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Come realizzare il giardino commestibile

27 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 dicembre 2015



Il giardino in città può essere al tempo stesso estetico e commestibile: vediamo come.

Coltivare nei propri spazi esterni piante da frutto, ortaggi e aromi sono pratiche comuni nei centri rurali, un po’ meno nelle grandi città.

Esistono alcune esperienze di orti urbani messi a disposizione dai Comuni per i cittadini, ma coincidono solo in parte con l’idea di giardino commestibile, un’istallazione vegetale che dà la possibilità di coltivare piante utili e produttive senza dover necessariamente rinunciare all’impatto estetico e architettonico, anzi, valorizzandolo.

Un altro aspetto da non sottovalutare è quello di produrre, a costo minimo e a chilometro zero, quanto occorre per soddisfare le esigenze alimentari della famiglia.

Il contatto diretto con le piante, la sostenibilità di tutte le operazioni che portano alla realizzazione del giardino, il riuso della frazione organica dei rifiuti attraverso il compostaggio e l’apporto didattico ed educativo nei confronti dei bambini (che possono così osservare da vicino il mondo vegetale), sono tutti importanti elementi che portano alla realizzazione di un giardino commestibile.

Il risultato estetico rimane comunque fondamentale, e distingue questi spazi dalle normali aree destinate alla produzione agricola.

 

Come si fa il giardino commestibile

La realizzazione di un giardino (commestibile o ornamentale) dipende da una serie di fattori, tra questi il gusto e le esigenze di chi dovrà vivere lo spazio a verde, il luogo con le sue caratteristiche di suolo e clima, il contesto paesaggistico e ambientale, la disponibilità e la qualità dell’acqua d’irrigazione, l’esposizione del terreno e il suo orientamento.

La differenza tra un giardino commestibile e uno ornamentale si coglie prevalentemente nella scelta delle piante, che sono selezionate tra quelle “utili” e “commestibili”. Questo concetto riprende quello espresso nella pratica della Permacultura, che consiste nel progettare e gestire paesaggi antropizzati in modo che siano in grado di soddisfare i bisogni della popolazione.

Per fare un giardino commestibile, occorre seguire uno specifico percorso: partiremo dal suolo con le sue caratteristiche strutturali, la concimazione e le lavorazioni necessarie per accogliere le piante, quindi si procederà alla selezione delle specie vegetali p assando attraverso le tecniche e i sistemi di messa a dimora delle stesse, per finire con nozioni riguardanti la gestione del giardino sotto il profilo di cura delle malattie, della manutenzione e dell’irrigazione.

Indicheremo i sistemi più diffusi di copertura orizzontale del suolo (prati, prati da fiore, pacciamature) e, infine, offriremo diversi esempi progettuali di giardini commestibili.

Chi non possiede un giardino, troverà suggerimenti tecnici per la coltivazione delle piante sul terrazzo e sul balcone o semplici indicazioni su come utilizzare una parete per far crescere un orto o delle piante aromatiche in “verticale”.

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