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Provvedimento di sanatoria in esito ad accertamento di conformità: effetti

18 dicembre 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 18 dicembre 2015



Abusi edilizi e permesso in sanatoria.

Effetto principale, conseguente al rilascio del provvedimento di sanatoria ex art. 36 del T.U. n. 380/2001, è la legittimazione, sul piano amministrativo, delle opere abusive con la conseguente preclusione dell’esercizio dei poteri sanzionatori.

Non vi è concordia di opinioni, in dottrina, circa l’individuazione dell’efficacia temporale della sanatoria, che alcuni Autori (Giuffré, La Rocca) considerano retroattiva (ex tunc), in quanto meramente dichiarativa, mentre altri riferiscono al momento dell’assentimento (ex nunc), riconoscendo ad essa natura costitutiva.

Disparità di vedute si riscontra, altresì, quanto alla limitazione degli effetti ai soli rapporti tra l’amministrazione comunale ed il soggetto al quale si riferisce l’opera sanata, ovvero all’estensione generalizzata (erga omnes) degli stessi.

Riteniamo che la rimozione del carattere abusivo dell’opera si verifichi soltanto ex nunc. Nel caso in esame, infatti, non può farsi correttamente riferimento alla necessaria efficacia retroattiva dei provvedimenti di sanatoria degli atti amministrativi illegittimi, poiché il permesso ex post non è rivolto a riparare un comportamento illegittimo della P.A., incidendo su un precedente atto amministrativo; esso — al contrario — è diretto a condurre nei binari del diritto un comportamento antigiuridico degli amministrati, per cui deve ritenersi assoggettato alla regola generale della irretroattività degli atti amministrativi in mancanza di un’espressa contraria disposizione di legge.

A diversa conclusione perviene LA ROCCA, il quale rileva che, in presenza di un provvedimento in sanatoria, le sanzioni amministrative diventano inapplicabili «non perché sia venuto meno il carattere abusivo delle costruzioni, ma perché non è mai esistito il presupposto per l’irrogazione delle stesse, perché non è cioè mai esistita una costruzione “contra jus”».

L’autorità comunale, dunque, riconoscendo che l’opera non contrasta con le prescrizioni urbanistiche, eliminerebbe lo stato non di antigiuridicità, ma di agiuridicità della costruzione ed i provvedimenti sananti, in conseguenza, avrebbero natura dichiarativa ed efficacia «ex tunc».

L’efficacia ex nunc della sanatoria appare perfettamente compatibile con la risarcibilità dei danni eventualmente cagionati a terzi durante il tempo in cui è durata l’illegittimità.

In proposito deve ricordarsi che il permesso di costruire — assentito in via normale o in sanatoria — viene comunque rilasciato fatti salvi ed impregiudicati i diritti dei terzi: esso, invero, riflette rapporti intercorrenti fra coloro che intendono costruire e la pubblica amministrazione, e non può mai pregiudicare diritti soggettivi altrui.

Coloro i cui interessi abbiano subìto un pregiudizio dalla costruzione «sanata», pertanto, avranno egualmente diritto a pretendere il risarcimento del danno e, nel caso di violazione di norme integrative del codice civile, anche ad ottenere la riparazione del pregiudizio in forma specifica, mediante demolizione dell’opera abusiva.

BENVENUTI rileva, altresì, che «i terzi hanno un autonomo diritto di fronte al trasgressore e la sanatoria non costituisce rimozione della illegalità erga omnes, ma soltanto nei confronti del Comune che rinuncia a far osservare coattivamente il regolamento a tutela del proprio interesse sostanziale».

I terzi danneggiati, in ogni caso, non avranno alcuna ragione risarcitoria e non potranno accampare pretese nei confronti del Comune che abbia concesso il provvedimento di sanatoria.

In giurisprudenza:

—              «La concessione edilizia, rilasciata in sanatoria ai sensi dell’art. 13 L. n. 47 del 1985, produce effetti esclusivamente nei rapporti tra privato costruttore e p.a., senza incidere sui diritti dei terzi eventualmente pregiudicati dall’attività edificatoria» (Cass. civ., sez. II, 18 gennaio 2008, n. 992).

—              «Il terzo pregiudicato dal permesso in sanatoria può ottenere tutela per la violazione del diritto alle distanze dinanzi al giudice civile, così come può agire dinanzi al giudice amministrativo per ottenere l’annullamento della concessione nella situazione in cui sia conclamata la violazione del diritto alle distanze legali» (C. Stato, sez. IV, 30 dicembre 2006, n. 8262, in Giurisdiz. amm., 2006, 1771).

Altri rilevanti effetti il T.U. n. 380/2001 riconnette al rilascio di provvedimenti di sanatoria, in materia di:

—        atti giuridici relativi ad edifici, o loro parti, eseguiti abusivamente (art. 46);

—        estinzione dei reati contravvenzionali «previsti dalle norme urbanistiche vigenti» e sospensione dell’azione penale fino all’esaurimento dei procedimenti amministrativi di sanatoria (art. 45);

—        benefici fiscali previsti per le opere edilizie e per gli atti ad esse relativi (art. 50).

Tali aspetti verranno trattati nei successivi capitoli di specifica pertinenza.

Diritto-Urbanistico

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