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Atti sessuali con minorenne, no attenuante se lei rimane incinta

17 dicembre 2015


Atti sessuali con minorenne, no attenuante se lei rimane incinta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 dicembre 2015



Fare sesso con una ragazza minore di 14 anni di età, anche se consenziente, esclude qualsiasi sconto di pena se c’è una gravidanza.

Fare sesso con una minore di 14 anni di età anche se consenziente costituisce sempre reato, anche se, proprio per via della volontà della vittima, è prevista un’attenuante: la pena, infatti, viene diminuita di ben due terzi [1]. Tale attenuante (cosiddetta “della minore gravità”) scatta tutte le volte in cui risulti che l’atto sessuale, con riferimento ai mezzi, alle modalità, alle circostanze dell’azione, non abbia compromesso o coartato (o comunque lo abbia fatto in modo assai blando) la libertà personale o sessuale della vittima. Come dire che bisogna investigare il grado di partecipazione di questa all’atto, la sua volontà e la consapevolezza, anche in base al grado di maturazione raggiunto.

Tuttavia, con una sentenza pubblicata ieri [2], la Suprema Corte ha chiarito che tale sconto di pena non si applica più se la minorenne rimane incinta: la gravidanza, insomma, esclude l’attenuante della “minore gravità”. E ciò per via dell’innegabile danno al normale sviluppo psico-fisico che provoca alla vittima lo scoprire di aspettare un figlio. È necessario, infatti, ricordare che, nel determinare la pena, il giudice penale deve tener conto della gravità del reato, in base anche all’entità del danno cagionato alla persona offesa [3].
In caso di atti sessuali con minore di 14 anni – si legge in sentenza – il consenso della vittima (nel nostro caso la ragazza), sebbene in astratto non del tutto trascurabile ove congiunto alla obiettiva minima intrusività delle condotte poste in essere, assume una rilevanza assolutamente marginale ai fini del riconoscimento dell’attenuante. Ciò che rileva è la necessità di valutare il fatto alla luce di tutte le componenti nonché degli elementi indicati dal codice penale. E fra di essi, come detto, vi è certamente la gravità del danno cagionato. Per cui, prosegue la sentenza, “non v’è dubbio che l’aver provocato lo stato di gravidanza di una minore non ancora dodicenne determina un danno oggettivo al normale sviluppo psico-fisico”.

Secondo poi la Cassazione, un altro motivo per escludere l’attenuante è la reiterazione dei rapporti sessuali.

note

[1] Art. 609 cod. pen. co. 3.

[2] Cass. sent. n. 49572/2016 del 16.12.2015.

[3] Art. 133 cod. pen.

Autore immagine: 123rf com


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