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Diffida: si può addossare sul debitore le spese legali?

26 dicembre 2015


Diffida: si può addossare sul debitore le spese legali?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 dicembre 2015



Un debitore mi deve pagare un debito di alcune decine di euro: nell’inviargli la diffida posso addebitargli un ulteriore aggravio di spesa a titolo di spese legali?

Il debitore è responsabile, con tutto il suo patrimonio, dell’obbligazione contratta e non adempiuta (il debito vero e proprio costituito dal capitale e dagli interessi), nonché di tutti i conseguenti danni procurati, per via di tale ritardo, al creditore. Nei danni è possibile ricomprendere le spese postali per i solleciti spediti e, se opportunamente documentate, anche le spese legali.

Di conseguenza, se il debitore invia la diffida personalmente, senza valersi di un avvocato, le “spese legali” non potranno essere documentate, provate e, quindi, neanche richieste.

Invece, nel caso in cui alla morosità consegua il conferimento dell’incarico, da parte del creditore, ad un avvocato, quest’ultimo – come di norma succede – può addossare sul debitore, oltre al pagamento della sorte capitale, degli interessi e delle spese vive per la diffida, anche il proprio onorario per l’intervento: intervento che, appunto, è stato reso necessario proprio dal ritardo colpevole del debitore.

Tuttavia, qualora il debitore, ricevuta la diffida, dovesse decidere di corrispondere solo il debito principale, il creditore dovrebbe improntare un’autonoma causa solo per ottenere la restituzione delle spese legali sostenute, dimostrando la morosità colpevole e l’avvenuto pagamento della parcella all’avvocato: un’operazione che potrebbe risultare del tutto antieconomica rispetto ai costi e ai tempi di una causa ordinaria. Il creditore, oltre a ciò, non avrebbe altri strumenti per ottenere suddetto pagamento.

Diverso il discorso nell’ipotesi in cui il debitore non adempia neanche alla diffida e il creditore si veda costretto – sempre a mezzo del proprio difensore – a presentare richiesta di decreto ingiuntivo in tribunale. In tal caso sarà il giudice stesso a inglobare, nella condanna di pagamento, anche le spese, i diritti e gli onorari resisi necessari per l’azione giudiziaria. La prassi vuole che il creditore anticipi i costi vivi (contributo unificato, spese di notifica, bolli, ecc.) e il compenso al proprio avvocato prima del mandato e poi si rivalga sul debitore attraverso la notifica del decreto ingiuntivo o, in caso di ulteriore inadempimento, con il pignoramento.

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Autore immagine: 123rf com

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