Isee, al via i controlli dell’Inps su oltre 350000 dichiarazioni

23 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 dicembre 2015



Con un recente messaggio, l’Inps ha reso noto l’avvio di oltre 350000 controlli a campione, su oltre il 3% delle dichiarazioni Isee presentate nel 2014.

Tempi duri per i furbetti dell’Isee: la dichiarazione sostitutiva unica (DSU), dalla quale deriva l’Isee, cioè l’indicatore della situazione economica del nucleo familiare, ormai non si presta più a manipolazioni di ogni tipo, ma è rigidamente controllato in ogni suo aspetto, grazie all’incrocio di molteplici banche dati.

Isee: i controlli

Due sono i tipi di controlli a cui tale dichiarazione è sottoposta: il primo è un controllo preventivo, da parte dell’Inps, che prima di rilasciare l’Isee e gli altri indicatori economici segnala eventuali anomalie e difformità dei dati dichiarati; tale controllo esiste solo dal 2015. Il secondo controllo avviene a posteriori, a campione, periodicamente, ed è quello che l’Inps ha appena annunciato: secondo un recentissimo messaggio dell’Istituto [1], difatti, è stato dato il via a dei massicci controlli a campione, che interesseranno il 3% delle dichiarazioni presentate nel 2014.

Tali controlli verificheranno, dunque, l’esattezza di oltre 350.000 dichiarazioni sostitutive uniche (Dsu), trasmesse dai Caf nel corso del 2014 (inerenti, pertanto, a redditi percepiti nel 2012 e nel 2013); gli accertamenti appaiono tempestivi poiché l’Inps, nell’ambito di una lotta all’evasione senza esclusione di colpi, sta accelerando le tempistiche in misura sempre maggiore. Sono da poco stati conclusi, difatti, i controlli Isee su un pari numero di posizioni, per le annualità precedenti, avviati di recente.

Isee: come funzionano i controlli

I controlli “a posteriori” dell’Inps hanno una durata massima di non oltre 135 giorni, e sono articolati in più fasi:

– nella prima fase, l’Istituto invia una Pec a tutti i Caf che hanno trasmesso le dichiarazioni Isee da verificare, con cui informa della messa a disposizione dei dati precedentemente inviati;

– nella seconda fase, le dichiarazioni Isee sono sottoposte all’accertamento automatico: qualora, dopo questo primo screening, delle dichiarazioni appaiano come irregolari,  i Caf avranno 90 giorni di tempo, a partire dalla data di ricezione della comunicazione di avvio del procedimento di controllo (in questo caso il termine sarà il 30 aprile 2016), per presentare le proprie controdeduzioni; le irregolarità che possono essere rilevate in questa fase consistono solo nel ritardo dell’inoltro della dichiarazione all’Inps, nella presenza di oltre 3 DSU presentate nello stesso anno, o nell’inesistenza o nel decesso del dichiarante;

– inoltrate le controdeduzioni all’Inps, l’Istituto dovrà, entro 30 giorni, valutarle, assieme all’eventuale documentazione allegata, e decidere se contrassegnare le dichiarazioni come regolari, o meno;

– la seconda fase di screening consiste, invece, in un accertamento manuale: in questo caso, i Caf dovranno, nel termine di 30 giorni dalla ricezione della comunicazione di avvio della verifica, mettere a disposizione una copia della dichiarazione, cartacea o informatica, assieme al documento d’identità del dichiarante;

– ricevuta la dichiarazione, o scaduto il termine per la presentazione della stessa, entro 30 giorni l’Inps effettuerà il controllo manuale.  I Caf potranno verificare in tempo reale gli esiti dei controlli, ed inoltrare controdeduzioni scritte, nonché allegare documenti, non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine per l’acquisizione: l’Istituto avrà, allora, 30 giorni di tempo per valutare le osservazioni dei Caf e riesaminare la situazione.

Isee: gli onesti pagano sempre

Quella delle verifiche a posteriori è solo l’ultima fase di una dichiarazione la cui presentazione sta diventando sempre più complessa, vista la mole dei dati da inserire e la presenza dei controlli preventivi da effettuare: nella pratica, è diventato più semplice presentare una “normale” dichiarazione dei redditi.

La complessità e le tempistiche per il rilascio dell’Isee costituiscono un problema non solo per i Caf, ma soprattutto per i cittadini: sono sempre di meno, difatti, gli sportelli Caf presso i quali può essere presentata la dichiarazione Isee. I rimborsi da parte dello Stato, difatti, sono sempre più esigui, a fronte di un lavoro sempre più lungo ed impegnativo, e soprattutto comportante responsabilità non indifferenti. Se poi pensiamo che i rimborsi arrivano ai Caf “centrali”, che spesso e volentieri liquidano agli sportelli solo le briciole, o addirittura niente (molti impongono un numero minimo di dichiarazioni presentate, per riconoscere un compenso), appare chiaro che i professionisti preferiscano non lavorare “gratis et amore dei”.

Il cittadino, così, è costretto a recarsi presso uno di quei pochi Caf ancora disponibili per l’invio degli Isee ed a subire file, o attese, interminabili, oppure a pagare per una prestazione che dovrebbe essergli resa gratuitamente.

Vero è che queste procedure servono a stanare i furbetti, ma non è nemmeno giusto che, per colpa dei soliti disonesti, debbano pagare gli onesti, magari rinunciando a prestazioni che sarebbero loro legittimamente spettate.

note

[1] Inps, Mess. 7178/2015.

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2 Commenti

  1. Mi risulta che la Dsu debba essere totalmente gratuita al cittadino e che i CAF non debbano richiedere pertanto nessun corrispettivo, anche se a loro costa tempo, carta e ….tanta pazienza.

  2. Si, infatti è così, la Dsu deve essere resa dai Caf gratuitamente…Solo che sono sempre di meno gli sportelli che offrono questo servizio. Così, accade che il cittadino si affidi a professionisti, che inviano l’Isee utilizzando le sue credenziali Inps (in pratica, come se fosse il cittadino a inviare la Dsu direttamente), ma che fanno pagare per questa pratica.

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