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Non si pignora l’affitto di un immobile nel fondo patrimoniale

20 Dicembre 2015
Non si pignora l’affitto di un immobile nel fondo patrimoniale

Ho un immobile inserito in un fondo patrimoniale che ho dato in affitto: un creditore ha effettuato pignoramento del canone di locazione. È legittimo?

Tanto gli immobili assoggettati al regime del fondo patrimoniale, costituito dai coniugi sui beni destinati ai bisogni della famiglia, quanto i loro frutti (per esempio, appunto, il canone di locazione) sono esclusi dal pignoramento per espressa previsione del codice civile [1].

Come per l’immobile, anche per i frutti valgono le stesse regole e gli stessi limiti: tali beni, infatti, sono impignorabili se il debito è stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia. Al contrario, il creditore può agire con l’esecuzione forzata per debiti volti a fare fronte ad esigenze familiari [2].

Il creditore ha, tuttavia, due possibilità di pignorare i beni sottoposti a fondo patrimoniale e i loro frutti (per es. affitto):

iscrivere il pignoramento nei pubblici registri immobiliari entro un anno dalla costituzione del fondo patrimoniale (per l’opponibilità ai terzi si prende a riferimento la data di iscrizione del fondo nell’atto di matrimonio). In tal caso, potrà pignorare tanto l’immobile quanto l’eventuale canone di locazione senza bisogno di previe azioni giudiziarie;

– esercitare l’azione revocatoria del fondo patrimoniale entro cinque anni dalla costituzione del fondo stesso (ossia dall’iscrizione nell’atto di matrimonio) [3].

In questo caso, a differenza del precedente, sarà necessario un ordinario giudizio volto a dimostrare l’intento fraudolento del debitore, ossia l’assenza di altri beni, in capo allo stesso, utilmente pignorabili e tali da soddisfare le legittime pretese del creditore.

Se il fondo patrimoniale è dichiarato inefficace nei confronti del creditore a seguito di azione revocatoria, in quanto dolosamente preordinato in pregiudizio alle ragioni creditorie, i beni fittiziamente ricompresi nello stesso tornano ad essere pignorabili.

Come fa il creditore a sapere dell’esistenza di un affitto?

Intanto il creditore può ben conoscere la titolarità dell’immobile in capo al debitore attraverso una visura immobiliare. In secondo luogo potrebbe, accedendo all’anagrafe tributaria, che è la banca dati del fisco da cui risultano tutti i redditi dei contribuenti (cosiddetta “ricerca telematica dei beni del debitore”), verificare la presenza di contratti di locazione.


note

[1] Art. 570 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 5684/2006.

[3] Art. 2901 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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