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Abusi edilizi e permesso in sanatoria: l’oblazione

18 Dicembre 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 18 Dicembre 2015



L’accertamento di conformità, sanatoria, le somme dovute a titolo di oblazione dopo il rilascio del permesso di costruire in sanatoria.

Il rilascio del permesso di costruire in sanatoria è subordinato (sicché nel provvedimento deve farsi espressa menzione dell’avvenuto versamento) al pagamento di una somma di danaro (esteso anche alle ipotesi di permesso a titolo gratuito) la cui entità è così determinata:

—        per le opere soggette a permesso oneroso: corresponsione del contributo di costruzione in misura doppia a quella dovuta per il rilascio del titolo in via ordinaria;

—        nelle ipotesi di permesso gratuito: pagamento di una somma pari al contributo normalmente previsto per il rilascio dei permessi a titolo oneroso;

—        nei casi di difformità parziale: i due criteri anzidetti vanno, però, riferiti alle sole parti difformi.

Al pagamento delle somme anzidette non deve sommarsi quello del contributo di costruzione, ove dovuto: è vero che la corresponsione delle somme stesse viene prescritta «a titolo di oblazione» (e non di contribuzione agli oneri urbanizzativi) ma la correlazione del computo al contributo di costruzione rende evidente l’intento del legislatore di aggravare la misura di questo con un importo avente finalità oblativa in senso lato.

Nei casi di permesso oneroso, pertanto, il pagamento delle somme prescritte per l’ottenimento del provvedimento sanante avrà una duplice finalità: di partecipazione agli oneri urbanistici e di riparazione pecuniaria (sia pure parziale) del pregiudizio arrecato all’interesse pubblico. Quest’ultima, invece, sarà la finalizzazione unica del pagamento delle somme previste nelle ipotesi di permesso gratuito.

Deve ritenersi che la Giunta comunale possa deliberare la rateizzabilità del pagamento con corresponsione degli interessi: in tal caso, però (tenuto conto delle peculiari finalità dianzi evidenziate), la mancata corresponsione anche di una sola rata comporterà la decadenza della sanatoria.

In giurisprudenza:

—              «Nei casi in cui la legge richiede, ai fini del rilascio della concessione in sanatoria (art. 13 L. 28 febbraio 1985, n. 47), il pagamento del doppio (rispetto a quello ordinario) del contributo dovuto, è illegittimo il comportamento dell’amministrazione, la quale, in aggiunta al doppio contributo, richieda anche il pagamento del contributo normalmente dovuto per la concessione ordinaria, non essendo ciò previsto dalla legge» (C. Stato, sez. V, 14 dicembre 1994, n. 1471, in Cons. Stato, 1994, I, 1735).

—              «In caso di abusi edilizi, ai sensi dell’art. 13, 3° comma, L. 28 febbraio 1985, n. 47, la concessione in sanatoria è subordinata al pagamento di una somma pari al doppio del contributo dovuto, nel quale è ricompreso sia l’originario obbligo contributivo che l’oblazione» (T.a.r. Emilia Romagna, sez. Parma, 16 gennaio 1995, n. 18, in Trib. amm. reg., 1995, I, 1191).

—              «Il contributo previsto dall’art. 13 L. 28 febbraio 1985, n. 47 per il rilascio della concessione in sanatoria va calcolato sull’intervento edilizio assentito considerato nel suo complesso, non essendo possibile scindere il contenuto della concessione in due parti: una volta a sanare la parte di opera realizzata abusivamente e un’altra finalizzata a consentire il prosieguo dell’intervento edilizio, per poi diversamente quantificare la misura del contributo dovuto a titolo di oblazione» (C. Stato, sez. V, 26 giugno 1996, n. 799, in Cons. Stato, 1996, I, 939).

—              «In tema di concessione in sanatoria, una volta pagata la somma determinata ai sensi dell’art. 13, 3° comma, L. 28 febbraio 1985 n. 47 (ottenendo così la concessione in sanatoria e la conseguente estinzione del reato), non è possibile contestare dinanzi al giudice amministrativo l’ammontare della somma in questione che, benché commisurata al contributo di concessione, è corrisposta a titolo di oblazione» (C. Stato, sez. V, 5 luglio 2007, n. 3821, in Riv. giur. edilizia, 2007, I, 1556).

Diritto-Urbanistico


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