Diritto e Fisco | Articoli

Chi ha diritto alle case popolari

18 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 dicembre 2015



I criteri presi in considerazione dai Comuni per l’assegnazione degli alloggi popolari.

Le case popolari sono abitazioni di proprietà degli enti pubblici (Stato, Regioni, Comuni), che vengono assegnate a coloro che non hanno la possibilità di prendere in affitto una casa da altri privati, poiché non potrebbero sostenerne il costo mensile.

Quello di avere una casa è un diritto riconosciuto persino dalla Dichiarazione universale dei Diritti Umani [1], ed anche il nostro ordinamento tutela questo diritto prevedendo la concessione di abitazioni in affitto a canoni molto bassi, detti anche canoni agevolati.

La misura del canone differisce da Comune a Comune ed i criteri di calcolo dipendono da molteplici fattori (quali il reddito dichiarato, il numero di persone inserite all’interno del nucleo familiare, la presenza di anziani).

Il pagamento del canone assicura la permanenza nell’abitazione per tutto il tempo che si vuole, infatti per le locazioni delle case popolari solitamente non è previsto un termine di scadenza. La legge regionale può comunque stabilire delle deroghe, prevedendo però termini di scadenza parecchio lunghi (almeno 10 anni).

In più, l’inquilino della casa può riscattare l’abitazione, acquistandola ad un prezzo spesso parecchio conveniente. In tali casi deve, tuttavia, sopportare un vincolo. Infatti, non potrà rivendere l’immobile se non siano trascorsi almeno 10 anni dal suo acquisto, salvo deroghe.

A chi spetta regolare l’assegnazione delle case popolari?

La materia delle politiche abitative è di competenza delle Regioni, che tuttavia, una volta stabiliti i criteri di massima, delegano molte funzioni ai Comuni.

Sono questi ultimi, infatti, ad emanare il bando per l’assegnazione degli alloggi popolari e a stilare la relativa graduatoria.

Quali sono i requisiti presi in considerazione ai fini dell’assegnazione di un alloggio popolare?

I requisiti per ottenere una casa popolare possono differire da Regione a Regione e persino da Comune a Comune ma, in linea di massima, ciò che viene preso in considerazione e fatto oggetto di tutela ai fini dell’assegnazione è:

IL DISAGIO ABITATIVO: ovverosia tutte quelle situazioni in cui i richiedenti siano ospitati temporaneamente da enti e associazioni di volontariato poiché senza fissa dimora, o che, pur avendo una dimora hanno subito uno sfratto o un’ordinanza di sgombero. In questa categoria possono rientrare anche coloro che devono abbandonare l’alloggio a causa di licenziamento o per motivi di incolumità e sicurezza di minori;

IL DISAGIO ECONOMICO: da valutarsi in riferimento al reddito percepito dal nucleo familiare rispetto a quello richiesto dal bando comunale per l’assegnazione (in molti casi occorrerà l’attestazione ISEE);

IL DISAGIO SOCIALE: valutato dai Servizi Sociali del Comune e nella misura in cui l’assegnazione di un alloggio popolare sia ritenuto un elemento indispensabile;

LA COMPOSIZIONE DEL NUCLEO FAMILIARE: Di questa voce, sono parecchi gli indici che possono essere presi in considerazione ai fini dell’inserimento in graduatoria.

Avrà importanza, dunque, il numero di persone che compongono il nucleo familiare (con ovvia preferenza per i nuclei più numerosi), l’età dei componenti (con preferenza per coloro i quali superino i 70 anni, o anche coloro che superino i 65 anni e abbiano a carico persone inabili al lavoro), se si tratti di giovani coppie (i componenti devono avere meno di 35 anni, coniugati e conviventi da almeno 2 anni), o, infine, la presenza di inabilità nel nucleo familiare, e cioè se vi siano uno o più componenti con una diminuzione certificata della capacità lavorativa pari almeno al 67%.

Oltre questi indici, viene presa in considerazione altresì la storicità della domanda di assegnazione, avendo maggior peso la domanda presentata prima rispetto a quelle successive.

Una volta valutati questi requisiti, e sempre che non ve ne siano altri previsti nel bando di assegnazione redatto dal Comune, l’ente stabilirà una graduatoria con cui ordinerà gerarchicamente la priorità delle richieste in virtù della rispondenza ai requisiti richiesti e provvederà all’abbinamento degli assegnatari agli alloggi disponibili.

Infine, occorre ricordare che spesso i Comuni pretendono che i requisiti prescritti per l’assegnazione vengano mantenuti anche a seguito della redazione della graduatoria e per tutto il periodo della locazione. Diversamente, gli stessi Comuni potrebbero disporre la decadenza dall’assegnazione.

note

[1] Ai sensi dell’art. 25 della Dichiarazione dei Diritti Umani è previsto: «Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo (…) all’abitazione. »

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI