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Lo sai che? Anatocismo: quando si prescrive la causa contro la banca

Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2015

Anatocismo e capitalizzazione degli interessi da parte della banca: l’azione per il recupero delle somme maggiorate versate dal correntista, la prescrizione e il decorso del termine.

Nel momento in cui il correntista si accorge di aver pagato, alla propria banca, interessi superiori rispetto a quelli dovuti sul debito o sul finanziamento, la prima cosa che deve fare è accertarsi, attraverso il calcolo affidato a un consulente esperto del ramo, se l’istituto di credito abbia realizzato il cosiddetto “anatocismo”, pratica illegittima che consiste nel calcolare l’aliquota degli interessi non solo sul capitale non pagato, ma anche sugli interessi scaduti. Insomma: si ha anatocismo quando gli interessi scaduti generano altri interessi. Il che comporta, per come è evidente, una sorta di effetto “a cascata” sul debito originale, facendo lievitare, ad ogni trimestre, gli interessi in misura superiore al dovuto. Abbiamo spiegato come funziona l’anatocismo e i costi di un’eventuale causa nell’articolo: “Anatocismo, cos’è e come funziona”.

Verificata la presenza dell’anatocismo, e prima di valutare la convenienza economica della causa, è anche indispensabile accertarsi dei termini per poter agire: spesso, infatti, quando ci si accorge del diritto alla restituzione delle somme, sono anche scaduti i termini per ottenere un lauto ristoro (cosiddetta prescrizione).

Occorre, quindi, verificare quali annualità il correntista possa contestare e in che modo vada effettuato il calcolo. Ma procediamo con ordine.

L’anatocismo

Il codice civile [1] stabilisce la sostanziale nullità delle pratiche di anatocismo (salvo per quelle convenute espressamente dalle parti, oppure previste da usi e consuetudini). L’anatocismo può scattare solo nel caso in cui sia avviata una causa: in tal caso gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi.

Le banche hanno sempre applicato l’anatocismo per gli interessi debitori. Nel 2000 la giurisprudenza ha iniziato a ritenere questa pratica scorretta, in assenza di apposita statuizione sottoscritta dal cliente, ritenendola corretta soltanto nel caso in cui sia stata prevista e pattuita anche per gli interessi attivi, e con la stessa periodicità. L’anatocismo è stato nuovamente ritenuto illegittimo a decorrere dal 2014, con l’entrata in vigore della legge di Stabilità 2014 [2]. Tale previsione ha trovato, in alcuni giudici, immediata attuazione e, in altri, viene ancora ritenuta subordinata all’emanazione del decreto attuativo del CICR.

La prescrizione

Con riferimento al diritto di ripetizione delle somme indebitamente addebitate dalla banca, esso si prescrive in 10 anni dalla chiusura del conto. Pertanto, se non è ancora trascorso un decennio da tale chiusura, si possono sostanzialmente chiedere in restituzione tutti gli interessi anatocistici (ad esempio, per un conto acceso nel 1970 ed estinto nel 2011, posso ottenere la restituzione degli interessi anatocistici dall’inizio del rapporto; per un conto acceso anno 1970 ed estinto nel 2004, nulla si può ottenere). Si precisa poi che alcune pronunce giurisprudenziali ritengono ripetibili, ante decennio, solo i pagamenti aventi natura ripristinatoria (ossia versamenti finalizzati a reintegrare la provvista nei conti correnti affidati ossia assistiti da apertura di credito), e non solutoria (ossia i versamenti su conto corrente bancario non assistito da affidamento o comunque in extra-fido, cioè al di là dell’affidamento).

Alla luce di quanto sopra, il correntista può orientarsi in questo modo:

a) conto aperto prima 2000: quasi sicuramente la banca ha fatto sottoscrivere al cliente un contratto di apertura di conto corrente con previsione dell’anatocismo per i soli interessi debitori e quindi, per questi rapporti, se non è intervenuta la prescrizione, si ritiene possibile un’azione volta al recupero del pagamento dell’indebito per tutta la durata del rapporto;

b) conto corrente aperto dopo il 2000: quasi sicuramente la banca ha adeguato i propri contratti prevedendo l’anatocismo sia per gli interessi debitori che per quelli creditori, per cui non si ritiene possibile un’azione per il recupero degli interessi anatocistici, fatta salva in ogni caso una verifica sul punto a mezzo di consulenza di parte;

c) in ogni caso, dal 1° gennaio 2014 é stato reintrodotto il divieto di anatocismo.

note

[1] Art. 1283 cod. civ.

[2] Legge 147 del 27 dicembre 2013, art. 1, comma 629), che ha modificato l’art. 120, comma 2, del Dlgs 1° settembre 1993, n. 385.

Autore immagine: 123rf com


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