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Lo sai che? Bonus mobili anche ai familiari conviventi: condizioni

Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2015

Può il coniuge convivente, non proprietario dell’immobile, effettuare a proprio nome ulteriori acquisti di mobili e fruire della detrazione “bonus mobili”, nel rispetto del limite della soglia onnicomprensiva di 10.000 euro?

Ha diritto alla detrazione del 50% per l’acquisto dei mobili anche il familiare convivente del possessore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo grado), purché sostenga le spese per i mobili e le fatture e i bonifici siano a lui intestati, e purché la condizione di convivente sussista al momento di inizio dei lavori di ristrutturazione dell’abitazione.

In particolare, la detrazione Irpef del 50% si applica anche in favore dei familiari conviventi (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini sino al secondo grado) in quanto detentori del fabbricato medesimo. A quest’ultimo riguardo, l’agenzia delle Entrate [1] ha precisato che il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile può essere ammesso a fruire della detrazione Irpef, a condizione che:

– sussista la situazione di convivenza (provata, per esempio, dal certificato di stato di famiglia) sin dal momento di inizio dei lavori di ristrutturazione;

– le spese risultino effettivamente a carico del familiare convivente.

Vi dev’essere comunque coincidenza tra soggetto che sostiene le spese di ristrutturazione e soggetto che sostiene le spese per l’acquisto dell’arredo.

Nell’ipotesi in cui le spese per la ristrutturazione siano state sostenute da uno dei coniugi e le spese per l’arredo dalla medesima abitazione dall’altro, quest’ultima detrazione non può essere riconosciuta al contribuente che non si avvale della detrazione per le spese di ristrutturazione edilizia.

Di conseguenza, se le spese di ristrutturazione sono state sostenute dal proprietario dell’immobile, anche la detrazione del 50% per l’acquisto dell’arredamento può competere allo stesso soggetto, mentre non può essere attribuita a un altro familiare, sia pure convivente.

note

[1] Ag. Entrate, risoluzione 184/E del 12 giugno 2002

[2] Ag. Entrate, circolare 29/E del 2013.

Autore immagine: 123rf com


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