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Il canone Rai sull’immobile in comodato

24 dicembre 2015


Il canone Rai sull’immobile in comodato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 dicembre 2015



Relativamente al canone Rai, io abito nella abitazione principale e ho una seconda abitazione data in comodato al figlio che ha un contratto ENEL e la residenza nella seconda abitazione, mio figlio deve pagare il canone?

La risposta al quesito del lettore è già implicita nella lettura della norma che collega il pagamento del canone Rai alla semplice detenzione di un apparecchio televisivo, tenendo presente che, per quanto riguarda il caso del comodato, nulla cambia anche all’esito dell’approvazione della norma contenuta nella Legge di Stabilità per il 2016. In buona sostanza, il figlio del lettore, in qualità di comodatario dell’immobile, sarà tenuto a pagare il canone sempre a condizione che, all’interno della suddetta abitazione, vi sia una televisione. Più in particolare, la dichiarazione che il figlio ha fornito alla società elettrica, all’atto dell’intestazione del contratto di fornitura della luce, secondo cui l’immobile viene da lui adibito a propria residenza principale, è di per sé sufficiente a far scattare la presunzione di possesso della televisione nell’appartamento medesimo in questione. Egli, quindi, non dovrà compiere alcun adempimento, né pagare con il tradizionale bollettino postale, posto che la società elettrica, con cui questi ha stipulato il contratto, addebiterà in automatico, nella bolletta della luce l’importo del canone Rai (l’importo verrà spalmato in 10 mensilità a partire dal 2017, mentre per il 2016, la prima rata dovrebbe essere quella di luglio, con la quale saranno anche addebitate le mensilità arretrate, per un totale di 100 euro).

Di conseguenza, il padre, nella qualità di comodante, non dovrà pagare alcunché posto che egli già paga il canone attraverso il contratto della luce relativo alla sua abitazione principale. Se infine, per ipotesi, il figlio dovesse lasciare l’immobile ottenuto in comodato, anche in tal caso il padre non dovrebbe pagare una seconda volta l’imposta sulla televisione, essendo sufficiente un solo pagamento per nucleo familiare, a prescindere dal numero di abitazioni possedute.

In sintesi, per rispondere schematicamente alla domanda, il comodante non dovrà pagare il canone Rai sull’abitazione offerta in comodato. Il comodatario, invece, se detiene nell’immobile un apparecchio televisivo, sarà invece tenuto a pagare il canone Rai; se l’immobile è destinato ad abitazione principale, il pagamento avverrà con la bolletta della luce, diversamente dovrà essere effettuato con il bollettino postale.

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Autore immagine: 123rf com

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2 Commenti

  1. mi sorge un dubbio, tutti gli enti pubblici pagheranno il canone rai per ogni edificio che ha un contatore enel anche se non hanno nessun televisore? asl regioni provincie comuni inail imps comando dei carabinieri vigili del fuoco vigili urbani uffici e officine, stabili con luce scale poste questure prefetture e quant’altro, stazioni ferroviarie… quanti soldi lo stato pagherà ingiustamente alla rai?

  2. Sono in possesso di un capannone ad uso agricolo con allaccio enel senza tv , devo pagare comunque?

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