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Concorsi: il voto di laurea non può essere un limite d’accesso

21 Dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Dicembre 2015



Dopo il concorso alla Banca d’Italia è Illegittimo limitare l’accesso ai candidati alle selezioni pubbliche sulla base del voto di laurea.

Arrivano, con l’accoglimento di un’istanza cautelare sul concorso della Banca d’Italia, le prime conferme alle previsioni della Legge delega sulle Semplificazioni Amministrative [1].

In particolare il Tar del Lazio, con un decreto presidenziale appena emanato [2], ha accolto un’istanza cautelare, con la quale si richiedeva la partecipazione al concorso indetto dalla Banca d’Italia anche per i candidati aventi una votazione di laurea inferiore a 105/110.

La selezione di Bankitalia, difatti, finalizzata all’assunzione di 65 coadiutori, è attualmente riservata soltanto ai laureati aventi riportato una votazione di laurea minima pari a 105/110.

Concorsi e voto di laurea

La predetta disposizione, oltre a porre una notevole discriminante nei confronti dei partecipanti al concorso, limitando il numero dei concorrenti in modo marcato, risulta in palese opposizione alla recente previsione della Legge sulle Semplificazioni della P.A., la quale elimina la votazione di laurea dai requisiti di accesso alle selezioni indette dalla Pubblica Amministrazione.

La finalità della normativa, difatti, è quella di adottare criteri di valutazione il più possibile uniformi, nelle procedure di reclutamento pubblico: per soddisfare tale scopo, è stata disposta non solo la soppressione del voto di laurea quale criterio di accesso ai concorsi pubblici, ma una maggiore valorizzazione delle competenze ed esperienze professionali (specie per quanto concerne la presenza di precedenti rapporti con la P.A.), oltrechè formative (ad esempio, un’importanza particolare è data ai dottorati di ricerca); inoltre, nella valutazione, si dovrà avere particolare riguardo alle competenze teorico-pratiche del candidato, alla capacità di problem-solving, ed alle conoscenze linguistiche (in particolar modo della lingua inglese).

 

Il decreto del Tar

Seguendo le finalità previste dalle nuove disposizioni, in materia di accesso alle selezioni della P.A., il Presidente del Tar Lazio ha deciso di ammettere al concorso di Bankitalia i ricorrenti non ammissibili, in teoria, a causa del possesso di un voto di laurea inferiore a 105/110. L’istanza in merito, difatti, è risultata pienamente accoglibile in forza dell’esistenza di sufficienti presupposti di un esito positivo, nonché del pericolo che il mancato accoglimento possa causare un danno.

L’effetto del provvedimento

Anche se, per ora, non stiamo parlando di una decisione immutabile, ma soltanto provvisoria, è comunque probabile l’accoglimento definitivo dell’istanza. La pronuncia ha un effetto, comunque, molto importante, sia per chi volesse richiedere comunque l’ammissione, che ha la possibilità di aderire al ricorso (gli effetti della pronuncia non sono generali, ma solo nei confronti di chi ha effettuato l’istanza), sia riguardo alle future selezioni pubbliche, che dovranno comunque tener conto del mancato rigetto dell’istanza cautelare (ancor più laddove l’accoglimento diventi definitivo), nonché, ovviamente, delle previsioni normative, che non possono essere disattese.

note

[1] Art. 17, Co. d, L. 124/2015.

[2] Tar Lazio, decr. 5673/2015.


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