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Come realizzare l’orto domestico: progetto, coltivazione, semina

27 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 dicembre 2015



Orto domestico: consigli utili su posizionamento, progettazione, piante ortive, semina e irrigazione.

 

L’orto fa parte, insieme al frutteto, delle zone a funzione specifica all’interno del giardino commestibile.

Normalmente in un giardino ornamentale tradizionale, queste aree vengono tenute separate dalla rimanente parte dell’installazione a verde. L’orto viene così generalmente collocato in uno spazio predefinito e discreto per non incidere sull’aspetto decorativo dell’insieme. Nel giardino commestibile, invece, anche le piante ortive assumono una specifica valenza architettonica e decorativa diventando esse stesse protagoniste.

Orientamento dell’orto

Nella scelta del sito di impianto l’esposizione al sole è un elemento fondamentale per l’ottenimento del prodotto. Nella coltivazione in terra si dovrebbe individuare una parte di terreno che riceva i raggi del sole per buona parte della giornata perché, come facilmente intuibile, una buona esposizione consente una crescita più rigogliosa e produttiva nella maggior parte delle specie orticole (quasi tutte caratterizzate da uno sviluppo veloce di fiori e frutti).

Si adattano ad esposizioni meno soleggiate alcune piante tipiche dell’orto “invernale” (come cavoli, verze, patate ecc.).

La soluzione migliore per ottimizzare l’esposizione alla luce solare è quella di orientare l’orto verso sud, sud-est e disporre le piante in modo che non si danneggino con la loro stessa ombra.

Questo risultato si ottiene disponendo i filari da est a ovest (il sole sorge a est e tramonta ad ovest con una traiettoria più o meno diretta secondo la stagione).

In questo modo il sole potrà “correre tra le file” illuminando entrambi i lati di ogni singola pianta.

Anche il lato esposto al sole dei muri in mattoni o pietra (muri esposti a sud) è un’ottima collocazione, durante il giorno questi muri accumulano calore che viene poi rilasciato la notte, in questo modo la temperatura generale aumenta consentendo la coltivazione delle piante da orto macroterme (come pomodori, zucchine, cetrioli, peperoni ecc).

La presenza di muri non troppo alti (per evitare un eccessivo ombreggiamento) è auspicabile in quanto essi possono difendere efficacemente l’area ortiva dal vento.

In assenza di muri di protezione possono essere inseriti cespugli a grande portamento che formano delle barriere frangivento verdi, queste ultime hanno il vantaggio di essere semi- permeabili al vento evitando così la creazione di turbolenze che normalmente si formano nei lati sottovento dei muri.

Anche le sacche di gelo vanno evitate, nelle regioni fredde sono quindi da escludere le zone avvallate del giardino o la base dei muri esposti a nord.

Sfortunatamente non sempre è possibile scegliere la posizione ottimale e gli orti amatoriali sono spesso ricavati in spazi obbligati, questo può compromettere non poco la coltivazione e la successiva produzione. Occorre sempre e comunque ricordare che un ortaggio, per crescere bene, necessiterebbe di un’esposizione al sole di circa 6-8 ore al giorno.

Se il nostro orto è esposto a nord è consigliabile selezionare gli ortaggi da coltivare orientandosi su piante come cavoli, cavolfiori, broccoli, piselli, bietole, barbabietole, ravanelli, spinaci, fagioli, patate e le insalate in genere, che sono meno esigenti

di altre in fatto di sole.

Nei mesi in cui la luce solare è particolarmente intensa (luglio e agosto) è buona norma, nelle regioni più calde, utilizzare ripari appositi (reti ombreggianti) ed eseguire costanti e frequenti irrigazioni, badando però a non utilizzare eccessivi quantitativi di acqua e irrigando nelle ore più fresche della giornata senza bagnare le foglie (evitando così delle bruciature).

Per questo motivo una corretta irrigazione dell’orto dovrebbe essere effettuata per infiltrazione laterale (utilizzando dei solchi) o attraverso le ali gocciolanti.

Un altro buon suggerimento per coloro che abitano in zone particolarmente calde e soleggiate è quello di orientarsi verso la scelta di varietà ortive con fogliame esteso, molto utile per la protezione dei frutti da un’eccessiva esposizione ai raggi solari.

 

  

La progettazione dell’orto

La prima scelta va fatta tra orti a schema permanente o flessibile.

 

Lo schema permanente comporta l’esatta individuazione della zona ad orto e la costruzione, nell’area destinata, di strutture atte ad accoglierlo (sentieri lastricati, aiuole rialzate, strutture di sostegno fisse ecc).

 

Lo schema flessibile ci permette di individuare ogni anno nuove zone di coltivazione.

All’interno di un giardino commestibile, quest’ultima soluzione potrà trovare applicazione solo con l’utilizzo dei garden box in quanto la rimanente parte del giardino

(inteso alla stessa stregua di un giardino ornamentale) è perfettamente definita e completa. Un’altra soluzione è quella di costruire un orto informale, costituito da piante ortive inserite in mezzo ai cespugli e agli arbusti del giardino.

Ovviamente le piante in questo tipo di orto devono essere ben inserite, tenendo conto della loro stagionalità e dei lavori di reimpianto che queste specie esigono alla fine della loro attività produttiva.

 

 

La coltivazione dell’orto in filari sul terreno o in aiuole

Negli orti tradizionali si coltiva direttamente sul terreno in file parallele organizzando il profilo del suolo con una alternanza di dossi e di solchi. Questa soluzione comporta l’utilizzo del solco per camminare durante le operazioni agronomiche e per innaffiare

le piante. A lungo andare il terreno alla base del solco si compatta e va periodicamente lavorato ripristinando la struttura iniziale. Nel giardino commestibile l’orto è generalmente disposto in aiuole predefinite e circoscritte (con l’ausilio di cordoli o muretti), lastricando lo spazio tra un’aiuola e l’altra per facilitare i lavori. La larghezza dell’aiuola non deve superare i 120 cm per poterne raggiungere agevolmente il centro da ogni lato.

Questa soluzione aumenta il franco di coltivazione (spessore del terreno), aiuta nel contenimento della pacciamatura ed agevolale operazioni colturali.

Il sentiero tra le aiuole può essere, oltre che lastricato con pavimentazione in pietra, anche pacciamato o realizzato in terra battuta (tenuta costantemente libera dalle infestanti).

 

 

La semina delle piante da orto

La maggior parte degli ortaggi nasce dal seme, alcuni derivano dai tuberi (patata e topinambur) ed altri ancora da propagazione tramite parti di pianta (talea). I semi vanno acquistati presso ditte specializzate che certificano vitalità e purezza del prodotto e la semina rimane il sistema più economico per ottenere ortaggi di propria produzione.

Si semina generalmente in ambiente protetto allo scopo di poter meglio controllare la temperatura e l’umidità, aumentando così la quantità di giovani plantule ottenute.

Molti ortaggi macrotermi (pomodoro, melanzane, peperoni ecc) vengono seminati in ambiente protetto, in attesa che la temperatura esterna diventi sufficientemente mite per poterli trasferire nell’orto. Molti semi di diverse varietà inoltre, richiedono una temperatura minima per poter germinare.

Nasce quindi nel giardino commestibile l’esigenza di attrezzare una piccola struttura coperta (in genere un capanno) per conservare attrezzi e sementi, struttura che all’occasione può accogliere il semenzaio.

 

Scelta del contenitore (semenzaio) da utilizzare per la semina

Il contenitore per la semina deve essere pulito, profondo almeno5-8 cm ed essere dotato di fori per il drenaggio dell’acqua. Esistono diverse possibilità per recuperare il contenitore, dalle più professionali (come vasetti di plastica, vassoi a cellette e vasetti di torba), alle più domestiche (come vasetti dello yogurt, bicchieridi plastica o contenitori delle uova).

Si possono acquistare kit appositi per la semina ma, la tendenza comune, è quella di riutilizzare tutti i recipienti funzionali reperibili all’interno della casa.

 

 

Cosa sono i propagatori

I propagatori sono dei vassoi in materiale plastico muniti di coperchio che servono a contenere i semenzai quando si vuole forzare la temperatura. Sono muniti di cavetti o tappetini riscaldanti dotati di termostato, che permette di mantenere la temperatura

costante nel terreno (semine a letto caldo). Si trovano facilmente in commercio e si presentano come vere e proprie piccole serre, molto utili per la germinazione di semi con particolari esigenze di temperatura. Il coperchio è munito di apertura per garantire l’aereazione e evitare gli eccessi di umidità.

Il terriccio per la semina

Per la semina è opportuno utilizzare terriccio sterile specifico, venduto in sacchi. La terra del giardino potrebbe infatti contenere dei funghi o batteri in grado di compromettere la germinazione o la crescita delle piantine.

Questi terricci sono composti da elementi a grana grossa (fibra di cocco o torba) e sabbia e non contengono sostanze nutritive aggiunte (i semi non ne hanno bisogno, al loro interno dispongono di tutto il necessario per la crescita della plantula). Il terriccio va inumidito con acqua tiepida prima di eseguire la semina e disposto nel contenitore senza compattarlo.

 

 

Profondità di semina

I semi vanno disposti alla profondità indicata sulla confezione d’acquisto, poiché questa varia di specie in specie, una regola di carattere generale suggerisce che i semi vengano coperti con terriccio di spessore pari a tre volte la loro lunghezza.

I semi di alcune varietà di lattuga e bocca di leone necessitano di luce per germinare e quindi non devono essere interrati, altri necessitano di freddo e quindi devono essere messi nel frigorifero prima di utilizzarli. Occorre quindi informarsi accuratamente sulle procedure di semina al momento dell’acquisto del seme.

Dopo la semina bisogna inumidire il terreno con uno spruzzino e disporre, se necessario, il semenzaio nel propagatore.

 

 

Irrigazioni

È importante utilizzare sempre acqua a temperatura ambiente per il semenzaio, lasciandola decantare in un contenitore per una notte per permettere al calcare ed al cloro di ridursi.

È importante mantenere il terreno costantemente umido, evitando di bagnare troppo per non sviluppare infezioni e marciumi.

Se possibile non bagnate le foglie delle giovani plantule, immergendo i contenitori direttamente in vaschette parzialmente riempite d’acqua, questo sistema permetterà al terreno di assorbire l’acqua dal basso.

Lasciare drenare bene il terriccio prima di riporre il contenitore, una costante presenza di acqua nella vaschetta può essere nociva.

Molto utile è coprire i semenzai (se non si inseriscono nel propagatore) per evitare la dispersione di umidità, si possono utilizzare delle normali pellicole in plastica trasparente da cucina.

Rimuovete la copertura quando i semi saranno germinati.

 

 

La giusta temperatura del suolo per la germinazione

I semi richiedono calore nel suolo per germinare, la maggior parte dei semi germina tra i 15 e i 20 °C.

Con un propagatore si può mantenere il terreno e le radici a una temperatura costante, in alternativa si possono posizionare i semenzai in prossimità di una sorgente di calore della casa (radiatori dei termosifoni).

Dopo la germinazione la temperatura dell’aria dovrebbe essere compresa tra 10 e 21°C.

 

 

La luce

La carenza di luce determina lo sviluppo di plantule filate o eziolate, ossia piantine allungate, sottili e di colore chiaro.

L’ideale è disporre i semenzai davanti ad una finestra esposta a sud o integrare con una illuminazione artificiale (lampada fluorescente con luce a pieno spettro).

I semenzai richiedono da 14 a 16 ore di luce diretta per crescere in modo sano, se le plantule si orientano verso la finestra alla ricerca di luce vuol dire che questa non è sufficiente.

 

 

L’aria

La circolazione dell’aria previene lo sviluppo di malattie e aiuta a ottenere plantule più robuste. Dopo la germinazione il coperchio va rimosso e l’ambiente ventilato, compatibilmente con la temperatura esterna. Se necessario, si può forzare l’aria con un ventilatore senza però indirizzarlo direttamente sulle plantule.

 

 

La concimazione

Solo quando le plantule avranno sviluppato il secondo palco di foglioline vere si possono concimare, somministrando un prodotto liquido naturale al dosaggio minimo per una volta alla settimana.

Per ottenere un buon concime liquido naturale serve anzitutto del compost di almeno un anno di età, questo grado di maturità rende il fertilizzante più diluibile in acqua.

Va sciolto nell’ordine di mezzo chilo ogni dieci litri d’acqua e va mescolato molto vigorosamente con un bastone (il compost ha difficoltà a sciogliersi).

Quando l’acqua del composto si sarà scurita completamente sarà possibile filtrarla ed utilizzarla.

Il trapianto delle giovani piante

Il trapianto delle giovani piante è oggi molto diffuso per la presenza in commercio di contenitori alveolati o biodegradabili, che possono essere direttamente inseriti nel terreno senza bisogno di svasare la piantina.

Se questa operazione dovesse essere necessaria, estrarre con delicatezza la pianta dal contenitore, sorreggendola per il fusto, ed inserirla nel terreno senza danneggiare le radici. Irrigare sempre dopo questa operazione.

In commercio si trovano giovani piante perfettamente sviluppate e pronte per poter essere inserite nella zona ad orto del nostro giardino, l’utilizzo di questo materiale si rivela un po’ più costoso rispetto alla semina, ma è comunque più pratico e più veloce (si evitano i tempi relativi alla semina e allo sviluppo delle

plantule).

Prima di trapiantare le piantine in piena terra bisogna sincerarsi che la temperatura esterna sia adeguata alle necessità della specie.

 

 

La rotazione delle piante da orto

La rotazione è una pratica agronomica molto antica, che permette di coltivare il terreno senza sfruttarlo eccessivamente.

Coltivando sempre la stessa pianta, avviene negli anni un prelievo di elementi nutritivi specifici con il conseguente e costante impoverimento del suolo.

La rotazione consiste nel raggruppare le specie ortive secondo analoghe esigenze nutritive ed alternare, negli anni, gruppi con esigenze diverse.

Uno schema di rotazione “tipo” potrebbe prevedere:

– Primo anno: Leguminose (piselli e fagioli) e ortaggi da frutto (pomodori, melanzane, peperoni, cetrioli e zucche). Le leguminose contengono nei loro tubercoli radicali batteriche fissano l’azoto atmosferico nel terreno, regalando una concimazione azotata naturale agli ortaggi che seguiranno.

– Secondo anno: Brassicacee (cavoli, cavolfiore, broccoli, verze, rape e ravanelli ecc), piante molto esigenti in azoto che trovano nel terreno dalla coltivazione precedente.

– Terzo anno: Ortaggi sotterranei (da radice: barbabietola, carota; da tubero: patata, topinambur e cipolle, scalogni e porri), tutte piante che necessitano di una modica quantità di azoto, ormai utilizzato dalla coltivazione precedente. Con questo criterio, la rotazione si ripete negli anni ed il terreno mantiene uno stato di fertilità costante con notevole vantaggio sui costi della concimazione.

 

 

La consociazione

Per consociazione si intende in agricoltura la coltivazione contemporanea di piante di specie diverse sullo stesso appezzamento di terreno. Tra le consociazioni vegetali più comuni ricordiamo quella tra carota e cipolla (dove i parassiti dell’una non attaccano l’altra e viceversa), carote e ravanelli (che sfruttano profondità diverse con gli apparati radicali) e molte altre.

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