Unico 2016, tutte le novità

23 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 dicembre 2015



Già disponibili i fascicoli della dichiarazione dei redditi- Unico 2016: vediamo insieme che cosa è cambiato.

 

L’Agenzia delle Entrate, quest’anno, non ha perso tempo, ed ha già pubblicato, appena dopo l’uscita del Modello 730/2016, anche il Modello Unico 2016. Il Modello Unico, come sempre, potrà essere presentato tramite intermediario abilitato (commercialisti, consulenti del lavoro, Caf), oppure direttamente dal contribuente tramite web, se abilitato ai servizi FisconlineEntratel.

Vediamo che cosa è cambiato nella dichiarazione relativa ai redditi percepiti nel 2015, quadro per quadro.

Dichiarazione integrativa

La prima modifica è presente nel frontespizio del fascicolo 1, ed è relativa alla casella “Dichiarazione integrativa”, nella quale si dovrà scegliere tra due codici:

– codice 1, per indicare la presentazione di una dichiarazione correttiva dell’originaria;

– codice 2, nel caso in cui si voglia rettificare la precedente dichiarazione in base alle comunicazioni inviate dall’Agenzia delle Entrate (una sorta di regolarizzazione spontanea).

Comunicazioni all’intermediario

Il contribuente può scegliere di compilare la casella “Invio altre comunicazioni telematiche all’intermediario” , nella sezione “Firma della dichiarazione”, per autorizzare la trasmissione di comunicazioni relative sia alle anomalie dei dati dichiarati, che agli studi di settore, direttamente al proprio intermediario.

Bonus Irpef

Il Bonus Irpef (consistente nei “ famosi “ 80 Euro al mese)spetta, per l’anno 2015, a chi abbia un reddito sino a 26.000 Euro. Per determinare la soglia di reddito, sarà però necessario aggiungere la quota di reddito esente spettante ai ricercatori e lavoratori rientrati in Italia (rientro dei “cervelli”), e sottrarre gli importi erogati al dipendente a titolo di QuIr (il cosiddetto Tfr in busta paga).

Quadro RC

Spariscono dal Quadro Rc (redditi da lavoro dipendente e assimilati) i campi in cui dovevano essere inseriti i dati dell’imposta sostitutiva sulla produttività: la detassazione, difatti, non è stata prorogata nel 2015 (ma è stata rinnovata e ampliata per il 2016).

School Bonus

All’interno del quadro CR (relativo ai crediti d’imposta)sono stati inseriti i campi relativi allo “school bonus”: si tratta di un’agevolazione fiscale, riconoscibile alle persone fisiche ed agli enti non commerciali, che effettuano donazioni alle scuole per realizzare nuove strutture, o mantenere e migliorare le strutture esistenti; il beneficio consiste in un credito d’imposta del 65% dell’erogazione liberale.

Negoziazione e arbitrato

Sempre all’interno del quadro CR sono stati inseriti i campi relativi a un altro nuovo credito d’imposta, il cosiddetto bonus per negoziazione e arbitrato: l’agevolazione sarà riconosciuta a chi ha pagato un arbitro o un avvocato nell’ambito di procedimenti di negoziazione assistita o di arbitrato.

Il credito d’imposta è proporzionato al compenso pagato, sino ad un massimo di 250 Euro, ed è riconosciuto solo in caso di successo della negoziazione o di conclusione dell’arbitrato con lodo.

Regime Forfettario

Inaugurata una nuova sezione del quadro LM, notoriamente dedicato ai Contribuenti Minimi, che accoglierà i redditi di chi nel 2015 si è avvalso del nuovo Regime Forfettario: si tratta di un regime che prevede una tassazione sostitutiva del 15%. Per approfondimenti in merito, si veda: Regime Forfettario 2016, tutte le Faq.

Imprese estere

All’interno del quadro RT, sono stati introdotti dei nuovi campi, per inserire le plusvalenze delle società residenti negli Stati a fiscalità privilegiata [1].

All’interno del Quadro FC, invece, è stata eliminata la sezione sulla determinazione del reddito delle imprese estere collegate, residenti o localizzate in Stati a fiscalità privilegiata.

Patent Box

I quadri RF ed RG sono stati implementati dei campi relativi al “patent box”: tale istituto consiste nella detassazione dei redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, brevetti e marchi, mediante una quota di reddito esente o detassato, pari al 30%.

note

[1] Art. 3, Dlgs. 147/2015.

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