Diritto e Fisco | Articoli

Pagamenti con carta di credito: documento d’identità non obbligatorio

27 dicembre 2015


Pagamenti con carta di credito: documento d’identità non obbligatorio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 dicembre 2015



Esibire la patente, la carta d’identità o peggio lasciare la fotocopia è un atto non dovuto, ma anche rischioso: dal 2016 i consumatori potranno rifiutarsi potendo comunque pretendere di pagare, ugualmente, con carta di credito.

 

Sarà capitato a molti, pagando alla cassa di un negozio con carta di credito, di sentirsi richiedere l’esibizione di un documento come la patente, il passaporto o la carta d’identità. Ciò per garantire il venditore che il possessore della carta sia anche il suo effettivo titolare ed evitare così il rischio di truffe. Tuttavia non esistono norme che consentano agli esercenti commerciali di pretendere tale adempimento. Difatti, il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) stabilisce che solo un pubblico ufficiale può chiedere, ai cittadini, di mostrare il proprio documento di identità. Si tratta, per esempio, di carabinieri, polizia, guardia di finanza. È pubblico ufficiale, inoltre, l’addetto a un pubblico servizio come il controllore dei biglietti del treno, dell’autobus, un giudice, l’insegnante o il preside della scuola, il presidente di seggio elettorale, ecc.

È evidente, dunque, che la cassiera del negozio non è un pubblico ufficiale e, probabilmente, è anche ignara del fatto che, nel chiedere il documento (così come i vertici dell’azienda le impongono), sta compiendo un piccolo abuso.

In realtà, sino ad oggi, l’adempimento spontaneo alla richiesta di mostrare il documento d’identità è stato considerato più come una collaborazione da parte del cliente che non l’adempimento di un dovere: condizione, cioè, per ottenere la possibilità di pagare con strumenti elettronici come la carta di credito a cui, evidentemente, il venditore poteva rifiutarsi in caso di mancata esibizione del documento. In buona sostanza, sebbene nessun cliente fosse tenuto a esibire il documento, era anche vero che il negoziante poteva – in caso di rifiuto – decidere di non accettare la carta e pretendere un altro tipo di pagamento.

Tuttavia, dal 1° gennaio 2016 le cose cambiano notevolmente e questa sorta di “intesa” cliente-esercente potrebbe infrangersi. Infatti, come noto, la legge di Stabilità 2016 non solo ha abbassato da 30 euro a 5 euro la soglia di pagamenti sopra la quale il venditore o il professionista non può più rifiutare più il pagamento con strumenti elettronici (Pos) come carte di credito o di debito. Ma soprattutto – ed è questo l’elemento caratterizzante – nel caso di rifiuto scatteranno sanzioni economiche, sanzioni tanto attese per rendere effettivo l’obbligo di dotarsi di un Point Of Sale (Pos).

In buona sostanza, nel momento in cui il cliente, che abbia chiesto di pagare con carta di credito, si rifiuti di esibire il documento d’identità (si pensi al caso in cui lo abbia dimenticato a casa), la cassiera non potrà a sua volta rifiutarsi di accettare la carta.

Le implicazioni sono notevoli. Il cliente potrà opporsi non solo alla produzione del documento di identità, ma anche, ed a maggior ragione, a lasciare una sua fotocopia: un gesto fatto sino ad oggi con un eccesso di fiducia e semplicità da parte dei consumatori, ma che, con le numerosi frodi telematiche e la facilità di riproduzione digitale dei documenti, è sempre più sconsigliabile. Che fine fanno le fotocopie? Chi ci garantisce che verranno accuratamente distrutte? E se la fotocopiatrice è in grado di scannerizzare il documento e tenerne una copia in formato digitale? Insomma, non è più accettabile di lasciare a privati, che non siano pubblici ufficiali, i nostri documenti.

Solo a titolo informativo, si ricorda che gli unici casi in cui la legge consente al negoziante di conservare la copia del documento d’identità sono il caso di acquisto di una scheda telefonica (cosiddetta Sim) [1] e quello in cui a chiederlo sia una pubblica amministrazione o il gestori di pubblici servizi (come in sede di sottoscrizione del contratto della luce o del gas) [2].

Che succederà, però, se la cassiera o l’esercente continueranno a comportarsi in barba alla legge richiedendo l’esibizione del documento d’identità? Si potrà sporgere denuncia contro l’esercizio commerciale per non aver accettato il mezzo di pagamento elettronico. In tal caso, le autorità amministrative potranno applicare le sanzioni.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

11 Commenti

  1. Buon pomeriggio,
    non ho trovato il fondamento giuridico di quanto da voi affermato sul presupposto che le cassiere NON possano più richiedere il documento di identità al cliente che paga con carta di credito o con assegno garantito Centax. Vi richiedo un confronto su questo punto

  2. In caso di acquisto con una carta di credito rubata è il commerciante, che non ha fatto adeguati controlli, a dover risarcire l’ignaro cittadino sul cui conto è stato addebitato l’acquisto truffaldino. Lo ha stabilito il tribunale civile di Lucca ha condannato la ditta “Fratelli Chiocchetti” di Frediano Chiocchetti in via Fillungo nel centro storico, a pagare 3.750 euro a una signora residente a Pescia con la cui carta di credito venne concluso l’acquisto illecito.

    Se il tribunale accusa il negoziante di non aver effettuato i dovuti controlli come si può vietare di chiedere il documento? Quando si apre un contratto per il pos con la banca sono loro che dicono di controllare.

    1. A me, in questi giorni, è stata utilizzata la mia carta di credito rubata !!! Si ovviamente il negoziante non ha chiesto nessun documento.Come si può dire che non si deve chiedere un documento ? Questo i ladri lo sanno e tranquilamente usano le carte rubate 🙁

  3. e quando ti chiedono di fotocopiare il documento di identità in un albergo ????????? pagando con una carta di credito ????

  4. L’altro giorno sono andato in banca a pagare una bolletta ed ho chiesto alla cassiera se potevo pagare con la carta, mi è stato risposto che non era possibile in quanto non avevano il pos. Le banche sono obbligate a rispettare la legge?

    1. La legge impone ai negozianti che vendono i loro prodotti di accettare le carte. Ma quando paghi una bolletta della corrente in banca non stai comprando la corrente dalla banca. La banca fa solo da tramite e non ti vende niente

  5. Sono un receptionist d’hotel e vorrei rispondere a Piergiorgio Ferra:
    Al momento del check-in nelle strutture turistiche è obbligatorio firmare la “schedina di notifica” (che sia cartacea o su tavoletta digitale) dove si accetta che i propri dati vengano utilizzati ai fini della registrazione ed invio alla questura quindi la fotocopia del documento è lecita se fatta con l’approvazione del cliente, non utilizzata per altri scopi (marketing, etc) e distrutta al momento del check-out dalla struttura.
    Ho qualche dubbio invece per gli hotels che richiedono la fotocopia di un documento unitamente alla carta di credito per il pagamento anticipato (cosiddette “non rimborsabili”) cosa che però fanno anche molte altre aziende , società o semplici negozi online che ovviamente non utilizzano metodi di pagamento direttamente online.
    Almeno così mi dissero in questura qualche anno fa, non so se sia cambiato qualcosa.
    Saluti.

  6. Buongiorno; un piccolo chiarimento, premesso che in Italia, solo i Pubblici Ufficiali e le FF.OO. sono autorizzati a chiedere di esibire i propri documenti (UFFICIALI) di riconoscimento, è utile sapere che anche se le banche “OBBLIGANO” oppure “CONSIGLIANO” di effettuare tale pratica, essa è da ritenersi ASSOLUTAMENTE ILLEGALE e nulla vale il precedente accordo se anche scritto, preso con l’istituto bancario gestore del POS,in quanto tale materia è già ampiamente ed esaustivamente regolata dal codice civile, e ciò non è modificabile anche in presenza di doppia sottoscrizione (patti leonini) al momento della stipula.
    Per quanto concerne poi la limitazione del rischio di frode telematica, attraverso l’uso non autorizzato del mezzo di pagamento elettronico, essa è demandata ESCLUSIVAMENTE al gestore del circuito cui fa capo il POS e al quale quest’ultimo si collega e dal quale riceve L’AUTORIZZAZIONE ad accettare il pagamento.
    Tale assunzione di rischio e di responsabilità, si evince anche dal fatto che il fruitore in primis del beneficio economico che il mezzo di pagamento comporta, è il titolare stesso del circuito di appartenenza.
    Una volta espletate le azioni di accettazione e di controllo attraverso il circuito elettronico, il commerciante non è tenuto a fare null’altro, beninteso sempre operando nella massima buona fede e trasparenza, ma in caso contrario, verrebbero a porsi in essere condizioni che esulano dall’obbiettivo primario di questo nostro forum.
    Spero di esservi stato utile, arrivederci.

  7. Oggi all’Uniero di Arma di Taggia mi é stata la carta di credito perché non ho esibito il documento d’identità. Ho poi scoperto che dalla cassiera é stato commesso un abuso nei miei confronti.

  8. Peccato che nei contratti che ti fanno firmare per avere una carta di credito c’è quasi sempre scritto che ci si impegna a far vedere un documento quando il venditore lo richiede. Ogni legge si può sempre aggirare ponendo delle clausole vessatorie

    1. giuseppe appunto vessatorie!
      come cittadino sono obbligato a rispettare le leggi dello stato e non quelle del supermercato o carta di credito etc etc… qualsiasi comportamento imposto/accettato contro quanto previsto dalla legge non è valido e passibile di sanzione.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI