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Come irrigare il giardino

24 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 dicembre 2015



Consigli utili su come e quando irrigare le piante e sugli strumenti manuali o automatici da utilizzare.

 

Tutte le piante vanno irrigate quando la presenza dell’acqua nel suolo si riduce a tal punto da non esser più disponibile per il processo di assorbimento radicale. Qualunque indicazione temporale in tal senso (ogni due giorni, una volta la settimana ecc) è inutile sotto il profilo pratico poiché la permanenza dell’acqua nel suolo dipende da innumerevoli fattori, tra questi:

fattore climatico;

– struttura del suolo stesso (più argilla più capacità di trattenere l’acqua, più sabbia meno capacità di trattenere);

– tipo di piante ospitate nel giardino.

Solo l’osservazione del turgore vegetativo e dell’umidità del terreno può darci indicazioni precise. Un suolo asciutto al tatto si presenta secco e polveroso e di riflesso la pianta che ospita, nel tempo, inizierà a flettere verso il basso i giovani germogli e le foglie. Una volta irrigata, riprenderà il suo aspetto nel corso di qualche ora, ma non sempre è così.

Esiste, infatti, un punto di non ritorno, specifico per ogni pianta, che se superato compromette irrimediabilmente la sopravvivenza della stessa. Una regola, approssimativa ma efficace, consiglia di toccare il terreno con le dita, se è umido si può temporeggiare se si presenta asciutto occorre irrigare.

Esistono in commercio degli strumenti che permettono di misurare la quantità di acqua nel suolo ma, chi possiede e ama il giardino, riesce sempre a orientarsi con la cura e l’osservazione attenta dello spazio verde.

 

Irrigazione manuale e automatica

Nel giardino, anche se di piccole dimensioni, irrigare manualmente comporta un elevato spreco di tempo e di acqua. Il classico innaffiatoio, utile nei piccoli terrazzi e nei balconi, si dimostra particolarmente inefficace mentre il tubo di gomma collegato alla rete idrica rende l’operazione più agevole ma mantiene comunque alto il consumo d’acqua rispetto ai sistemi automatici.

Il consumo dipende dai tempi d’irrigazione, dalla quantità di acqua erogata, dalla situazione climatica e stagionale. Irrigare la notte o alle prime luci dell’alba comporta un minor consumo d’acqua, che in queste condizioni ha il tempo di strutturarsi all’interno del suolo e quindi di essere assorbita (irrigando manualmente è obiettivamente difficile programmare questi orari).

Nella stagione estiva e negli orari più caldi, dare acqua alle piante può addirittura rivelarsi dannoso (specie se si bagnano le chiome delle stesse) e si consuma maggior quantità d’acqua a causa della forte evapotraspirazione. L’irrigazione manuale deve essere ben dosata, se eccessiva in buona parte è dispersa negli strati profondi del terreno (acqua gravitazionale), lontano dall’apparato radicale delle piante. Un buon impianto d’irrigazione evita questi problemi fornendo sempre la quantità d’acqua giusta in base ai tempi da noi programmati.

Esistono in commercio piccoli impianti d’irrigazione con centraline di semplice uso e montaggio che possono essere direttamente collegate alla rete (attraverso un rubinetto) e funzionano a pile. Questi sistemi (utili per piccoli giardini, terrazze e balconi) si rivelano comunque inadeguati per un giardino di medie dimensioni, dove occorre progettare un vero e proprio impianto d’irrigazione automatico.

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