Professionisti Permesso in sanatoria con prescrizioni

Professionisti Pubblicato il 19 dicembre 2015

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Diritto urbanistico: abuso edilizio, accertamento di conformità, permesso di costruire e sanatoria.

Si verifica talvolta nella prassi il rilascio di provvedimenti che subordinano la sanatoria all’esecuzione nell’immobile abusivo di specifici interventi finalizzati a fare acquisire allo stesso la conformità agli strumenti urbanistici.

Lo scopo è quello di consentire il recupero alla legalità di opere che, per la parte prevalente e maggiormente significativa, quantitativamente e/o qualitativamente, risultano sanabili, ma che non lo sono completamente a causa di elementi di rilevanza secondaria rispetto all’insieme. In ipotesi siffatte si ritiene che l’applicazione delle misure sanzionatorie comporterebbe un sacrificio eccessivo dell’interesse privato, non motivato dalla necessità di salvaguardare un interesse pubblico di entità prevalente o corrispondente.

La possibilità di rilascio della sanatoria con prescrizioni è stata riconosciuta, in giurisprudenza, dal T.a.r. Trentino Alto Adige – Sezione di Trento, con decisione 27 agosto 1992, n. 319, in Trib. amm. reg., 1992, I, 3958, e dalla Corte di Appello di Cagliari, con sentenza 20 marzo 1991, in Riv. giur. edilizia, 1992, I, 1014.

Tale orientamento, però, non può essere condiviso allorché si consideri che l’art. 36 del T.U. n. 380/2001 ammette al beneficio l’opera eseguita (il che significa già realizzata) e soltanto quando venga verificata la cd. doppia conformità alla disciplina urbanistica ed edilizia, sia al momento della realizzazione dell’opera sia al momento di presentazione della domanda di sanatoria.

Il rilascio del provvedimento sanante, inoltre, consegue ad un’attività vincolata della P.A., consistente nell’applicazione alla fattispecie concreta di previsioni legislative ed urbanistiche a formulazione compiuta e non elastica, che non lasciano all’amministrazione medesima spazi per valutazioni di ordine discrezionale.

In giurisprudenza:

—             «In materia edilizia non è ammissibile il rila-scio di una concessione in sanatoria, ex artt. 13 e 22 L. 28 febbraio 1985, n. 47, ora ex artt. 36 e 45 D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, t.u. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, relativa soltanto a parte degli interventi abusivi realizzati, ovvero par-ziale, o subordinata all’esecuzione di opere, atteso che ciò contrasta ontologicamente con gli elementi essenziali dell’accertamento di conformità, i quali presuppongono la già avvenuta esecuzione delle opere e la loro integrale conformità alla disciplina urbanistica» (Cass. pen., sez. III: 27 aprile 2011, n. 19587; 18 febbraio 2009, n. 6910, La Rocca; 4 ottobre 2007, Rubechi; 9 gennaio 2004, n. 1815, Fammiano, in Riv. giur. edilizia, 2004, I, 1110).

—             «In materia edilizia non è ammissibile il rilascio della concessione edilizia in sanatoria, ex artt. 13 e 22 L. 28 febbraio 1985 n. 47, ora sostituiti dagli artt. 36 e 45 D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 — t.u. delle disposizione legislative e regolamentari in materia edilizia — subordinata alla esecuzione di specifici interventi edilizi, atteso che tale condizione contrasta con gli elementi essenziali della sanatoria, tra cui la doppia conformità dell’opera eseguita, al momento della sua realizzazione ed in quello della presentazio-ne della domanda» (Cass. pen., sez. III, 18 dicembre 2003, n. 48499, P.M. in proc. Dall’Oro).

—             «Non sono legittimi i provvedimenti amministrativi che subordinano la sanatoria edilizia di un immobile abusivo (non sanabile nella sua completezza) alla esecuzione di specifici interventi finalizzati a fare acquisire allo stesso la conformità agli strumenti urbanistici, atteso che l’art. 13 L. 28 febbraio 1985, n. 47 ammette al beneficio l’opera «eseguita», ossia quella già realizzata, e soltanto quando venga verificata la cd. doppia conformità agli strumenti urbanistici, sia al momento della realizzazione dell’opera, sia al momento della presentazione della domanda di sanatoria» (Cass. pen., sez. III, 11 ottobre 2000, n. 10601, Marinaro).

—             «La subordinazione della sanatoria edilizia disciplinata dall’art. 13 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 alla condizione della regolarizzazione dell’immobile abusivo, conformandolo agli strumenti urbanistici vigenti, è illegittima in quanto ontologicamente contrastante con gli elementi essenziali della sanatoria, che presuppone la già avvenuta esecuzione delle opere e la loro conformità agli strumenti urbanistici, entrambe non esistenti nel momento in cui si prevede la detta condizione» (Cass. pen., sez. III, 21 novembre 2001, n. 41669, Tollon).

Diritto-Urbanistico


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