Ecco i modelli di ricorso per Cassazione

19 dicembre 2015


Ecco i modelli di ricorso per Cassazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 dicembre 2015



Firmato l’accordo Cnf-Cassazione per i protocolli in materia civile, tributaria e penale: ricorsi con massimo 10 parole chiave e pagine limitate.

Addio ars oratoria e retorica: ora un ricorso in Cassazione si scriverà quasi come un precompilato da sbarrare; a dare il via alla nuova era sono due protocolli appena firmati dalla Cassazione e il Cnf che prevedono una serie di modelli per gli atti in materia civile, tributaria e penale. Il tutto non solo nell’ottica di facilitare e velocizzare il lavoro dei giudici, ma anche in quella di agevolare gli avvocati, mettendoli così al riparo da tutte quelle pronunce di inammissibilità sul rito che sono spesso causa di inammissibilità dell’impugnazione.

Le direttrici cardine dell’intesa sono “chiarezza” e “sinteticità” da dare agli atti processuali depositati dai legali, il tutto nell’ottica di agevolare l’effettiva comprensione del loro contenuto essenziale, spesso ostico anche per i giudici. I protocolli mirano a formulare raccomandazioni per la redazione dei ricorsi “funzionale – osserva il Cnf – a facilitarne la lettura e la comprensione da un lato e a dare maggiori certezze agli avvocati circa i criteri di ammissibilità degli stessi dall’altro”.

Nei protocolli viene indicato uno schema di redazione dei ricorsi, che ne definisce i limiti di contenuto e ne agevola la comprensione da parte dei magistrati. In ogni caso, il mancato rispetto della regola sui limiti dimensionali non comporterà un’automatica sanzione di tipo processuale.

Sono inoltre fornite indicazioni per l’attività di difesa, l’osservanza delle quali ottempera al principio di autosufficienza: per esempio la necessità di allegare al ricorso un fascicolo nel quale raccogliere gli atti, i documenti, il contratto o l’accordo collettivo ai quali si fa riferimento.

Tra gli esempi tratti dal modello di ricorso in sede civile ve ne sono alcuni che meritano di essere segnalati: per esempio, l’oggetto del giudizio prevede l’indicazione di un massimo di 10 parole chiave, tra le quali debbono essere quelle riportate nella nota di iscrizione a ruolo. Le parole chiave dovranno descrivere sinteticamente la materia oggetto del giudizio.

L’avvocato dovrà poi indicare sinteticamente i motivi del ricorso (in non più di alcune righe per ciascuno e numerandoli ad uno ad uno), con l’indicazione, per ciascun motivo, delle norme di legge che la parte ritiene violate.

L’esposizione delle argomentazioni a sostegno del ricorso dovrà essere concentrata nel limite massimo di 30 pagine.

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1 Commento

  1. La soluzione è semplicemente ridicola. Gli avvocati dovrebbero vergognarsi di accettare simile lavoro da copia e incolla .Il lecchismo ci caratterizza per cui comprendo l’ossequio e la vergogna di quanti non intendono accettare simili condizioni. A questo punto, è meglio abolire il terzo grado. E’ ancora meglio lottare per un giudice elettivo che risponda del suo operato.

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