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La responsabilità dell’ente ospedaliero

20 dicembre 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 20 dicembre 2015



Responsabilità medica e dell’ospedale, decreto Balduzzi e onere della prova.

Individuare la natura (contrattuale o extracontrattuale) della responsabilità dell’ente ospedaliero riveste particolare importanza in quanto i due tipi di responsabilità presentano rilevanti differenze:

—                         in caso di responsabilità contrattuale, che presuppone l’esistenza di un rapporto giuridico tra il responsabile e colui che ha subito il danno (debitore-creditore), il creditore (ad esempio, il paziente) può limitarsi a dimostrare il proprio diritto a ottenere la prestazione e il mancato adempimento da parte del debitore, mentre quest’ultimo dovrà dimostrare che tale inadempimento è stato dovuto a una causa a lui non imputabile. Invece, nella responsabilità extracontrattuale, ossia dovuta alla violazione del principio del neminem laedere (= non nuocere agli altri), il creditore dovrà dimostrare che la condotta del debitore gli ha causato un danno e che tale condotta è dolosa o colposa, salvi i casi di responsabilità oggettiva;

—                         l’azione per far valere la responsabilità contrattuale si prescrive in dieci anni, mentre quella per far valere la responsabilità extracontrattuale si prescrive in cinque anni.

Come già evidenziato, in giurisprudenza è pacifico che la responsabilità dell’ente ospedaliero (o della Asl) nei confronti dei pazienti ricoverati abbia natura contrattuale, poiché l’accettazione del paziente in ospedale, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto.

È irrilevante stabilire se questa responsabilità sia conseguenza dell’applicazione dell’art. 1228 c.c. — secondo cui, «salva diversa volontà delle parti, il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si vale dell’opera di terzi, risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro» — o del principio di immedesimazione organica, per cui l’operato del personale dipendente di un ente pubblico inserito nell’organizzazione del servizio comporta la responsabilità diretta dell’ente medesimo, essendo attribuibile all’ente stesso l’attività del suo personale. Ciò che conta è che l’ente ospedaliero risponde direttamente della negligenza e dell’imperizia dei propri dipendenti nell’ambito delle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti del paziente. Ne consegue che, in relazione all’attività sanitaria posta in essere dal medico, l’ente ospedaliero (o la Asl) è contrattualmente responsabile se il medico è almeno in colpa.

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