Questo sito contribuisce alla audience di
Diritto e Fisco | Articoli

Come ritirare la querela?

17 Gennaio 2023 | Autore:
Come ritirare la querela?

Come funziona la remissione di querela? Cosa succede se ci sono più querelanti? Cosa ha previsto la riforma Cartabia a proposito della revoca tacita?

Nel nostro ordinamento [1] è previsto che chi ha proposto querela nei confronti di un altro soggetto abbia la possibilità di ripensarci: si parla in tal caso di “remissione della querela”. In pratica la persona offesa dal reato manifesta la volontà di non procedere con l’azione penale contro il querelato e, quindi, rinuncia a chiederne la punizione. Approfondiamo questo argomento e vediamo come ritirare la querela.

Come funziona la remissione della querela?

La remissione può essere presentata personalmente dal querelante o dal difensore munito di procura speciale.

Il ritiro della querela può avvenire durante lo svolgimento del processo o al di fuori dello stesso:

  • nel primo caso (remissione processuale) è necessaria la dichiarazione espressa presentata personalmente dal querelante o dall’avvocato munito di procura speciale davanti al giudice o a un ufficiale di polizia giudiziaria [2];
  • al di fuori del giudizio (remissione extraprocessuale), la volontà di ritirare la querela può manifestarsi in forma espressa o tacita. È espressa, ad esempio, la remissione depositata per iscritto nella cancelleria del tribunale; la remissione tacita, invece, va desunta da comportamenti inequivocabili posti in essere dal querelante, che si pongono in netto contrasto con la volontà di punire il responsabile e quindi di insistere nella querela.

Quando c’è remissione tacita della querela?

Quali comportamenti possono essere ricondotti alla remissione tacita? La riforma Cartabia [3] della giustizia penale ha chiarito che c’è remissione tacita, tra le altre ipotesi, anche quando:

  • la persona offesa, pur regolarmente citata a comparire in giudizio per testimoniare, è assente ingiustificata;
  • il querelante ha partecipato a un programma di giustizia riparativa concluso con un esito positivo. Ricorre questa ipotesi quando la vittima è stata risarcita dal responsabile.

Cosa succede se il querelante muore?

Se muore il querelante il procedimento proseguirà ugualmente, ma il diritto di remissione si trasmette agli eredi i quali, se sono tutti d’accordo, possono ritirare la querela.

L’accettazione della remissione di querela

Il ritiro della querela ha effetto solo se viene accettata dal querelato. L’accettazione può essere data in maniera espressa o tacita.

Tuttavia può accadere che il querelato non intenda accettare perché, ad esempio, ha interesse ad ottenere una sentenza di assoluzione che accerti la propria innocenza.

Inoltre, non va sottovalutato l’aspetto economico della questione, in quanto la legge [4] prevede che in caso di remissione di querela, le spese processuali siano a carico del querelato.

In realtà la giurisprudenza ha ribadito che l’accettazione da parte del querelato non deve essere espressa essendo sufficiente che da parte sua non vi sia un rifiuto espresso o tacito della remissione stessa [5].

Dunque, la remissione produce effetto a meno che l’interessato non l’abbia espressamente o tacitamente ricusata. Se il querelato ricusa la remissione il reato non si estingue ed il processo proseguirà.

Qual è il termine per ritirare la querela?

Il querelante può avvalersi del potere di remissione fino a che non sia intervenuta una sentenza definitiva di condanna, fatta eccezione per alcuni casi previsti dalla legge.

Va precisato che la manifestazione di volontà del querelante di rimettere la querela deve essere definitiva, per questo non può essere sottoposta né a condizione né a termine, anche se ciò non vuol dire che non vi possa essere accordo tra chi ritira la querela e querelato, ad esempio, in ordine alla ripartizione delle spese processuali.

Cosa succede se ci sono più querelanti?

Infine quando la querela è stata proposta da più soggetti per uno stesso reato, essa deve essere ritirata da tutti, altrimenti il reato non si estingue ed il processo proseguirà.

Ad esempio, se Tizio compie un furto lieve per bisogno [6], impossessandosi di cose sia di Caio che di Sempronio, se questi propongono entrambi querela, l’estinzione del reato si avrà solo se la rimetteranno entrambi.

D’altro canto la remissione fatta a favore di uno solo dei soggetti che hanno compiuto il reato produce i suoi effetti anche nei confronti degli altri, a meno che questi non la rifiutino.

Su tale argomento nel reato di diffamazione a mezzo stampa la Cassazione ha ritenuto che il ritiro della querela nei confronti di uno degli imputati avesse effetto anche nei confronti dell’altro [7].

Querela: quando non si può ritirare?

Il ritiro della querela è sempre possibile, tranne in alcuni casi. Per la precisione, la querela non è rimettibile in alcune ipotesi di stalking aggravato, nel caso di violenza sessuale e di atti sessuali con minorenni.

In questi casi il legislatore ha previsto l’irrevocabilità della querela allo scopo di evitare ripensamenti della vittima a seguito di pressioni o timore di ritorsioni.


note

[1] Art. 152 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 4890/2022.

[3] D. Lgs. n. 150 del 2022.

[4] Art. 340, co. 4 cod.proc.pen.

[5] Cass. S.U. sent. n. 27610/2011.

[6] Art. 626 co. 1 cod. pen.

[7] Cass. Sez V sent. n. 42918/2014.

Autore immagine: pixabay


Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. Trovo assurdo che dopo che il querelante decide di ritirare la querela sia il querelato a essere condannato a pagere le spese processuali. Oltre il danno lo stato aggiunge la beffa! È il querelante che ha scomodato il sistema giudiziario per qualcosa che egli stesso ha poi reputato non rilevante in sede processuale, quindi è costui che dovrebbe pagare di tasca sua. Il querelato non fa altro che subire e non ha alcun modo per schermirsi dalla querela e dalla eventuale condanna al pagamento delle spese, senza seguitare in un processo che lo stesso querelante ha ritenuto ormai non necessario. Non esitono altri modi per sottrarsi al pagamento delle spese da parte di un soggetto querelato?

    1. no è corretto,
      il querelante se nel frattempo è stato risarcito puo’ ritirare la querela e fa un favore al querelato che ha provocato il danno e viene graziato pagando solo le spese.

      1. Difatti e’ cosi.Ci sono appena passata.Mi e’ stato chiesto di ritirare la querela in cambio di denaro…dopo tante titubanze ho accettato graziando il querelato che sarebbe stato certamente condannato sia civilmente che penalmente.per cui e’ giusto che paghi tutto.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube