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Licenziamento disciplinare per condotta illecita fuori dal lavoro

24 dicembre 2015


Licenziamento disciplinare per condotta illecita fuori dal lavoro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 dicembre 2015



Lavoro subordinato e licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo dovuto a condotte extralavorative come la detenzione di sostanze stupefacenti e condotte riprovevoli.

Sbaglia chi ritiene che il licenziamento disciplinare (ossia “per giusta causa”, nei casi più gravi, che avviene senza preavviso, oppure “per giustificato motivo soggettivo” nei casi meno gravi, con il preavviso) consegua solo a condotte poste in essere dal dipendente sul luogo di lavoro. Il rapporto di fiducia con il datore di lavoro si può spezzare anche fuori dall’ambiente lavorativo per azioni poste dal dipendente in altri contesti, durante la vita privata. Tutte le condotte che possano, insomma, arrecare danno all’azienda e alla credibilità del datore sono validamente utilizzabili come giustificazione a fondamento del licenziamento. È quanto chiarito a più riprese dalla Cassazione in una serie di sentenze che riportiamo qui di seguito.

La detenzione, in ambito extralavorativo, di un significativo quantitativo di sostanze stupefacenti a fine di spaccio è idonea ad integrare la giusta causa di licenziamento, poiché il lavoratore è tenuto non solo a fornire la prestazione richiesta ma anche a non porre in essere, fuori dall’ambito lavorativo, comportamenti tali da ledere gli interessi morali e materiali del datore di lavoro o da comprometterne il rapporto fiduciario, il cui apprezzamento spetta al giudice di merito.

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 6 agosto 2015 n. 16524

Una condotta illecita extralavorativa è suscettibile di rilievo disciplinare poiché il lavoratore è tenuto non solo a fornire la prestazione richiesta ma anche a non porre in essere, fuori dall’ambito lavorativo, comportamenti tali da ledere gli interessi morali e materiali del datore di lavoro o da comprometterne il rapporto fiduciario.

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 31 luglio 2015 n. 16268

La condotta illecita extralavorativa è suscettibile di rilievo disciplinare poiché il lavoratore è tenuto non solo a fornire la prestazione richiesta ma anche, quale obbligo accessorio, a non porre in essere, fuori dall’ambito lavorativo, comportamenti tali da ledere gli interessi morali e materiale del datore di lavoro o compromettere il rapporto fiduciario con lo stesso; tali condotte possono anche determinare l’irrogazione della sanzione espulsiva ove siano presenti caratteri di gravità, da apprezzarsi diversamente in relazione alla natura privatistica o pubblicistica dell’attività svolta.

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 19 gennaio 2015 n. 776

 

I comportamenti tenuti dal lavoratore nella vita privata ed estranei perciò all’esecuzione della prestazione lavorativa, se, in genere, sono irrilevanti, possono tuttavia costituire giusta causa di licenziamento allorché siano di natura tale da compromettere la fiducia del datore di lavoro nel corretto espletamento del rapporto, in relazione alle modalità concrete del fatto e ad ogni altra circostanza rilevante in relazione alla posizione delle parti, al grado di affidamento richiesto dalle specifiche mansioni del dipendente, nonché alla portata soggettiva del fatto stesso.
Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 30 gennaio 2013 n. 2168

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Autore immagine: 123rf com

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