Legge Fornero: tuttavia, per alcuni soggetti, il numero minimo di annualità di contribuzione corrisponde a 15 anni.

Nel dettaglio, possono pensionarsi con 15 anni di contributi i seguenti lavoratori:

– chi possiede almeno 15 anni di contributi versati prima del 31 dicembre 1992 (in base alla Deroga Amato [2]);

– chi possiede l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari in data precedente al 31 dicembre 1992 (in base alla Deroga Amato);

– chi possiede almeno 25 anni di anzianità contributiva, 15 anni di contribuzione effettiva da lavoro dipendente e 10 anni non lavorati interamente(in base alla Deroga Amato);

– chi opta per il ricalcolo contributivo dell’assegno (in base alla Legge Dini [3]);

– chi fruisce del cumulo nella Gestione Separata (in base alla Legge Dini).

Contratto di solidarietà espansiva: come funziona

Il contratto di solidarietà espansiva è un accordo collettivo che prevede la riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti, per incentivare nuove assunzioni azienda. L’Inps, per ogni nuovo assunto, concede all’impresa un contributo pari al 15% della retribuzione lorda, per il primo anno di lavoro, del 10% per il secondo e del 5% per il terzo.

Al posto di questa agevolazione, l’azienda può versare, per gli assunti con contratto a tempo indeterminato tra i 15 e i 29 anni, gli stessi contributi ridotti previsti per gli apprendisti, per un massimo di 3 anni, e non oltre il compimento del trentesimo anno d’età del lavoratore.

L’agevolazione, che sinora non ha riscosso grande popolarità, poiché per le aziende è risultato meno oneroso il bonus per l’assunzione dei disoccupati, dal 2016 sarà molto più appetibile, vista la riduzione del predetto bonus: l’ampliamento del suo utilizzo, dunque, allargherà la platea dei beneficiari del prepensionamento.

 

note

[1] D.lgs. 148/2015.

[2] D.lgs 503/1992.

[3] L. 335/1995.

Autore immagine: 123rf com


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