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Come si diventa avvocati cassazionisti?

20 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 dicembre 2015



A seguito della riforma della legge professionale raggiungere diventare cassazionisti diventa un’impresa quasi impossibile.

Come diventare Cassazionisti? Una domanda legittima per molti avvocati che, dopo 12 anni di professione, ambiscono a patrocinare innanzi alle Corti Superiori. Ecco quindi questa breve guida per conoscere condizioni e procedura.

Come noto il nostro ordinamento prevede tre gradi di giudizio: il primo dinanzi al Tribunale, il secondo presso la Corte d’Appello ed il terzo affidato alla Corte di Cassazione. Nei primi due gradi di giudizio si discute in merito all’oggetto della causa, ai fatti che ne sono alla base ed alle norme di diritto che ad essa si devono applicare.

Il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, invece, non entra nel merito della questione, ma deve verificare se sono stati garantiti e seguiti – nei precedenti gradi – tutti i requisiti di forma e di diritto necessari per poter decretare lo svolgimento corretto e legittimo del processo.

Data la complessità del giudizio di cassazione, è necessario che esso sia condotto da avvocati di particolare competenza e preparazione tecnica.

Di conseguenza per eseguire la professione in questo ambito, si esige una qualifica in più: quella di avvocato cassazionista, ossia iscritto all’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori.

Prima della riforma forense avvenuta nel 2013, per diventare cassazionisti era sufficiente essere iscritti all’albo degli avvocati da almeno 12 anni e presentare quindi la relativa domanda di iscrizione all’albo speciale dei cassazionisti.

La riforma forense promulgata nel 2013 prevede comunque una normativa transitoria per cui chi si trova in possesso dei requisiti richiesti dalla vecchia normativa (e cioè i 12 anni di attività), potrà beneficiarne fino al 2 febbraio 2017 (data così aggiornata dal decreto Milleproroghe 2016).

La nuova Legge professionale [1] ha invece introdotto significative modifiche in materia, rendendo oggi l’abilitazione al patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione un traguardo di difficile raggiungimento.

Oggi infatti, per diventare cassazionisti è necessario possedere, alternativamente, uno dei seguenti requisiti:

 

1- Essere iscritto all’albo da almeno 5 anni ed avere superato un apposito esame, previo svolgimento di un periodo di pratica.

Il periodo di pratica deve essere svolto presso lo studio di un avvocato che eserciti abitualmente il patrocinio davanti alla Corte di Cassazione ed ha durata di almeno cinque anni.

L’esame di abilitazione si svolge a Roma, presso il Ministero della Giustizia, e consta di prove scritte ed orali che devono essere superate complessivamente con voto superiore a 7 decimi.

Le prove scritte sono tre e consistono ciascuna nella compilazione di ricorsi per cassazione rispettivamente in materia civile, penale e amministrativa. La prova in materia amministrativa può anche consistere in un ricorso al Consiglio di Stato o alla Corte dei Conti in sede giurisdizionale.

La prova orale consiste invece nella discussione di un tema avente per oggetto una contestazione giudiziale nella quale il candidato dimostri la propria cultura e l’attitudine al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori.

Il tema viene assegnato al candidato dalla Commissione esaminatrice.

La partecipazione all’esame comporta il pagamento di una tassa di € 300.

 

2 – Essere iscritto all’albo da almeno 8 anni ed aver frequentato con lodevole profitto la Scuola Superiore dell’Avvocatura, istituita presso il Consiglio Nazionale Forense, ed avere superato positivamente l’esame di verifica finale.

L’accesso alla scuola Superiore dell’Avvocatura è possibile solo dimostrando l’effettivo esercizio della professione [2] e cioè possedendo – alternativamente tra loro – i seguenti requisiti:

– avere patrocinato, negli ultimi quattro anni, almeno dieci giudizi dinanzi ad una Corte di Appello civile;

– avere patrocinato, negli ultimi quattro anni, almeno venti giudizi dinanzi ad una Corte di Appello penale;

– avere patrocinato, negli ultimi quattro anni, almeno venti giudizi dinanzi alle giurisdizioni amministrative, tributarie e contabili.

Inoltre è necessario superare un esame di ammissione consistente in un test a risposta multipla composto – a seguito delle recentissime modifiche introdotte in materia e vigenti dal 29 dicembre 2015 [3] – di 36 domande: 12 in materia di diritto processuale civile, penale ed amministrativo e 24 in una materia a scelta del candidato.

Sempre a decorrere dal 29 dicembre 2015, la formazione potrà avvenire anche a distanza e la prova finale, in precedenza consistente in un colloquio orale, sarà sostituita da un esame scritto, ossia la redazione di un ricorso per cassazione, in ambito civile o penale, oppure un atto di appello al Consiglio di Stato.

È evidente che in entrambi i casi l’iter è particolarmente complesso, la preparazione tecnica e la continuità professionale devono essere rigorosamente dimostrate.

Ciò probabilmente scoraggerà molti professionisti, che si vedranno costretti – nonostante la fiducia in essi riposta dal cliente – ad appoggiarsi ad altri colleghi per lo svolgimento del giudizio di cassazione.

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Autore immagine: 123rf com


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4 Commenti

  1. Sarà più semplice ricevere un miracolo che ottenere l’abilitazione al patrocinio innanzi alle Magistrature Superiori. Hanno inventato un modo per non far immettere nel sistema nuovi cassazionisti. Gli avvocati che avranno necessità saranno costretti ad appoggiarsi ai vecchi cassazionisti rimettendoci parte del guadagno. Stanno percorrendo tutte le strade per raggiungere il medesimo obiettivo: far fuori i ‘giovani’ perché la fetta che spetta non gli consente lo stesso tenore di vita di prima.

  2. Sono molto d’accordo ora che nel passato, poiché trattasi di lavoro molto delicato che richiede una ottima preparazione in merito.Perdere l’ultima speranza tanto attesa da noi comuni mortali per ignoranza di un avvocato già ignorante che svolge un ruolo di cui non ne è all’altezza ( magari solo perché risultava iscritto all’albo da 12 ann) non mi sarebbe stato bene.

    1. non mi sarebbe stato bene trovati almeno un avv giovane, perchè i vecchi sono cassazionisti di diritto.
      Complimenti lei è pro merito vedo ahahhaaha

    2. E tutti i colleghi diventati cassazionisti solo per aver maturato l’anzianità e che sono in circolazione e che possono creare danni, dove li mettiamo?
      E’ la più stupida e ingiusta regola mai istituita in un paese civile. Non ultima la modifica che inibisce all’imputato di interporre ricorso alla Suprema Corte personalmente.

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