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Lo sai che? Come trovare lavoro col colloquio veloce

Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2015

Colloquio veloce- speed interview: come presentarsi al meglio in pochi minuti, evidenziare le proprie qualità ed attirare l’attenzione dei selezionatori.

 

Un’azienda mi ha convocato per un colloquio di lavoro veloce, in cui avrò solo 5 minuti per presentarmi: potete darmi dei consigli?

Più il lavoro scarseggia, più veloci, evolute e particolari diventano le modalità utilizzate dalle aziende per selezionare il personale. Dopo i test logico-attitudinali, i video-curriculum, i colloqui su Skype, le piattaforme d’incontro domanda-offerta di lavoro, ed addirittura i videogame per la selezione dei dipendenti, è ora il “turno” del colloquio veloce, o speed interview.

Colloquio veloce: come funziona

La formula del colloquio veloce è la stessa dello speed date: una breve presentazione di sé, da effettuare in pochi minuti, massimo 5. Al termine dei minuti, solitamente, suona una sveglia, o viene diffusa della musica a volume alto, in modo da non offrire la possibilità di parlare ulteriormente.

La maggior parte delle volte, questa breve intervista serve all’azienda per effettuare una consistente “scrematura” dei candidati per una determinata posizione: molti recruiters, difatti, hanno riscontrato una scarsa efficacia nei metodi di selezione “informatizzata” dei curricula (ad esempio quelli che si basano sulle parole chiave presenti all’interno dei cv o delle lettere di presentazione), sistemi che talvolta portano a scartare candidati validi ed a selezionare persone abili nello strutturare il curriculum, ma non adatti alla posizione da ricoprire.

La speed interview, allora, permette di venire incontro ai selezionatori, basandosi sull’assunto “la prima impressione è quella che conta”, assunto condiviso dalla maggioranza dei recruiter. La “scrematura”, dunque, funziona al contrario, ossia incontrando prima i candidati di persona, poi vagliandone i curricula.

Più raramente, invece, il colloquio veloce serve quale scelta definitiva tra aspiranti già selezionati in base al proprio curriculum: è quanto realizzato, ad esempio, nel progetto Becoming Manager, messo in atto dall’Associazione degli studenti d’ingegneria gestionale di Vicenza (Jest).

Colloquio veloce: come presentarsi al meglio

Affrontare un normale colloquio di lavoro è di per sé già complicato, affrontare una speed interview lo è ancora di più: tuttavia, pur essendo una sfida difficile, non è, comunque, impossibile.

Basterà, innanzitutto, seguire la Regola delle 3 C, cioè risultare concreti, concisi e convincenti: in particolare, si dovrà risultare tanto più sintetici quanto più è breve il tempo concesso (si può arrivare ad un minimo di 140 secondi, anche se solitamente il tempo a disposizione è di 5 minuti).

Necessario, poi, studiare l’azienda, la sua filosofia, il mercato ed il target a cui si rivolge, per riuscire ad evidenziare meglio le proprie caratteristiche maggiormente congegnali.

Non sarà possibile parlare di tutte le proprie competenze ed esperienze professionali e formative, perciò bisognerà selezionare gli aspetti maggiormente attinenti a quanto richiesto dall’azienda, non come mero elenco di compiti svolti, ma dal punto di vista dei successi ottenuti e degli obiettivi raggiunti.

Parlare velocemente è consigliabile, anche se l’esposizione dovrà risultare chiara, pertanto sarà opportuno esercitarsi, magari con degli amici, e fare delle prove anche servendosi di una scaletta che evidenzi i punti principali da toccare. Il tono di voce dovrà essere sufficientemente alto, anche se logicamente non urlato: un tono di voce troppo basso è sovente interpretato come segnale d’insicurezza o di paura.

Anche la gestualità e la postura, ed in generale il linguaggio non scritto, hanno la loro importanza: l’atteggiamento del candidato dovrà trasmettere calma, come se ci si trovasse a proprio agio. Pertanto, sono sicuramente dei segnali positivi lo sguardo diretto, una gestualità aperta, ma non eccessiva, una postura dritta ed indirizzata un po’ in avanti, segnale di ascolto e di interesse verso l’interlocutore. Attenzione alla stretta di mano: meglio una stretta energica che la micidiale “mano morta”, repellente per tutti i selezionatori (e non solo).

Colloquio veloce: che cosa non fare

Più è veloce l’intervista, più sono i passi falsi nei quali è facile cadere. Ecco un breve elenco di atteggiamenti e discorsi assolutamente da evitare:

– presentarsi al colloquio in ritardo: il feedback fornito potrà solo essere negativo, considerata anche la fondamentale importanza del fattore tempo nella speed interview;

– presentarsi al colloquio senza sapere nulla dell’azienda o della posizione offerta: anche se l’intervista è incentrata sul candidato, visto il poco tempo a disposizione, ci si dovrà concentrare sugli aspetti, le competenze e le esperienze che possano destare interesse nell’azienda; considerando, poi, che spesso, durante una speed interview, vengono posti quesiti spiazzanti, la preparazione sull’impresa è fondamentale;

– presentarsi al colloquio con un abbigliamento poco consono: è vero che ogni azienda ha il suo “dress-code”, ma, se non si conosce bene la filosofia dell’ambiente lavorativo, meglio puntare su qualcosa di semplice e di formale, ed evitare i look bizzarri o trasandati, poiché sarebbe un pessimo biglietto da visita;

– mostrarsi troppo ansiosi: gambe che si muovono come se stessimo galoppando, tic incontrollabili, impappinamenti continui sono tanto più deleteri quanto minore è il tempo a disposizione per far capire chi siamo veramente, poiché la prima impressione, per quanto crudele possa sembrare, è l’unico parametro usato dall’azienda per selezionare il personale; proprio come durante un esame, non c’è spazio per la “pietà”: bando, dunque, all’ansia, e sì alla calma ed alla prontezza di riflessi, per rispondere immediatamente ad eventuali quesiti “a tranello”;

– al contrario, anche mostrarsi troppo spavaldi potrebbe dare un’idea sbagliata, di eccessiva strafottenza del candidato: l’ideale è un atteggiamento deciso, ma aperto e cordiale;

– non avere le idee chiare e non prepararsi alla fatidica domanda: “perché vuoi lavorare per la nostra azienda?”; prima che al selezionatore, la risposta va data a sé stessi; lo stesso vale per un’altra classica domanda: “come ti vedi tra cinque anni?”; la risposta deve far emergere l’ambizione del candidato e la voglia di emergere e crescere con l’impresa, senza ovviamente risultare banale e scontata;

– mettersi a fare domande non richieste: la speed interview è solo una prima selezione dei candidati; il tempo per le domande vi sarà nei successivi step (e comunque, anche nelle fasi successive, è sconsigliabile parlare di trattamento economico, se non alla conclusione del contratto, e sono sempre off limits gli argomenti “ferie, giorni liberi, permessi, malattia, ritardi”, ed in genere tutte le problematiche relative all’orario di lavoro, che rischiano di far sembrare il candidato più attento a compensi e momenti di libertà che non all’impiego).

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Autore immagine: 123rf com


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