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Lo sai che? Contributi consorzio di bonifica: quando pagarli

Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2015

I contributi consortili possono essere riscossi solo quando il fondo trae beneficio dalle opere di bonifica; fanno però eccezione i contributi minimi, sempre dovuti.

I contributi consortili sono dei veri e propri tributi riscossi dai consorzi di bonifica operanti nelle varie aree territoriali regionali. I soggetti tenuti al versamento dei tributi in questione sono i proprietari di beni immobili (terreni e fabbricati) che rientrano nel cosiddetto perimetro di contribuenza, cioè nella porzione di comprensorio che beneficia delle opere di manutenzione e bonifica effettuate dal consorzio.

Il tributo, infatti, rappresenta il corrispettivo del servizio di bonifica e deve essere pagato dal proprietario dell’immobile in misura proporzionale ai benefici tratti dal servizio stesso (in termini di aumento del valore del bene).

Più precisamente, con il versamento del contributo consortile, ogni proprietario di un immobile rientrante nel comprensorio partecipa, in base all’indice di beneficio attribuito da un’apposita classifica, alle spese sostenute dal consorzio per la manutenzione e l’esercizio delle opere di bonifica.

L’obbligo contributivo presuppone dunque [1]:

a) la qualità di proprietario di immobili siti nel comprensorio, cioè nell’area territoriale in cui il consorzio di bonifica svolge la propria attività; quando si possiede un immobile nel comprensorio si diventa automaticamente e obbligatoriamente consorziati cioè associati nel consorzio di bonifica.

b) la configurabilità di un vantaggio a favore dell’immobile; a tal fine rileva il perimetro di contribuenza, cioè la porzione di comprensorio che gode di un beneficio derivante dall’attività di manutenzione e gestione delle opere idrauliche. In mancanza di perimetrazione, il consorzio che pretende il pagamento del tributo deve provare i benefici effettivamente ottenuti dal proprietario del bene interessato dalle opere di bonifica [2].

Una recente sentenza della Commissione Tributaria di Campobasso [3] ha però precisato che i contributi consortili minimi (relativi alle spese di funzionamento e dei servizi generali dei consorzi) è sempre dovuto dai proprietari consorziati, a prescindere dai benefici effettivamente conseguiti o conseguibili. Ciò in quanto si tratta di somme dovute per il funzionamento dell’ente e non a titolo di” corrispettivo” per il servizio specifico da questo prestato sul fondo.

I contributi consortili hanno cadenza annuale e sono comunicati dal consorzio ad ogni consorziato con l’invito a pagare. In caso di mancato pagamento volontario, il consorzio può procedere alla riscossione coattiva anche avvalendosi di soggetti terzi, come Equitalia.

Si ricorda, infine, che i contributi consortili, in quanto tributi locali, sono soggetti al termine di prescrizione di cinque anni.

note

[1] Cass. sent. n. 7240/2003, sent. n. 4144/1996.

[2] Cass. sent. n. 19509/2004.

[3] CTP Campobasso sent. n. 372 del 26.11.15.


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