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PAS: condanna per la madre che allontana i bambini dal padre

22 dicembre 2015


PAS: condanna per la madre che allontana i bambini dal padre

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 dicembre 2015



Separazione: l’alienazione parentale, riconosciuta da una perizia e confermata anche in secondo grado, determina la perdita dell’affidamento condiviso dei figli.

Perde l’affidamento condiviso la madre che allontana i figli dal padre, sgretolandone ai loro occhi la figura e facendo in modo che gli stessi arrivino finanche a disprezzarlo, sino a non riconoscerne l’autorevolezza e il rapporto genitoriale. In questi casi, la sanzione è proprio quella dell’affidamento esclusivo della prole a favore del padre.

Con una sentenza di pochi giorni fa, la Corte di Appello di Catanzaro [1] ha confermato quanto già dichiarato in primo grado dal Tribunale di Cosenza (leggi “Alienazione genitoriale se la madre denigra il padre al figlio”): è chiara l’alienazione parentale quando il comportamento dei bambini, che rifiutano di vedere il padre, è solo il frutto del condizionamento causato dal comportamento di un adulto, nella fattispecie quello della madre.

Il consulente tecnico, nominato dal giudice di primo grado, aveva rilevato una gestione materna improntata a plateale insofferenza nei confronti del padre e tesa a logorare la figura di quest’ultimo. Il consulente ha riferito un episodio emblematico: alla fine incontro il padre si era soffermato fuori dalla porta con l’evidente scopo di cercare un contatto con i figli, ma la madre si era precipitata verso l’uscio per chiuderlo in faccia all’uomo ed evitare qualsiasi contatto tra questi e i minori. Atteggiamento questo che non lascia spazio – secondo la Corte di Appello – a interpretazione diversa rispetto alla ferma volontà della donna di frapporre ostacoli fra l’uomo e i figli.

La situazione di disagio e di angoscia, prima riscontrata dei servizi sociali, è apparsa chiara al consulente tecnico d’ufficio. Uno dei bambini ha rivelato al c.t.u. che il padre “un pochino pochino pochino” gli mancava. E dicendo ciò si scherniva, abbassando lo sguardo abbozzando un sorriso.

Il primo grado

Nel corso del procedimento innanzi al tribunale di Cosenza veniva disposta alla consulenza psicologica sui minori, all’esito della quale il c.t.u., riscontrando un disturbo relazionale di alienazione parentale, concludeva affermando che la madre avrebbe operato sui figli un condizionamento psicologico teso a distruggere la figura paterna.

Tale consulenza veniva ritenuta, anche in appello, esente da qualsiasi giudizio. Pertanto la Corte calabrese di secondo grado ha confermato la revoca dell’affidamento condiviso dei figli proprio a causa del comportamento doloso della madre, disponendo l’affidamento esclusivo in favore del padre.

La corte di appello sottolinea poi che ciò che rileva non è tanto il riconoscimento meno della PAS sotto il profilo medico-scientifico, ma piuttosto il concreto atteggiarsi rapporti genitori-figli. La pressione manifestata dai due bambini nei confronti del padre, per le ragioni appena indicate, è correlata all’atteggiamento della madre che, nel separarsi e intraprendere una nuova relazione sentimentale, non si era preoccupata di mantenere e intensificare i rapporti tra padre e figli, finendo questi ultimi con il mettere in discussione l’autorità del papà.

note

[1] C. App. Catanzaro, sent. del 18.12.2015.

Autore immagine: 123rf com


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