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I contributi figurativi

22 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 dicembre 2015



Contributi figurativi: maternità, malattia, infortunio, disoccupazione, mobilità, cassa integrazione, congedo parentale, Legge 104, permessi retribuiti.

Determinati periodi in cui l’attività lavorativa è sospesa, ridotta o interrotta, poiché sono reputati meritevoli di tutela previdenziale, danno luogo all’accredito dei contributi figurativi: in pratica, si tratta di contribuzione direttamente accreditata dall’Inps o dall’Ente previdenziale competente, senza alcun onere a carico del lavoratore.

I contributi figurativi, sono, generalmente, utili sia ai fini del diritto che della misura della pensione, e vengono collocati nel periodo in cui si è verificato l’evento tutelato.

Contributi figurativi: accredito su richiesta o d’ufficio

L’accredito della contribuzione figurativa può essere, a seconda dei casi, automatico o dietro istanza. Vediamo le ipotesi, riassunte di seguito:

Accredito dei contributi dietro apposita istanza:

– servizio militare;

– maternità obbligatoria e congedo parentale;

– malattia e infortunio;

– donazione di sangue e di midollo osse;

– aspettativa per funzioni pubbliche elettive e cariche sindacali;

– assistenza ai disabili (Legge 104);

Accredito d’ufficio dei contributi:

– cassa integrazione;

– disoccupazione;

– mobilità;

– lavori socialmente utili;

– contratti di solidarietà;

– assistenza antitubercolare;

– invalidità e inabilità indennizzate con successivo recupero della capacità lavorativa.

Contributi figurativi: periodo massimo accreditabile

Normalmente, non esiste un periodo massimo per l’accredito dei contributi figurativi. Tale contribuzione, però, nei periodi antecedenti al 1993, non può coprire più di 5 anni complessivi (260 settimane), per la pensione di anzianità.

Contributi figurativi: calcolo della retribuzione

La retribuzione figurativa, quella, cioè, sulla cui base sono calcolati i contributi figurativi, si computa sulla media delle retribuzioni settimanali effettive percepite nell’anno in cui si collocano i periodi tutelati.

Sono escluse le settimane con retribuzione ridotta per il verificarsi di un evento tutelato o di integrazioni salariali.

Per i periodi dal 2005 in poi, la retribuzione settimanale figurativa per gli eventi verificatisi durante il rapporto di lavoro è pari alla normale retribuzione spettante al lavoratore.

Contributi figurativi a copertura

I contributi figurativi sono detti “a copertura” quando coprono un periodo completamente non contribuito.

Per quantificare la retribuzione figurativa si dovrà:
– calcolare la differenza fra l’ammontare delle retribuzioni correnti dell’anno e quelle ridotte;
– calcolare la differenza tra le settimane retribuite nell’anno e quelle con retribuzione ridotta;
dividere la prima differenza per la seconda: in questo modo, si otterrà la retribuzione figurativa.

Contributi figurativi ad integrazione

Se il periodo tutelato non è totalmente scoperto da contribuzione, l’accredito è detto “ad integrazione“. La retribuzione figurativa, in questo caso, si calcolerà dalla differenza tra la media settimanale delle retribuzioni intere e la media settimanale delle retribuzioni ridotte.
Dalle retribuzioni correnti sono escluse le mensilità aggiuntive (tredicesima, quattordicesima), le gratifiche, gli importi dovuti per ferie e festività non godute, gli arretrati ed i conguagli dovuti per legge e per contratto.

Contributi figurativi per genitorialità

L’ammontare della contribuzione figurativa avviene con modalità particolari nei casi di:
congedo parentale non indennizzato;
riposi giornalieri per allattamento;
– assenze per malattia del bambino non indennizzate.

In questi casi, la retribuzione settimanale accreditata è pari a 1/52 del doppio dell’assegno sociale annuo.

I contributi possono essere comunque integrati col riscatto o col versamento di contribuzione volontaria.

 

Contributi figurativi: efficacia

Normalmente i contributi figurativi sono utili sia per il diritto sia per la misura della pensione.
In determinati casi, però, tale contribuzione è utile solo ai fini della misura del trattamento. Vediamo, nella tabella, specificata l’efficacia della singola tipologia di contributi figurativi:

Evento Tutelato Efficacia per la pensione
Utili al Diritto Utili alla Misura
Servizio militare
Malattia/infortunio NO
Maternità e congedi parentali
Persecuzione
Licenziamento politico
Funzioni pubbliche
Tubercolosi
Disoccupazione ordinaria NO
Cassa integrazione
Contratti di solidarietà
Mobilità

Malattia, infortunio e disoccupazione ordinaria non sono utili al diritto per quanto concerne le pensioni di anzianità, in concorrenza con l’età anagrafica.

Contributi figurativi per Invalidità

I soggetti ai quali è stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74% hanno diritto a ricevere il beneficio di due mesi di contributi figurativi l’anno, utile ai soli fini del diritto alla pensione, entro un tetto massimo di cinque anni.

La maggiorazione convenzionale non è rilevante per quantificare la pensione contributiva , compresa la sola quota contributiva per il calcolo misto.

Contributi figurativi per vittime del terrorismo e di stragi

Le vittime di eventi terroristici, che a causa di ciò abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa, a prescindere dalla percentuale, hanno diritto a 10 anni di contributi figurativi, ai fini del diritto che della misura della pensione.
La maggiorazione è estesa al coniuge e ai figli, anche maggiorenni, della vittima, o, in loro mancanza, ai genitori, anche se già beneficiari di pensione.

Contributi figurativi per Servizio Militare

Tutti i periodi di servizio militare, a prescindere dalla durata, anche non di leva, sono accreditati figurativamente. Lo stesso vale per i periodi di servizio civile sino al 2005, poiché, dopo tale data, il servizio civile è risultato esclusivamente volontario: i periodi di servizio civile dal 2006 in poi possono comunque essere riscattati.

I periodi di servizio militare sono utili sia al diritto che alla misura della pensione, e l’accredito può essere richiesto senza limiti di tempo: è sufficiente possedere il versamento di almeno un contributo obbligatorio.

 Contributi figurativi per  Maternità

I periodi di astensione obbligatoria e facoltativa per maternità, nonché le assenze per malattia del bambino sono accreditati figurativamente, dietro domanda degli interessati, non soggetta a termini di decadenza.

Il periodo di astensione obbligatoria è interamente riconosciuto anche se il rapporto di lavoro termina durante tale congedo. In particolare, nel periodo di astensione obbligatoria sono computati:

– i due mesi (o un mese, con l’elasticità)che precedono la data presunta del parto, e l’eventuale periodo tra la data presunta e quella effettiva, se successiva;

– i tre mesi (o quattro, con l’elasticità) successivi alla data del parto;
– gli eventuali periodi di astensione obbligatoria anticipata o posteriore autorizzati.

Per i periodi di maternità esterni al rapporto di lavoro, possono comunque essere accreditati i contributi figurativi, se la lavoratrice possiede almeno 5 anni di contributi effettivi da lavoro dipendente; il beneficio è valido solo per le lavoratrici in attività al 27 aprile 2001.

 

Contributi figurativi per congedo parentale e assenze per malattia del bambino
I periodi di congedo parentale e di assenza per malattia del bambino sono coperti da contribuzione figurativa:
– per intero, se le assenze sono collocate entro i tre anni di vita del bambino (entro i sei anni, dopo il Jobs Act);
– in misura ridotta, se le assenze sono collocate  entro gli otto anni di età del bambino (entro i dodici anni, dopo il Jobs Act).

Contributi figurativi per riposi orari per allattamento

I riposi orari per allattamento sono parzialmente coperti in misura ridotta: le assenze su base settimanale sono quantificate dividendo le ore fruite dal lavoratore nell’anno solare per il numero delle ore settimanali da contratto.

Contributi figurativi per educazione e assistenza ai figli

Per chi si avvale dell’opzione contributiva, e per i lavoratori che otterranno la pensione esclusivamente con il sistema contributivo (assicurate post 1996), sono riconosciuti, dietro domanda, i seguenti contributi figurativi:
– fino a 170 giorni per l’educazione e l’assistenza di ciascun figlio in età compresa entro i sei anni;
– sino a 25 giorni l’anno, per un massimo di 24 mesi nella vita lavorativa, per assistere i figli conviventi di età superiore ai sei anni.

La retribuzione figurativa da accreditare  è pari a quella percepita in costanza di servizio.

Contributi figurativi per Malattia e infortunio

Per quanto concerne gli eventi di malattia e infortunio, sono accreditabili se il lavoratore possiede almeno un contributo obbligatorio, e, per la malattia, se la durata dell’evento è superiore a 7 giorni consecutivi.
Il limite massimo accreditabile nella vita lavorativa è di 22 mesi , esclusi gli inabili per infortunio sul lavoro.

La domanda di accredito non è soggetta a termini di decadenza.

Contributi figurativi per donazione di sangue

Anche le giornate di assenza per donazione di sangue e di midollo osseo sono coperte da contributi figurativi, ad esclusiva integrazione della contribuzione obbligatoria, poiché collocati in settimane già coperte da contribuzione obbligatoria.

 Contributi figurativi per aspettativa per cariche pubbliche o sindacali

Il regime della contribuzione figurativa accreditata per cariche sindacali e pubbliche elettive è molto particolare, e merita una trattazione a parte: si veda, a tal proposito Pensioni dei sindacalisti, come mai sono più alte?

 

Contributi figurativi per assistenza ai disabili

L’accredito figurativo, secondo la Legge 104 ed il Testo Unico Maternità e Paternità, è domandabile nei seguenti casi di assistenza a figli o familiari disabili:

– prolungamento del congedo parentale (accredito ordinario);
– permessi giornalieri retribuiti concessi per l’assistenza del minore di 3 anni, in alternativa al prolungamento del congedo parentale (accredito ridotto);
permessi retribuiti per assistenza ai familiari, Legge 104 (accredito ordinario);
congedo straordinario retribuito (accredito ridotto).

Contributi figurativi per cassa integrazione

La copertura figurativa, per i periodi di Cig e Cigs, sono utili ai fini del diritto e della misura della pensione, compresa quella anticipata.
L’importo da riconoscere è pari alla retribuzione lorda utilizzata per determinare il trattamento di cassa integrazione, se a zero ore, oppure alla differenza fra la retribuzione lorda e la retribuzione ridotta, per le altre tipologie di cassa integrazione. I periodi sono accreditati d’ufficio.

Contributi figurativi per disoccupazione e mobilità

I contributi figurativi, in caso di disoccupazione (ora Naspi) o di trattamenti di mobilità, coprono tutto il periodo di durata dell’indennità, e sono utili per il diritto e per la misura delle pensioni, eccettuata la vecchia pensione di anzianità. I periodi sono accreditati d’ufficio.

 Contributi figurativi per  contratti di solidarietà

Qualora l’azienda stipuli dei contratti di solidarietà difensivi , la contribuzione figurativa copre tutto il periodo di durata del contratto, sia per il diritto che per la misura di tutte le prestazioni erogate dall’INPS.
Il valore retributivo è calcolato, come per la cassa integrazione, sulla retribuzione persa a seguito della riduzione oraria.

 Contributi figurativi per  prestazioni di invalidità

Qualora un lavoratore inabile, che già fruisca della pensione d’inabilità, la perda a causa del recupero della capacità lavorativa, ha diritto all’accredito d’ufficio dei contributi figurativi, per tutto il periodo di durata della pensione: la contribuzione sarà utile sia al diritto che alla misura della pensione.

Il periodo durante il quale è percepito l’assegno di invalidità, non coperto da contribuzione obbligatoria da lavoro, è utile a raggiungere i requisiti previsti per i seguenti trattamenti:

pensione ai superstiti del titolare dell’assegno;
pensione di vecchiaia (nella quale si trasforma l’assegno d’invalidità);
– ripristino dell’assegno di invalidità revocato o non confermato .

note

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Vorrei sapere se, avendo avuto riconosciuto il 75% di invalidità a partire da ottobre 2017, rividibile a ottobre 2019, e avendo io cominciato a lavorare ottobre 1997, tre mesi l’INPS non me li riconosce, anche se sono segnati nel libretto di lavoro, fino a giugno 1998, poi due mesi sempre 1998 e 15 giorni sempre in quell’anno, mi posso ritenere lavoratrice precoce? Sono del 16/12/1959. I lavori che ho fatto sono nella categoria usuranti, in quando lavorato in Fiat in catena di montaggio, in altra ditta alle presse sempre in catena di montaggio e ancora x sei mesi in una ditta dove facevo anche il turno di notte. In tutto ho 17 anni e tre mesi di contributi. C’è qualche formula che mi permetta di andare in pensione???? Inoltre ancora una domanda, ho due figli che sono affetti da distrofia muscolare di Beker asintomatica, hanno il 46% di invalidità. Ora, che x legge le ditte si devono mettere a posto con i disabili, stanno facendo molti colloqui ma, al momento della visita medica, nessun medico si prende la responsabilità di dichiararli idonei,, cosa dovremo fare x riuscire a trovare un lavoro? Sono iscritti al collocamento mirato ma, lo stato obbliga i privati ma, loro? I lavori amministrativi li possono fare ma, ai privati serve mano d’opera, non amministrativi! Quando riusciranno a lavorare? Uno ha 31 anni e l’altro 27! Anticipatamente ringrazio. Buona giornata!!!

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