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Equitalia può pignorare il camper in cui si risiede?

18 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 dicembre 2015



Equitalia: pignoramento di abitazioni improprie in cui è fissata la residenza.

 

Abito in un camper, ed ho in corso al Comune le pratiche per la residenza: Equitalia può pignorarlo visto che la prima casa non può essere toccata?

La situazione di chi fissa la propria residenza in un camper, in una barca o in altre “abitazioni improprie” è abbastanza controversa, non esistendo norme o precedenti che regolamentino esplicitamente la materia: si può comunque affermare che, secondo logica, una volta stabilita la residenza del contribuente nel camper, Equitalia non possa procedere al pignoramento.

Impignorabilità prima casa

Dall’entrata in vigore del cosiddetto Decreto del Fare, difatti, Equitalia non può pignorare l’immobile adibito a prima casa, qualora rappresenti l’unico immobile di proprietà del cittadino: requisiti essenziali sono dunque sia l’abitazione effettiva, che l’ottenimento della residenza.

Nel caso di camper, o imbarcazioni, non parliamo di un bene immobile: tuttavia, lo stesso Decreto del Fare [2] assimila barche, camper e roulotte ai beni immobili, se abitati stabilmente, confermando la previsione del Testo Unico Edilizia [3]. Tale Testo Unico, difatti, stabilisce che i prefabbricati e le strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni si considerano come interventi di nuova costruzione se sono utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, qualora non soddisfino esigenze meramente temporanee.

Dunque, proprio in quanto previsto dallo stesso Decreto del Fare, il camper, assimilato ad un immobile laddove abitato, dovrebbe essere impignorabile.

Residenza nel camper

È però da risolvere il “nodo” della residenza, laddove il Comune non l’abbia ancora concessa.

Per quanto la pratica possa andare per le lunghe, vista la particolarità della situazione, la concessione della residenza non può mai essere rifiutata, poiché si tratta di un diritto soggettivo del cittadino, che il Comune non può limitare, nemmeno nel caso in cui lo stesso risulti privo di fissa dimora.

Nel caso di residenza fissata in un camper, in una roulotte o in un’imbarcazione non soggetti a spostamenti, peraltro, non si può parlare di assenza di dimora, poiché questa è fissa, ma soltanto di “abitazione impropria”.

Ad ogni modo, se anche il camper fosse utilizzato per spostarsi, il Comune sarebbe comunque tenuto, in base alla normativa [4], a considerare quale dimora il domicilio fornito o, solo in assenza di un domicilio, il Comune di nascita.

Non dimentichiamo, poi, quanto stabilito da una nota Circolare del Ministero dell’Interno [5], la quale ribadisce che la richiesta di iscrizione all’anagrafe è un diritto soggettivo del cittadino, e non può essere vincolata ad alcuna condizione, in quanto si limiterebbe la libertà di spostamento e di stabilimento dei cittadini sul territorio nazionale, in violazione della Costituzione [6].

Si è espresso in maniera conforme anche il Tribunale di Milano, con una sentenza del 2003 [7], che nega qualsiasi discrezionalità del Comune nell’autorizzazione all’iscrizione all’anagrafe; il tribunale ribadisce, poi, che per il solo fatto dell’elezione di domicilio sorge automaticamente un diritto soggettivo all’iscrizione anagrafica. Il rigetto della domanda di iscrizione all’anagrafe non è dunque scusabile.

Pignorabilità di beni immobili da Equitalia

Confermato il diritto alla residenza, nell’attesa dell’iter burocratico non è, comunque, tutto perduto: anche nell’ipotesi in cui il camper non fosse reputato assimilabile alla prima casa, è comunque, secondo le citate previsioni del Decreto del Fare, assimilabile a un bene immobile. Di conseguenza, nel caso in cui l’immobile pignorato sia diverso dalla prima casa, l’esproprio potrà essere avviato solo se il debito con l’Erario risulti superiore a 120.000 Euro, e non più a 20.000 Euro, in quanto la soglia è stata innalzata di 6 volte.

È comunque probabile che i funzionari di Equitalia procedano ugualmente, soprattutto per scarsa conoscenza di un argomento così particolare, lasciando al contribuente l’onere di dimostrare l’illegittimità delle loro azioni. Sarà allora necessario ricorrere, per evidenziare l’impignorabilità del bene.

Posto che, laddove possibile, specie nelle situazioni che danno adito ad interpretazioni diverse, sia sempre da preferire una dilazione del debito.

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