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Responsabilità medica: le linee-guida dettate dagli ospedali

20 dicembre 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 20 dicembre 2015



Responsabilità medica e dell’ente ospedaliero, decreto Balduzzi e onere della prova, irrilevanza delle linee guida dell’ospedale.

I principi fondamentali che regolano l’esercizio della professione medica richiamano, da un lato, il diritto fondamentale dell’ammalato di essere curato e anche rispettato come persona, dall’altro, i principi dell’autonomia e della responsabilità del medico, che di quel diritto si pone quale garante, nelle sue scelte professionali.

Il richiamo al rispetto di quel diritto e di quei principi è assoluto sotto tutti i punti di vista, avendo, peraltro, il primo, rilievo costituzionale ed essendo stato ripetutamente oggetto di interventi del giudice delle leggi che ne hanno ribadito il significato e il valore.

Nel praticare la professione medica, dunque, il medico deve perseguire un unico fine, la cura del malato, utilizzando i presidi diagnostici e terapeutici di cui dispone la scienza medica, senza farsi condizionare da esigenze di diversa natura, da disposizioni, considerazioni, valutazioni, direttive che non siano pertinenti rispetto ai compiti a lui affidati dalla legge e alle conseguenti relative responsabilità.
Ciò comporta, ad esempio, che il rispetto di eventuali indicazioni o linee-guida dettate dalla struttura ospedaliera per garantire l’economicità della gestione non possono costituire un parametro di riferimento per lo svolgimento dell’attività medica, poiché l’unico parametro che il medico deve seguire è il diritto del malato di ottenere le prestazioni mediche più appropriate.

D’altra parte, lo stesso sistema sanitario, nella sua complessiva organizzazione, è chiamato a garantire il rispetto dei richiamati principi, per cui a nessuno è consentito anteporre la logica economica alla logica della tutela della salute, né di diramare direttive che, nel rispetto della prima, pongano in secondo piano le esigenze dell’ammalato.

Il medico, pertanto, che risponde anche a un preciso codice deontologico, che ha in maniera più diretta e personale il dovere di anteporre la salute del malato a qualsiasi altra diversa esigenza e che si pone, rispetto a questo, in una chiara posizione di garanzia, non è tenuto al rispetto di quelle direttive laddove siano in contrasto con le esigenze di cura del paziente, e non può andare esente da colpa laddove se ne lasci condizionare rinunciando al proprio compito e degradando la propria professionalità e la propria missione a livello ragionieristico.

Se le linee-guida dovessero rispondere solo a logiche mercantili, il rispetto delle stesse a scapito dell’ammalato non può costituire per il medico una sorta di salvacondotto, capace di metterlo al riparo da qualsiasi responsabilità, penale e civile, o anche solo morale, poiché sul rispetto di quelle logiche non può innestarsi un comportamento virtuoso del medico che, secondo scienza e coscienza, assuma le decisioni più opportune a tutela della salute del paziente.

Responsabilita-del-Medico

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